“Tracciare la rotta”: quando il denaro diventa libertà
Nasce “Tracciare la rotta”, il progetto di microcredito sociale promosso da Piccola Opera Papa Giovanni – CAV Angela Morabito, MAg delle Calabrie e Cabalovo, per sostenere l’autonomia economica delle donne vittime di violenza economica. Come funziona e come contribuire
La violenza non lascia sempre lividi visibili. A volte passa dal controllo del conto corrente, dall’impossibilità di decidere una spesa, dal dover chiedere il permesso anche per comprare l’essenziale. È la violenza economica, una delle forme più diffuse e meno riconosciute di violenza di genere, capace di spezzare l’autonomia di una donna senza alzare la voce o usare le mani. È da questa consapevolezza che nasce “Tracciare la rotta”, un progetto di microcredito sociale e percorsi di autonomia economica rivolto alle donne vittime di violenza economica, promosso da Piccola Opera Papa Giovanni – Centro antiviolenza “Angela Morabito”, MAG delle Calabrie e Associazione Cabalovo. Un progetto che mette insieme finanza etica, prossimità e responsabilità, con un obiettivo chiaro: restituire alle donne la possibilità concreta di scegliere.
Violenza economica: una forma di controllo invisibile
Francesca Mallamaci e Gianni Votano
“La violenza economica – spiegano i promotori del progetto – si manifesta attraverso il controllo, la limitazione o la privazione delle risorse finanziarie e patrimoniali della donna. È una violenza subdola, spesso normalizzata, raramente isolata, quasi sempre intrecciata con violenza psicologica, fisica o assistita”.
Tra i principali indicatori di vulnerabilità economica: controllo e limitazione delle risorse economiche; ostacoli all’autonomia lavorativa, fino all’interruzione forzata dell’attività; dipendenza economica strutturale; indebitamento e abuso finanziario, anche tramite prestiti intestati senza reale consenso; esclusione dalle decisioni economiche e patrimoniali; compromissione della pianificazione futura.
Secondo i dati del report annuale D.i.Re, almeno una donna su tre subisce violenza economica. E senza autonomia economica, uscire da una relazione violenta, scappare dalla violenza diventa spesso impossibile.
“Tracciare la rotta”: microcredito come leva di emancipazione
Da qui l’esigenza di un progetto ad hoc che nasca dalla società civile e sia aperto al contributo di persone, associazioni e realtà sensibili. “Tracciare la rotta” promuove infatti un modello di finanza etica e solidale, in cui il microcredito non è assistenza ma strumento di emancipazione.
Il progetto prevede accompagnamento e consulenza economica alle donne; educazione e alfabetizzazione finanziaria, gratuita; l’accesso a microcrediti sociali attraverso un fondo dedicato costituito presso la MAG delle Calabrie.
Ogni intervento si inserisce in una presa in carico integrata, in raccordo con il Centro antiviolenza “Angela Morabito” e la rete territoriale, secondo un approccio centrato sulla persona.
Chi può accedere al microcredito e quali sono i requisiti
Il microcredito è riservato alle donne vittime di violenza economica seguite dal Centro antiviolenza “Angela Morabito”.
Non è necessario aver già abbandonato la casa o la relazione violenta: l’elemento centrale è il percorso di presa in carico.
«Non è un accesso immediato. Serve un percorso, una valutazione condivisa, un’istruttoria chiara. Non vogliamo creare illusioni, ma opportunità reali, concrete e sostenibili» chiarisce Francesca Mallamaci, coordinatrice del Centro indipendenza della Casa rifugio Angela Morabito, che aggiunge “non esistono cause di esclusione legate al reddito di libertà o ad altre misure pubbliche”.
Come funziona il microcredito
Il microcredito non è a fondo perduto. “È un prestito che va restituito, perché la restituzione è parte della dignità e della circolarità del progetto” spiega Gianni Votano, coordinatore di Cabalovo – Osservatorio Da Sud.
Tra le caratteristiche principali: un tasso fisso al 4% annuo, una durata massima di 5 anni un tetto di 3mila euro (al momento, ma dipenderà dalle sottoscrizioni e dal relativo capitale sociale).
Sono previsti due incontri l’anno con operatori e beneficiarie per la redazione del bilancio del microcredito.
Le spese finanziabili riguardano bisogni reali e quotidiani: salute, casa, istruzione dei figli, debiti pregressi, spese urgenti, avvio di percorsi di autonomia.
Il prestito è garantito da garanzie morali, non patrimoniali, di cui si occuperà l’associazione Cabalovo. «Il nostro compito è coinvolgere comunità, gruppi, fondazioni e singole persone per sostenere il fondo. Forniamo garanzie morali e istruttorie con una formula meno burocratica, perché questo non è assistenzialismo: è responsabilità condivisa» precisa Gianni Votano.
La sostenibilità del prestito viene valutata con attenzione, ma anche con flessibilità: le rate possono essere rimodulate in base alle difficoltà temporanee.
La filosofia del progetto
La filosofia è quella della MAG delle Calabrie, presieduta da Giuseppe Gangemi: garantire accesso al credito a chi, per il sistema bancario tradizionale, non esiste.
Con circa 50 mila euro di capitale, la MAG ha erogato in questi anni oltre 200 mila euro di prestiti, grazie al rientro delle rate che generano nuova liquidità.
Anche in “Tracciare la rotta” l’obiettivo è identico e il microcredito è accompagnato da formazione, tutoraggio e colloqui, per rafforzare competenze e consapevolezza.
Un fondo che vive di sottoscrizioni: come sostenere il progetto
Il progetto è nella fase di raccolta fondi. Per partire operativamente servono risorse.
Le sottoscrizioni sono aperte a persone fisiche, associazioni e aziende e partono da 25 euro.
Sono previste due modalità: la donazione (IBAN: IT48T0501816300000016687659 intestato a: MAG delle Calabrie – Banca Popolare Etica – Causale “Donazione progetto microcredito contrasto violenza economica di genere RC” detraibile fiscalmente) e la sottoscrizione di quote sociali (Causale: “Quote sociali progetto microcredito contrasto violenza economica di genere RC”).
“Si diventa soci MAG; le quote non si perdono e sono rimborsabili. Cosa importante: ogni contributo è generativo, rientra, si moltiplica e aiuta altre donne” chiosa Votano.
Per info e adesioni:
- Piccola Opera – Centro antiviolenza Angela Morabito
800 170 940
casarifugioangelamorabito@piccolaopera.org - Associazione Cabalovo
328 967 5021
associazione@gmail.com - MAG delle Calabrie
magedellecalabrie@gmail.com
Insieme per tracciare nuove rotte
“Sostenere questo progetto significa investire in fiducia, relazioni e futuro. Significa trasformare un gesto, anche piccolo, in una possibilità concreta di libertà. Significa trasformare il denaro in libertà per qualcuno. Perché ogni contributo – concludono i promotori – può tracciare nuove rotte di autonomia per le donne e per i loro figli”.