Un Gramsci mai visto: pensiero e teatro al Metropolitano
Al Cine Teatro Metropolitano è andato in scena “Un Gramsci mai visto” di Angelo D’Orsi: un viaggio intenso tra memoria civile, musica popolare e pensiero critico nel giorno simbolo di Antonio Gramsci (Il servizio di Antonio Ciro)
Un teatro che non si limita a rappresentare, ma che interroga e richiama alla responsabilità. In queste parole può condensarsi lo spettacolo Un Gramsci mai visto andato in scena giovedì 22 gennaio al Cine Teatro Metropolitano di Reggio Calabria, all’interno della Seconda Rassegna teatrale “Oltre i Confini: Voci di Resistenza e Speranza, Storie di Lotta e Solidarietà”, promossa dalla Fondazione Girolamo Tripodi.
Una serata densa di significati, non solo artistici ma anche simbolici, capace di riportare al centro della scena pubblica una delle figure più rilevanti e, al tempo stesso, più trascurate del pensiero politico italiano del Novecento.
La rassegna “Oltre i confini” e la sfida culturale della Fondazione Tripodi
Con questa seconda edizione della rassegna teatrale, la Fondazione Girolamo Tripodi conferma e rafforza la propria capacità di ampliare l’offerta culturale sul territorio, estendendo la propria attività da Reggio a Polistena. Oltre i confini non è soltanto un titolo, ma una dichiarazione di intenti: superare barriere geografiche, culturali e mentali, offrendo al pubblico occasioni di riflessione collettiva attraverso il linguaggio del teatro.
Il quarto appuntamento della rassegna ha trovato nel Metropolitano il luogo ideale per ospitare uno spettacolo che unisce narrazione storica, impegno civile e dimensione popolare.
Un Gramsci in scena nel giorno della sua nascita
La data del 22 gennaio non è casuale. È il giorno della nascita di Antonio Gramsci e vicino (il 21) è anche il giorno in cui, nel 1921, venne fondato il Partito comunista italiano, con Gramsci tra i suoi protagonisti. In questa coincidenza simbolica, lo spettacolo Un Gramsci mai visto assume un valore ulteriore, trasformandosi in un vero e proprio atto di memoria civile.
Lo spettacolo, che da tempo gira i teatri di tutta Italia, è approdato a Reggio Calabria portando con sé una narrazione capace di attraversare il tempo e di parlare direttamente al presente.
Angelo D’Orsi e la biografia che diventa teatro
Autore e interprete dello spettacolo Angelo D’Orsi, storico del pensiero politico e autore del volume Gramsci. Una nuova biografia, oggi rielaborato e aggiornato in Gramsci. La biografia (Feltrinelli, 2024). A partire da questo lavoro, D’Orsi ha scelto la forma teatrale per raccontare integralmente la vita e il pensiero del grande intellettuale sardo, facendo parlare Gramsci in prima persona.
La narrazione si è articolata in sette monologhi concatenati, nei quali la vicenda umana si intreccia con quella politica e intellettuale: dalla Sardegna dell’infanzia a Torino, dalla Russia all’isola di Ustica, dal carcere di San Vittore a quello di Turi, fino alla clinica di Formia e poi di Roma, dove Gramsci morirà dopo aver consegnato alla storia i Quaderni del carcere e le Lettere.
La musica dei Mattanza e lo spirito nazional-popolare
A rendere lo spettacolo ancora più intenso è stata la presenza musicale dei Mattanza, uno dei gruppi più prestigiosi del panorama reggino, scelti appositamente per la serata. Le loro musiche e i canti della tradizione popolare di lotta e di lavoro hanno dialogato con la narrazione, attingendo alla tradizione orale contadina e operaia coeva a Gramsci.
Una scelta profondamente coerente con il pensiero gramsciano: Gramsci amava il teatro, fu critico teatrale, considerava la scena un potente strumento di pedagogia di massa ed era attentissimo al folclore, alla musica, al concetto di “nazional-popolare”. Ne è risultato uno spettacolo autenticamente gramsciano, non solo su Gramsci, ma con Gramsci. E con il teatro, ancora oggi spazio di coscienza collettiva.
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