“Tu vò fa l’americano”, applausi al Cilea per Cirillo e Morselli
Ieri sera al teatro Francesco Cilea, il live della stagione teatrale dell'OdA, che ha visto protagonisti Marcello Cirillo e Demo Morselli accompagnati dalla band
Un teatro “Francesco Cilea” gremito e partecipe ha accolto ieri sera “Tu vò fa l’americano“, il live che ha visto protagonisti Marcello Cirillo e Demo Morselli, accompagnati da una band di straordinaria intensità. Lo spettacolo, inserito nella stagione teatrale dell’Officina dell’Arte, diretta da Peppe Piromalli, ha regalato al pubblico un viaggio musicale e narrativo tra memoria, storia ed emozioni, raccogliendo applausi convinti e un entusiasmo palpabile.
Sul palco, musica e racconto si sono fusi in un affresco dedicato all’emigrazione italiana, a quel sogno americano che ha spinto generazioni di uomini e donne a lasciare la propria terra in cerca di un futuro migliore. Un percorso fatto di canzoni iconiche, scelte con cura per essere “didascaliche” e al tempo stesso riconoscibili, capaci di parlare al cuore e alla memoria collettiva.
«Il progetto nasce dall’idea, insieme al maestro Demo Morselli e a Massimo Cinque che ha scritto la storia, di raccontare quello che è successo ai nostri nonni, partiti verso l’America non solo in cerca di successo, ma per dare una vita dignitosa alle proprie famiglie – ha spiegato Marcello Cirillo -. È un viaggio nelle hit italiane più famose, quelle rimaste nel cuore dei nostri nonni, cantate la sera intorno al fuoco, in famiglia. Canzoni che erano un aggancio per vivere di passione e ricordare ciò che era l’Italia”.
A dare ulteriore profondità allo spettacolo, la visione musicale di Demo Morselli: “Raccontiamo in musica la vita degli emigranti che hanno portato un pezzo della loro terra in una realtà sconosciuta, portando tradizioni, cibo, gioia di vivere e musica. Intorno a un tavolino, a un bicchiere di vino, a una cantata, anche i problemi più grandi diventano più leggeri. Abbiamo creduto molto in questo progetto, cercando di fare luce tra i capolavori della musica mondiale prodotti dalla nostra tradizione. Non è stato facile scegliere: i brani famosissimi erano tantissimi e, ahimè, a qualcuno abbiamo dovuto rinunciare”.
Il racconto drammaturgico, firmato da Massimo Cinque, ruota attorno alla storia di Salvatore, un bambino che insieme a un cane e a un gabbiano parte per l’America in cerca di fortuna.
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“Le canzoni erano strettamente legate al racconto – ha sottolineato Cirillo -. Io e Demo siamo un “ufficio aperto al pubblico”: facciamo ciò che piace a noi, ma cercando di immedesimarci in quello che può emozionare chi ci ascolta”.
Calabrese d’origine, nativo di Caulonia, Cirillo ha poi aggiunto una riflessione personale sul tema della migrazione: “Non sono emigrato in America, ma prima a Genova e poi a Roma. Dentro, però, si resta legati a questa origine meravigliosa. Mi piace pensare che noi calabresi siamo persone speciali, con un forte valore della famiglia, dell’amicizia e del rispetto”.
“Tu vò fa l’americano” si è così confermato non solo come un concerto, ma come un atto d’amore verso la memoria e l’identità italiana, capace di parlare a tutte le generazioni. Al “Cilea”, la musica ha fatto il resto: ha unito, commosso e acceso ricordi, trasformando una serata di teatro in un’esperienza condivisa.