Una serata di grande teatro al Cilea con “Il medico dei pazzi”
Ieri sera la commedia di Eduardo Scarpetta al teatro Cilea per la stagione "Le maschere e i volti" della Polis Cultura ha divertito e incantato il pubblico. Stasera si replica alle ore 21:00
Le risate esplodono già dalle prime battute e non abbandonano più la sala: al Teatro Francesco Cilea, ieri sera, “Il medico dei pazzi” conquista il pubblico con una comicità travolgente e un ritmo incalzante che non concede tregua. È un teatro pieno, partecipe, pronto a farsi trascinare dentro una storia di equivoci e assurdità, proposta con intelligenza e grande mestiere all’interno della stagione “Le maschere e i volti” curata da Polis Cultura.
La massima culla dell’arte reggina ha accolto con grande calore una delle commedie più divertenti di Eduardo Scarpetta, una macchina perfetta dell’equivoco, portata in scena (e si replica anche questa sera) da un cast eccezionale per la regia e adattamento di Leo Muscato. Fin dalle prime battute, è evidente il coinvolgimento della platea: il pubblico ride, segue, partecipa a una storia che si incastona perfettamente fatta di equivoci e colpi di scena, diventando parte viva del gioco teatrale.
Al centro della storia svetta un Gianfelice Imparato semplicemente magistrale nei panni di Don Felice Sciosciammocca. La sua interpretazione è una vera lezione di teatro comico: Imparato lavora di sottrazione, evita ogni caricatura facile e costruisce un personaggio credibile, tenero e irresistibilmente umano. Il suo Don Felice non è solo il motore dell’equivoco, ma il cuore pulsante della commedia, un uomo ingenuo e fiducioso, convinto con ostinata fierezza che il nipote Ciccillo sia un medico geniale, anche quando la realtà si incarica di smentirlo in modo clamoroso.
Imparato domina la scena con tempi comici perfetti, una mimica raffinata e un uso della voce che passa con naturalezza dall’ingenuità allo smarrimento, fino alla sorpresa più disarmante. Ogni gesto, ogni pausa, ogni sguardo è calibrato con precisione millimetrica e dimostra una profonda conoscenza della tradizione eduardiana, riletta però con leggerezza e modernità. È un’interpretazione che diverte, ma allo stesso tempo, conquista per misura ed eleganza.
Attorno a lui si muove un cast eccezionale, affiatato e generoso, che funziona come un ingranaggio perfetto e valorizza ulteriormente il lavoro del protagonista. La comicità è corale, mai urlata, costruita su un equilibrio costante tra parola, ritmo e situazione. La regia accompagna il testo con passo sicuro, lasciando respirare le gag e sostenendo l’energia degli attori senza mai sovrastarli.
La risposta del pubblico è calorosa e continua: risate a scena aperta, attenzione costante e, nel finale, applausi convinti e prolungati, meritato riconoscimento a uno spettacolo che riesce a essere fedele alla tradizione e, allo stesso tempo, profondamente godibile. “Il medico dei pazzi” al Cilea è una festa del teatro, guidata da un Imparato in stato di grazia, capace di trascinare con sé palco e platea in un divertimento autentico e condiviso.
All’interno della stagione “Le maschere e i volti”, la proposta di Polis Cultura si conferma così attenta e coerente: un cartellone che valorizza la grande tradizione teatrale italiana attraverso interpreti di livello altissimo e spettacoli capaci di parlare a pubblici diversi. Un lavoro di progettazione culturale che restituisce centralità al teatro come luogo di incontro, di memoria e di piacere collettivo, e che trova nel successo di serate come questa la sua più evidente conferma.
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