Seby Caridi: il pasticcere che trasforma le radici in futuro

Intervista a Seby Caridi, pasticcere di fama nazionale, tornato a Reggio Calabria per una masterclass speciale in occasione dei 30 anni di APAR: un viaggio tra origini, successi e visioni

Seby Caridi

La sala è piena, l’emozione è palpabile e il pubblico è quello delle grandi occasioni. In occasione dei trent’anni dell’APAR, l’Associazione Pasticceri Artigiani Reggini, festeggiati a palazzo Campanella il 25 novembre scorso, uno dei momenti più attesi è stato senza dubbio la masterclass di Seby Caridi, pasticcere di fama nazionale. 
Il suo ritorno a Reggio Calabria non è solo una celebrazione, ma un cerchio che si chiude: Seby è tornato dove tutto è iniziato.

Gli inizi: una passione di famiglia

Classe 1988, nato a Reggio Calabria, Caridi è figlio d’arte. Cresce nel laboratorio del padre, il maestro pasticcere Paolo Caridi, ambasciatore del bergamotto e figura storica della pasticceria reggina. «Ho iniziato pulendo teglie e pavimenti — racconta a Cult-. La vera scuola è stata osservare mio padre, vedere i suoi sacrifici, il suo amore per questo mestiere».

Dopo il diploma all’Alberghiero di Villa San Giovanni, si iscrive alla Cast Alimenti di Brescia, dove incontra maestri come Luigi Biasetto, Roberto Rinaldini, Iginio Massari e Leonardo Di Carlo. È lì che nasce la sua vera vocazione e che iniziano i concorsi: dalla Rassegna del Dolce Reggino alle competizioni nazionali, fino ai primi podi nel 2007.

Gli anni della formazione e i primi successi

Nel 2011 e 2012 lavora al fianco del maestro Stefano Laghi, specializzandosi nella sua grande passione: il cioccolato. Contribuisce alla stesura del libro internazionale L’evoluzione del cioccolato di Eliseo Tonti, arricchendo ulteriormente il suo percorso.

Ma il vero anno della svolta è il 2015, quando Caridi vince il talent RAI Il più grande pasticcere grazie alla torta Rivelazione: un dolce imponente all’esterno, con “fiamme” di cioccolato, e un cuore delicato di mandorle, pistacchio e cacao.

Tre pasticcerie e un brand in costante crescita

Nel 2016 apre la sua prima pasticceria a Faenza. Nel 2018 entra nell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, un riconoscimento prestigioso che segna l’ingresso nell’élite del settore.
Arrivano poi due nuove aperture: Bologna, all’interno di Palazzo Fava, e Imola, un grande locale multifunzionale aperto dalla colazione all’aperitivo. Oggi Caridi coordina tre punti vendita, molti dipendenti e un brand in espansione.

«Non è facile — spiega — ma sono felice che realtà diverse tra loro, con un unico marchio, riescano a lavorare bene. La gente riconosce la qualità e le resta fedele».

La masterclass a Reggio Calabria: emozione e memoria

Sul palco dell’APAR, davanti ai giovani concorrenti, Caridi mostra la sua vecchia postazione da gara. È un momento di sincera commozione. «Guardando i ragazzi mi sono identificato subito: la stessa emozione, la stessa paura davanti ai giudici. Sono partito da lì. Tutto nasce da lì». Ma la sua lezione non è solo tecnica. È un invito a vedere la pasticceria come impresa, non solo come arte: «Oggi gestisco tre punti vendita e più di 80 dipendenti, ma prima di tutto bisogna cambiare mentalità. Ai giovani possiamo dire di seguire la passione, certo, ma serve insegnare anche come si gestisce un’azienda».

Tra tradizione e innovazione: il dolce reggino nel mondo

Caridi è oggi uno dei principali rappresentanti della pasticceria reggina nel panorama nazionale. «La tradizione non si dimentica mai — sottolinea —. Se qualcosa è buono, bisogna prenderne spunto. Ma un pizzico di innovazione esalta i sapori di una volta».

I suoi dolci portano il Sud al Nord, senza mai perdere identità: «Il Sud lo porto sempre con me. Non rinnego mai da dove sono partito. Tutto ciò che sono lo devo alla mia terra» afferma con orgoglio a Cult.

La notorietà e l’esperienza televisiva

La vittoria televisiva gli ha aperto molte porte, ma Caridi ne parla con una maturità disincantata: «La TV è una lama a doppio taglio. All’inizio non ho gestito bene forse la notorietà, ma col tempo questo mi ha fortificato. Oggi il riconoscimento arriva soprattutto per la qualità del lavoro, ed è ancora più bello».

Le sue pasticcerie: tre luoghi, tre identità

«Faenza è la madre produttiva, dove nasce tutto. Bologna vive in un museo d’arte, un luogo quasi mistico dove arte e cibo dialogano. Imola è uno spazio enorme, aperto tutto il giorno, un locale completo». Tre realtà diverse, unite dalla stessa cura per il dettaglio.

Il futuro?  «Il prossimo passo è consolidare ciò che ho. Camminare piano, senza farmi male. Sto puntando molto sull’online: voglio valorizzare un quarto punto vendita digitale. Al momento spediamo anche all’estero per clienti importanti, ma l’e-commerce nazionale sarà la priorità».

Reggio Calabria, oltre che casa

Quando gli chiediamo cosa rappresenti per lui la sua città, sorride: «Reggio Calabria è mare, è terra, è affetto, è cibo, è amore. È tutto».

In platea molti giovani guardano Seby con gli stessi occhi con cui, anni fa, lui guardava i suoi maestri. È il segno più bello di un’eredità che continua: quella di un ragazzo partito da una postazione di concorso in una piccola città del Sud e arrivato a farsi spazio tra i grandi, senza dimenticare da dove è partito. Perché, come dice lui stesso, «l’originalità consiste nel tornare alle origini».

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