Tra scavi, memoria e mare: le origini del Museo di Reggio

La storia del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC): dalle origini ottocentesche al Museo civico, fino all’arrivo dei Bronzi di Riace

Museo MArRC

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, vanto ed orgoglio della nostra città, conosciuto in tutto il mondo per le splendide statue dei Bronzi di Riace, ha una storia antica che è molto interessante ripercorrere.

Le origini del Museo civico

Si parte dalle vicende che portarono alla costituzione del Museo Civico, che rappresentò il nucleo iniziale di quello che, oggi, è il Museo Archeologico Nazionale. Il Museo Civico venne inaugurato il 18 giugno del 1882.

L’idea di costituire un Museo civico a Reggio Calabria si era formata, nell’Ottocento, sia grazie all’azione meritoria svolta da alcune personalità sensibili al richiamo storico, quali Mons. Antonio Maria De Lorenzo e il cav. Antonio Maria Laboccetta, sia in relazione al nuovo respiro culturale determinato dalla proclamazione del Regno d’Italia.

Nel 1873, il Comune di Reggio Calabria deliberava l’istituzione di un Museo Civico e costituiva la Commissione di Archeologia e Storia Patria, presieduta da Domenico Spanò Bolani, e di cui facevano parte Demetrio Salazar (19 ottobre 1822 – 18 maggio 1882), il De Lorenzo, Gaetano Sollima e Fabrizio Plutino. Il regolamento della Commissione venne approvato l’anno successivo.

Le prime scoperte archeologiche e l’inaugurazione

Si ritiene che un notevole impulso alla costituzione del Museo civico sia venuto dal rinvenimento, avvenuto nel 1881 per come scriveva Filippo Caprì sul numero de: “La Zagara” del 3 novembre di quell’anno, dei resti di una villa, risalente ad epoca romana, nei pressi della foce della fiumara Annunziata, la cui denominazione antica è Lumbone. Il reperto archeologico più interessante di questa villa era rappresentato, senza dubbio, dal mosaico che rappresentava un Nettuno su biga con cavalli.

L’inaugurazione del Museo civico di Reggio Calabria avvenne, quindi, il 18 giugno del 1882, da parte del Sindaco Fabrizio Plutino. Il primo direttore del Museo venne nominato lo Spanò Bolani, mentre il De Lorenzo fu nominato ViceDirettore; costui nel 1889 venne nominato Vescovo della Diocesi di Mileto, e dovette lasciare l’incarico.

Le sedi del Museo e il terremoto del 1908

Il Museo civico fu inizialmente collocato nei locali della Biblioteca comunale; il 15 agosto del 1906 veniva inaugurata la nuova sede del Museo, all’estremità meridionale della via Marina, grosso modo dove oggi sorge l’edificio della Stazione sperimentale delle essenze, nei pressi dell’attuale Villa comunale.

In seguito del terremoto del 1908 le collezioni furono depositate dapprima in alcune baracche, poi nei seminterrati dell’edificio dell’Istituto Tecnico “R. Piria” sul Lungomare.

Nuove collezioni e il ruolo di Paolo Orsi

Un significativo incremento della raccolta civica si registra sempre all’ indomani del sisma del 1908 allorché vi confluisce nel 1909 la collezione Genoese, per effetto del lascito testamentario di Domenico, morto nel terremoto; tale donazione proviene dalla più antica quadreria del nobile patriota Federico Genoese, quale risulta dall’inventario redatto dal Notaio Lo Faro nel 1848, alla morte del Genoese.

Nello stesso periodo, irrompe sulla scena l’archeologo Paolo Orsi (17.10.1859 – 8.11.1935).

Orsi, che già aveva scavato a lungo in Calabria, fin dal 1889, era stato nominato, nel 1907, Soprintendente alle antichità della Calabria e Basilicata e conservò questo incarico fino al 1925. Egli portò avanti l’idea di unificare le collezioni statali con quelle provenienti dal Museo civico, per pervenire, così, alla realizzazione di un grande Museo Nazionale.

La costruzione del Museo Archeologico Nazionale

Nel 1924 venne costituita la Soprintendenza archeologica per la Calabria, e Reggio venne prescelta quale sede di questo importante presidio; ma tale scelta, se da un lato gettava le basi per la costruzione dell’edificio del Museo Archeologico, innescava una querelle fra la Soprintendenza e la direzione del Museo civico per il possesso dei reperti in possesso di quest’ultimo.

Nel frattempo, il 30 maggio del 1932, essendo Podestà di Reggio Calabria l’avvocato Pasquale Muritano, alla presenza dei Principi di Piemonte, S.A.R. il Principe Umberto di Savoia e la Principessa Maria José, cominciavano i lavori di costruzione dell’edificio progettato da Marcello Piacentini (8.12.1881 – 18.5.1960).

I lavori subirono rallentamenti durante la Guerra; l’edificio fu occupato da scuole, uffici pubblici e famiglie private, e venne colpito da bombe e granate che lo danneggiarono parecchio.

Dall’inaugurazione ai Bronzi di Riace

Nel 1944 venne trasferito nell’edificio del Museo Nazionale anche il Museo civico, riproponendo il problema della coesistenza delle due collezioni. Si stabilì, per convenzione, che i reperti di proprietà comunale, esposti con criterio organico assieme con il patrimonio di proprietà statale, dovessero essere contrassegnati da una lettera “C”.

Il Museo Nazionale venne inaugurato il 1° febbraio del 1956.

Nell’estate del 1981 cominciò per il Museo di Reggio Calabria una nuova epoca, con l’esposizione delle celebri statue denominate “Bronzi di Riace”, al termine del primo restauro realizzato a Firenze.

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