Trionfo de “I Promessi Sposi” con Giuseppe Pambieri a Catonateatro

A Catonateatro, Giuseppe Pambieri interpreta Alessandro Manzoni nello spettacolo "I Promessi Sposi" diretto da Giuseppe Argirò. Una performance intensa che emoziona e celebra il grande romanzo italiano

I Promessi Sposi Catonateatro Foto di Antonio Sollazzo

La potenza della grande letteratura italiana incontra il teatro d’autore nella magistrale messinscena de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, portata ieri sera all’arena “Alberto Neri” sul palco di Catonateatro con un cast d’eccezione guidato dalla regia intensa e raffinata di Giuseppe Argirò. Lo spettacolo, fortemente voluto dalla Polis Cultura e dal suo direttore Lillo Chilà, segna un altro successo all’interno della storica rassegna, che ancora una volta si conferma punto di riferimento per la proposta culturale calabrese.

A dare corpo e anima ai personaggi manzoniani, interpreti straordinari come Giuseppe Pambieri, un autentico fuoriclasse del teatro italiano, che riveste i panni proprio dello scrittore Alessandro Manzoni, la sua presenza scenica domina lo spazio, il suo racconto è intenso, commuove e scuote le coscienze.

Accanto a lui, la figlia Micol Pambieri e Paolo Triestino, nel duplice registro drammatico e ironico, si muove con abilità nei panni di Don Abbondio, restituendo le sfumature di un personaggio tanto codardo quanto umano. Il cast in toto si rivela uno dei punti di forza dello spettacolo.

La regia di Argirò sceglie una linea sobria ma ricca di suggestioni simboliche, affidandosi a un uso evocativo delle luci e delle scenografie che accompagnano lo spettatore lungo il tormentato cammino dei protagonisti. Il testo manzoniano viene rispettato e, allo stesso tempo attualizzato, sottolineando tematiche ancora oggi rilevanti: l’abuso di potere, l’amore come atto di resistenza, la fede come rifugio e forza.

“Questo è stato il lavoro che mi è costato più fatica – spiega il regista Argirò -. La vera difficoltà sta nel mettere insieme un romanzo che, oggettivamente, è stato fatto due volte nell’arco di un secolo e mezzo come riduzioni teatrali. Ho lavorato pensando al fatto che nulla dovesse essere omesso, quindi ho cercato di sintetizzare il più possibile gli eventi trovando una chiave. La cosa più bella che mi potessero dire dopo aver visto lo spettacolo, è che a prescindere dalla visione cattolica quello che hanno trovato era proprio il senso della spiritualità profonda dell’essere umano e per me, è stata la vittoria assoluta”.

Una vittoria riaffermata anche a Catonatetaro dove il pubblico ha accolto lo spettacolo con grande entusiasmo, tributando lunghi applausi a scena aperta. Un risultato che conferma la forza del teatro classico quando è messo in scena con rigore, passione e professionalità.

Portare “I Promessi Sposi” è un’impresa complessa e ambiziosa, ma l’allestimento di Argirò ha restituito con forza e grazia, tutta la profondità del grande romanzo italiano.

Il testo viene asciugato e rielaborato per il linguaggio scenico, ma conserva tutta la sua potenza narrativa e morale. La narrazione è scandita da un ritmo serrato, che alterna momenti di grande tensione emotiva a passaggi di ironia e leggerezza, riuscendo così a mantenere viva l’attenzione degli spettatori per l’intera durata della riproduzione.

A Catonateatro, “I Promessi Sposi” non è stata solo una rappresentazione, ma un’esperienza che ha saputo unire generazioni diverse nel nome della cultura e dell’identità italiana.

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