Tra cura e diritto: il libro di Pace e Bellantoni contro la violenza di genere
Presentato al Salone del Libro di Torino il manuale “Il servizio antiviolenza tra cura e diritto” delle avvocate calabresi Ylli Pace e Anna Bellantoni, guida pratica e normativa per operatori dei Centri antiviolenza
La violenza di genere non si combatte soltanto nelle aule di giustizia. Si affronta prima ancora nell’ascolto, nella formazione, nella capacità di riconoscere i segnali del pericolo e di accompagnare le vittime in un percorso di protezione e autonomia. È da questa consapevolezza che nasce “Il servizio antiviolenza tra cura e diritto. Guida normativa e pratica per operatori di sportello Antiviolenza”, volume curato dalle avvocate calabresi Ylli Pace e Anna Bellantoni e pubblicato da Gambini Editore.
Il libro è stato presentato per la prima volta il 14 maggio scorso al Salone del Libro di Torino e sarà disponibile da metà giugno nelle librerie e sul portale online della casa editrice diretta da Isabella Gambini.
Un manuale nato dall’esperienza sul campo
L’opera prende forma da un’esperienza concreta maturata dalle due professioniste durante numerosi percorsi di formazione rivolti alle operatrici e agli operatori degli sportelli antiviolenza attivati in tutta Italia.
«Questo lavoro nasce da un’esperienza concreta e condivisa, maturata nel corso di numerosi percorsi di formazione rivolti alle operatrici e agli operatori di sportello», spiegano le curatrici. «Dall’ascolto delle loro domande, dalle difficoltà emerse nei casi affrontati quotidianamente e dal confronto costante con realtà territoriali profondamente diverse tra loro è nata l’esigenza di raccogliere strumenti, riflessioni e buone prassi capaci di rispondere ai bisogni reali di chi opera in prima linea nel contrasto alla violenza di genere».
Il volume affronta la complessità delle molteplici forme della violenza – fisica, psicologica, economica, relazionale e digitale – evidenziando come queste si intreccino con dinamiche culturali, sociali ed emotive che richiedono competenze sempre più integrate.
Formazione, ascolto e rete multidisciplinare
Uno dei temi centrali del manuale è la necessità di una formazione continua e multidisciplinare. Secondo le autrici, solo integrando il sapere giuridico con quello psicologico, sociale e sanitario è possibile garantire interventi realmente efficaci.
Particolare attenzione viene dedicata al lavoro quotidiano dei Centri antiviolenza e dei servizi territoriali, con approfondimenti sulla gestione dell’ascolto, delle emozioni e della valutazione del rischio.
«Ci siamo rese conto di quanto siano centrali il tema dell’ascolto, la gestione delle emozioni e la valutazione del rischio, così come l’importanza di una presa in carico realmente multidisciplinare», sottolineano Pace e Bellantoni. «Proteggere la persona vittima di violenza significa accompagnarla nel recupero della propria autonomia, valorizzando il coordinamento tra professionisti e istituzioni come elemento imprescindibile per garantire interventi efficaci e rispettosi della complessità delle situazioni».
Nel manuale trovano spazio anche temi sempre più attuali, come la violenza online e digitale, con strumenti pratici per riconoscere le nuove forme di abuso sin dal primo contatto con la vittima.
Il ruolo dell’avvocatura e il rischio della vittimizzazione secondaria
Ampio spazio è riservato all’intervento giuridico nei casi di violenza, con approfondimenti sul ruolo dell’avvocatura nella tutela della persona offesa, sull’affidamento dei minori, sulle misure cautelari e sulla prevenzione della vittimizzazione secondaria.
A rafforzare il valore dell’opera sono anche i contributi istituzionali che accompagnano il volume. La prefazione è firmata dall’avvocato Gian Ettore Gassani, mentre la postfazione è del magistrato Valerio de Gioia, consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio.
Per de Gioia il manuale rappresenta «un fondamentale vademecum per coloro che si approcciano al fenomeno della violenza domestica e di genere». Il magistrato evidenzia come l’opera analizzi «ogni forma di violenza, indagandone nel profondo le origini e offrendo spunti di riflessione per arginarla».
Nella sua riflessione emerge soprattutto il tema della formazione degli operatori del diritto. «Sempre più spesso si sente parlare di “delitti annunciati” frutto della sottovalutazione del racconto della vittima», osserva de Gioia, sottolineando come l’incapacità di cogliere i segnali di pericolo possa mettere a rischio la vita stessa di chi decide di denunciare.
Il magistrato richiama inoltre l’attenzione sul fenomeno della vittimizzazione secondaria, ricordando che nei procedimenti per violenza di genere «è il comportamento dell’autore del reato a dover essere oggetto di verifica», mentre spostare il focus sui comportamenti della persona offesa rischia di alimentare stereotipi e ulteriori forme di violenza istituzionale.
Ylli Pace: “Solo la formazione può prevenire nuove tragedie”
L’avvocata Ylli Pace richiama la necessità di costruire una vera cultura giuridica della prevenzione.
«Solo attraverso una cultura giuridica fondata sulla competenza, sulla formazione e sulla consapevolezza sarà possibile prevenire nuove tragedie e garantire una tutela concreta a chi trova il coraggio di denunciare», afferma. «Troppo spesso il racconto della vittima viene sottovalutato, con conseguenze drammatiche che trasformano molte vicende in veri e propri “delitti annunciati”».
Pace insiste sulla necessità che tutti gli operatori del diritto siano in grado di «riconoscere, ascoltare e comprendere le dinamiche della violenza in ogni sua forma», garantendo alle vittime protezione, rispetto ed evitando ogni forma di vittimizzazione secondaria.
L’obiettivo del manuale, spiega ancora la curatrice, è quello di offrire «una guida multidisciplinare» capace di diventare una vera e propria “roadmap” per chi opera sul territorio: «Uno strumento capace di orientare, sostenere e offrire un punto di riferimento a chi vive la violenza, aiutando a superare la paura di non essere creduti e accompagnando le vittime verso un percorso di libertà e consapevolezza».
Le autrici e la rete che ha sostenuto il progetto
Alla realizzazione del volume hanno contribuito Studio Cataldi Area Formazione, Aligys Srl e AMI – Associazione matrimonialisti italiani, con il Dipartimento scientifico Pari opportunità.
Ylli Pace è avvocato cassazionista, con formazione specialistica in diritto di famiglia, tutela dei minori e criminologia. È direttore dell’Area Formazione di Studio Cataldi e co-founder del Network Legale. Relatrice in corsi di aggiornamento professionale, è autrice di testi giuridici e collabora con diverse testate giornalistiche, partecipando anche a trasmissioni televisive nazionali.
Anna Bellantoni, anch’essa avvocato cassazionista, laureata con lode ed esperta in diritto di famiglia e minorile, svolge attività di consulenza e contenzioso civile e penale. È presidente AMI Reggio Calabria, mediatrice, referente Pari opportunità AMI e consigliera del CPO/COA di Reggio Calabria. Da anni è impegnata nella tutela delle vittime di violenza e nella formazione specialistica.
Un libro che guarda oltre il diritto
Più che un semplice manuale tecnico, “Il servizio antiviolenza tra cura e diritto” si propone come uno strumento di lavoro e insieme di consapevolezza culturale. Un testo che tiene insieme norme, esperienza, ascolto e responsabilità professionale, ricordando che la lotta alla violenza di genere passa anche dalla qualità dello sguardo di chi accoglie, tutela e accompagna le vittime.
“In filigrana”, scrivono le autrici, attraversa tutto il progetto l’idea che «la formazione non possa mai dirsi conclusa, ma debba rimanere un percorso vivo, fondato sull’aggiornamento costante, sulla riflessione critica e sulla condivisione delle esperienze».
Perché, come ricorda infine Ylli Pace, «la violenza di genere è un fenomeno di matrice culturale e, come ogni battaglia culturale, può essere contrastata solo attraverso formazione, collaborazione e consapevolezza. Solo unendo le forze sarà possibile sconfiggerla, insieme».