Se scoprissimo che sono migliori di noi?
Dal tam tam sui social alla distribuzione all’accampamento di San Ferdinando: il racconto della solidarietà tra fatica, rispetto, dignità e umanità condivisa
Dal social virtuale al sociale reale il passo può essere breve ed efficace. Lo abbiamo sperimentato di nuovo all’accampamento di San Ferdinando dove continuano a vivere in condizioni precarie circa 400 migranti-braccianti.
Prima di Natale un gruppo di volontari ha portato indumenti e coperte per aiutare ad alleviare le precarie condizioni di chi condivide fango e freddo con cani e gatti randagi.
Il gruppetto di volontari senza etichette è andato via dopo la consegna dei beni di prima necessità con il cuore stretto e la mente aperta. quella prima consegna non bastava di certo e andava inoltre organizzata meglio.
Così con il proseguire della stagione fredda i volontari decidono di lanciare una nuova chiamata via social. Parte il tam tam virtuale lungo le onde di WhatsApp circoscrivendo la richiesta solo a giubbotti e coperte per evitare il rischio di ricevere materiale inutilizzabile come purtroppo in passato è più volte successo. La risposta è stata straordinaria. In pochissimi giorni il punto di raccolta situato presso un’azienda di Reggio Calabria ha ricevuto decine di giubbotti e altrettante coperte. Molti dei capi ancora con l’etichetta o la custodia originaria. Più di un donatore ha “interpretato” la richiesta e insieme ai giubbotti ha lasciato scarpe, maglioni, calze, cappelli, guanti, sciarpe, indumenti intimi e perfino 2 accappatoi.