Simone Cristicchi con “Luce – Summer tour 2025” accende Catonateatro

Un viaggio tra poesia, musica e spiritualità: ieri sera Simone Cristicchi ha emozionato il pubblico dell'arena Neri con il suo “Luce – Summer tour 2025”

Simone Cristicchi Foto di Antonio Sollazzo

Non è solo un concerto, ma un’esperienza da vivere “Luce –Summer tour 2025” di Simone Cristicchi che, ieri sera, all’arena “Alberto Neri” è riuscito a far navigare gli spettatori di Catonateatro in un viaggio emozionale e spirituale che attraversa le pieghe dell’anima umana, tra poesia, musica e teatro-canzone.

Un viaggio dall’ombra alla luce

 L’artista romano, nell’unica tappa calabrese messa a segno dalla Polis Cultura di Lillo Chilà, unisce con la sua musica la profondità di pensiero e la bellezza formale, toccando corde intime e universali.

E’ un’intensa narrazione di un moderno cantastorie che, accompagnato sul palco da un ensemble raffinato (i New Quartet e gli “Scappati di casa”, musicisti eccelsi che seguono passo dopo passo il poeta dell’anima) guida gli spettatori in quel percorso che parte dal buio, dalle fragilità umane per arrivare ad una rinnovata consapevolezza e apertura verso la luce.

Verità, non retorica e suggestioni sonore

Simone ricerca con i suoi brani il senso della vita, di tutto ciò che accade nel mondo e la sua non è retorica spicciola, ma semplicemente verità.

Le atmosfere sonore sono suggestive e cinematografiche, con arrangiamenti che fondono cantautorato, world music e sonorità eteree. La sua poliedricità artistica gli permette di passare dal sussurro al grido senza mai perdere autenticità e tra i momenti più intensi in cui si incastrano “Luce nelle crepe” e “Preghiera laica”, veri inni alla resilienza e alla bellezza nascosta nel dolore, omaggia il cantautore Toto Cutugno con “L’italiano”, l’iconica canzone simbolo del popolo italiano.

Luce e ombra in scena

I giochi di luce accompagnano discretamente i cambi di atmosfera e il contrasto tra ombra e bagliore diventa anche visivo, a sottolineare la trasformazione dello spettacolo.

Un messaggio spirituale e laico

Cristicchi incastona nella musica, la tradizione spirituale citando San Francesco, Rumi, Etty Hillesum e lo fa, filtrando il tutto attraverso uno sguardo laico e umano per cercare l’universalità del messaggio, al di là di dogmi e religioni.

“I confini del nostro corpo coincidono con quelli del cosmo. Ecco perché ne siamo così attratti da sempre, le stelle. La nostra vita è solamente un viaggio per ritornare a casa. È un tentativo di colmare quell’abisso che ci separa dal mondo invisibile – afferma Simone -. Solo nella notte oscura brillano le stelle. Così lasciò scritto San Benedetto da Norcia e allora, ho pensato che forse il nostro compito oggi, come membri della famiglia umana, è di riuscire ad intercettare tutto quello che brilla in mezzo a questa oscurità che stiamo vivendo. Sarebbe bello poter ricominciare ogni giorno da questa consapevolezza, da questa ricerca della bellezza, riconnettendoci a quella parte più autentica che è dentro di noi. E’ quella scintilla divina che ci permette di andare oltre la materia, anche oltre questo mondo, per diventare tanti frammenti di luce, tante piccole stelle che insieme, tornano ad illuminare il cielo”.

Un sollievo per le anime fragili

In quel rito collettivo di riflessione e rinascita, Cristicchi si conferma un artista unico, capace di unire arte e spiritualità, riflessione e bellezza, con uno stile personale e profondamente umano.

Quello di ieri sera, è sicuramente uno spettacolo che lascia il segno, nel cuore e nella mente ma, soprattutto, dà sollievo a tutte quelle anime che ogni giorno, si affannano per essere perfetti, idonei, giusti per questo mondo e, alla fine, sono uomini e donne fragili che vorrebbero solo essere realmente felici.

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