“Se possibile”, il teatro che cerca un vocabolario comune
Domenica 17 maggio all’Antigone Osservatorio sulla ’Ndrangheta di Reggio Calabria torna “Se possibile”, lo spettacolo di e con Tiziana Calabrò tra teatro di narrazione, stand-up comedy e ironia
Un palco, uno sgabellino che reclama la scena e parole che attraversano il tempo per trovare un vocabolario comune. Domenica 17 maggio, alle ore 19, torna presso Antigone Osservatorio sulla ’Ndrangheta di Croce Valanidi “Se possibile”, spettacolo di e con Tiziana Calabrò (consulenza artistica di Renata Falcone e Basilio Musolino) nell’ambito della rassegna Esistenze – rassegna di teatro d’autore 2025/2026.
Tra stand-up comedy e teatro di narrazione, lo spettacolo prodotto dalla Compagnia Ucriu prova ad addentrarsi nell’ingarbugliata matassa della vita: il tempo che passa, il corpo che cambia, i rapporti tra generi, i pregiudizi e la necessità di costruire ponti (veri e utili) invece che muri.
Le voci femminili
“Se possibile” nasce da lontano, dalle letture e dalle voci che ne hanno costruito struttura e pensiero. Dentro lo spettacolo risuonano Simone de Beauvoir, Virginia Woolf, Michela Murgia, Carla Lonzi e bell hooks, insieme alla percezione del tempo e dell’assurdo di Samuel Beckett, alla comicità di Stan Laurel e Oliver Hardy, fino alla malinconia di Buster Keaton.
«Ci sono le suggestioni di tutte queste donne – racconta Tiziana Calabrò – ma anche Beckett, le comiche e quello sgabellino che nello spettacolo vorrebbe diventare protagonista».
L’autrice spiega come quelle letture siano diventate strumenti di pensiero: «Simone de Beauvoir e le altre mi hanno aiutata a comprendere meglio da dove nasce il femminismo e il pensiero femminista. La letteratura in questo senso è vastissima, ma quelle voci sono state fondamentali nel mio percorso».
Uno spettacolo scritto pensando agli uomini
Pur partendo dalle donne, “Se possibile” sceglie di non fermarsi a una sola prospettiva. In realtà, il testo si rivolge agli uomini, per avere la possibilità di un confronto, percependone lo sperdimento dinanzi a una realtà complessa e in continua trasformazione e chiedendo loro il rinnegamento dell’eredità ricevuta dai padri. «È un testo che parla di donne ma che, in realtà, ho scritto anche per gli uomini – conferma infatti la Calabrò –. Spero che in sala ce ne siano tanti, perché desidero il confronto con loro».
E poi il riferimento a bell hooks, scritto volutamente in minuscolo, proprio come l’autrice americana aveva scelto di fare: «Lei ha sdoganato la parola “amore” senza farne una bandiera mielosa e retorica».
Ironia, leggerezza e convivio finale
In scena si gioca con il pubblico, con i suoni, con le parole e con quello sgabellino che diventa simbolo ironico e fragile di un equilibrio sempre precario. Lo spettacolo attraversa immagini dissacranti e racconti divertenti, senza perdere la profondità dello sguardo, con l’obiettivo di trovare un linguaggio comune e provare a stare insieme fuori dai quadrati assegnati.
Appuntamento dunque domenica 17 maggio all’OSN di Croce Valanidi. L’ingresso è consentito solo su prenotazione al numero 0965 643521, anche tramite WhatsApp.
La serata proseguirà con il consueto convivio dell’Osservatorio, per continuare a parlarsi con un vocabolario comune, anche dopo lo spettacolo!