Tieri: l’infallibile “spalla” del principe della Risata
L’incontro con il Principe della Risata avvenne quando la posizione cinematografica di Aroldo Tieri era già affermata e fu subito rispetto e immediata sintonia
Dei ‘cento piccoli film’ girati da Aroldo Tieri è la figura scattante dell’eterno fidanzato geloso, del nevrastenico che assesta le sue battute nei duetti fra Totò e Peppino de Filippo e che partecipa alle avventure strampalate del burattino pazzariello, a rimanere impressa nella memoria degli italiani.
L’incontro con il Principe della Risata avvenne quando la posizione cinematografica di Aroldo Tieri era già affermata e fu subito rispetto e immediata sintonia.
Una sintonia dovuta non solo alla questione dei differenti profili ‘a vantaggio’, Totò il sinistro e Tieri il destro, che davanti alla macchina da presa ha il suo spessore, ma anche ad una certa stima che il riservato principe, prigioniero nella sua maschera d’avanspettacolo, nutriva verso le persone provenienti dal teatro di posa. Ed, infine, al divertimento, all’entusiasmo di quella che lo stesso Aroldo chiama ‘improvvisazione predisposta’.
Nulla era lasciato al caso. “Ricordo, prima di girare, le riunioni in camerino con Totò e Peppino, con i quali le battute e gli effetti venivano preparati con la logica ferrea e la matematica precisione che deve avere la comicità” conferma, infatti, Aroldo Tieri, nell’intervista rilasciata ad Antonio Panzarella.
Sequenze lunghissime, girate senza bisogno di montaggio, ‘in presa diretta’, con ritmi serrati e perfetti che decretarono il successo di quei film nei quali emergeva tutto l’estro di Totò, la sua fantasia.
Ritmi travolgenti ed irripetibili perché oggi si lavora in modo diverso: l’attore da protagonista diventa strumento, la sua creatività è ingabbiata. Forse uno dei motivi per cui Aroldo Tieri non si interessò più al cinema, insieme al voler uscire da quella gabbia di ‘spalla’ che gli avevano cucito addosso.
E che, però, fu la sua ‘università’, la base comica necessaria per affrontare le più profonde opere teatrali. Dietro i suoi personaggi drammatici c’è sempre uno spunto mimico, uno scatto che strizza l’occhio all’impeccabile Totò di ‘Letto a tre piazze’, di ‘Chi si ferma è perduto’, de ‘La cambiale’, de ‘Lo smemorato di Collegno’ o ‘Totò Sceicco’, per citare solo parte della filmografia che lo vide protagonista insieme al Principe.
Del resto, Totò per Aroldo è stato uno dei ricordi più dolci e seri di quella parentesi cinematografica, uniti dal rispetto comune di una professionalità ormai rara. “Oltre ad essere stato un attore veramente unico, Totò era ricco di un’umanità elegante e di una grande sensibilità. Ricordo la generosità che lo distingueva soprattutto con le persone più umili a cui lasciava sempre un suo ricordo tangibile. Mi ha voluto spesso vicino perché mi stimava moltissimo” affermerà, infatti, Aroldo Tieri. Una stima senz’altro ricambiata. Un’amicizia sincera. Un ricordo incancellabile che si riaffaccia alla memoria quale elemento di quella che lui stesso chiama ‘amicizia degli spiriti’.