Università Mediterranea: il Made in Calabria tra etica e resilienza

All’Università Mediterranea stamattina l’evento Made in Calabria 2026: imprese, legalità e testimonianze di chi costruisce sviluppo nel segno dell’etica - FOTO E VIDEO

Made in Calabria Università Mediterranea

Si inserisce nel calendario della Giornata nazionale del Made in Italy 2026 l’iniziativa promossa dall’Università Mediterranea, che ha ospitato l’incontro “Made in Calabria: eccellenze tra etica e resilienza”, dedicato al ruolo dell’impresa nel contesto meridionale.

Per il terzo anno consecutivo, l’ateneo reggino declina il tema nazionale in chiave territoriale, spostando l’attenzione dalle sole eccellenze produttive a una riflessione più ampia: il Mezzogiorno può proporsi come motore di sviluppo e non più soltanto come area problematica.

Al centro dell’iniziativa, il rapporto tra attività d’impresa, legalità e responsabilità sociale. Un approccio che individua nell’etica non un elemento accessorio, ma una componente strutturale della competitività, soprattutto in contesti complessi.

Nel corso della mattinata sono intervenuti rappresentanti del mondo imprenditoriale che operano quotidianamente in questa direzione.

Tra questi, l’executive chef Filippo Cogliandro, titolare del ristorante L’A Gourmet, realtà affermata della ristorazione calabrese. Alla proposta gastronomica, legata al territorio e aperta alla ricerca, si affianca un impegno sul piano civile: l’attività dell’Accademia e il posizionamento del locale come spazio improntato alla legalità.

Accanto a lui, l’imprenditore Antonino De Masi, alla guida delle De Masi Industrie Meccaniche, impegnato da anni in un percorso di denuncia nei confronti della criminalità organizzata. Sottoposto a misure di protezione, De Masi rappresenta un caso emblematico di impresa che continua a operare sul mercato internazionale mantenendo standard di trasparenza e indipendenza.

Esperienze diverse, accomunate dalla scelta di continuare a investire sul territorio senza cedere a condizionamenti esterni. Un segnale che si inserisce nel più ampio tentativo di ridefinire l’immagine del sistema produttivo meridionale, puntando su legalità e qualità come leve di sviluppo.

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