Versi di pace sullo Stretto: la scalinata del Waterfront abitata dalla poesia

Alla Scalinata dei Poeti del Lido Comunale di Reggio Calabria gli studenti stamane hanno dato voce alla pace tra poesia, inclusione e partecipazione civile

Versi di pace

Reggio Calabria oggi si è fermata oggi ad ascoltare le parole dei più giovani. Sulla Scalinata del Waterfront, affacciata sullo Stretto, studenti, insegnanti, artisti e cittadini hanno preso parte a “Versi di Pace dalla Scalinata dei Poeti”, una giornata dedicata alla poesia come strumento di dialogo, partecipazione e riflessione collettiva.

Una scalinata trasformata in spazio di incontro, dove i versi hanno costruito ponti tra generazioni e sensibilità diverse. Il filo conduttore dell’iniziativa è stato chiaro fin dall’inizio: “Perché la pace, prima di essere accordo, è parola condivisa”.

Dopo i saluti istituzionali, la manifestazione è entrata nel vivo con le declamazioni poetiche degli studenti delle scuole cittadine, protagonisti di un momento intenso e partecipato in cui la parola ha assunto il valore di responsabilità civile.

Le parole dei ragazzi e il messaggio di Giovanni Suraci

A condurre l’incontro è stato Giovanni Suraci, coordinatore dei Poeti per la Pace, che ha affidato alla poesia una riflessione profonda sul ruolo dei giovani e sul significato dell’impegno collettivo.

“Oggi la scalinata del waterfront si è riempita di voci. Non di quelle già note, ma di quelle dei ragazzi”, ha dichiarato Suraci, sottolineando come le parole nate dagli studenti siano state autentiche, senza filtri e senza mediazioni.

Secondo Suraci, proprio qui risiede la forza della poesia: “I poeti, anche quando sono ragazzi, fanno il loro lavoro vero: svegliano le coscienze”. Parole che hanno accompagnato una mattinata in cui gli studenti hanno affrontato temi come la guerra, l’ingiustizia, l’indifferenza e il valore della responsabilità personale.

“La poesia non negozia”, ha affermato ancora Suraci, spiegando come i versi ascoltati oggi abbiano costretto chi era presente “a smettere di distrarsi”.

La cultura tra la gente, senza barriere

Il luogo stesso è diventato parte integrante del messaggio. La scalinata monumentale del waterfront, spesso vissuta soltanto come spazio di passaggio, per un giorno si è trasformata in un’agorà culturale e sociale.

“Gradini, mare e parole sono bastati per trasformare un luogo di transito in uno spazio di aggregazione culturale e sociale”, ha osservato Suraci, ricordando che gli spazi pubblici possono tornare a essere luoghi di confronto e partecipazione.

Reggio, oggi, “si è ricordata che la cultura non è solo ciò che sta nei musei. È ciò che succede tra la gente, all’aperto, senza biglietto”.

I ragazzi non hanno semplicemente letto poesie. Hanno raccontato la loro visione della città e del presente, chiedendo ascolto. “Non vi chiediamo di amarci. Vi chiediamo di non tacere”, è stato il messaggio più forte emerso durante la giornata. 

L’emozione del progetto Codanzare

Uno dei momenti più emozionanti dell’iniziativa è stato l’intervento dei ragazzi del progetto Codanzare dell’Associazione Studio Arte, un percorso di inclusione sociale che utilizza teatro, danza e movimento come strumenti di crescita, relazione e partecipazione.

I giovani protagonisti hanno presentato una performance promozionale di Kamishibai, pensata come anteprima narrativa capace di accompagnare il pubblico nell’immaginario dello spettacolo.

L’intero progetto si fonda su dinamiche di inclusione e mutuo aiuto, in cui l’arte diventa uno spazio condiviso per abbattere barriere e valorizzare le differenze attraverso la creatività.

Le scuole, gli ospiti e i protagonisti della giornata

Alla manifestazione hanno partecipato numerose scuole del territorio reggino.

Per il De Amicis-Bolani erano presenti i professori Alberto Abbratozzato, Amalia Condemi, Miriam Marino, Anna Maria Cosco e Marianna Mangano.

Per l’ITT Panella Vallauri hanno partecipato le professoresse Maria Grazia Colacresi e Simona Castelfranco.

Per il Polo tecnico professionale Righi-Boccioni Fermi erano presenti Teresa Palumbo e Francesco Milardi.

Il Liceo Gullì ha preso parte all’evento con Lucia Spinelli, Fortunata Laganà, Claudia Scappatoia e Giuseppe Licordari.

Per l’Associazione Studio Arte era presente il professor Vincenzo Campanella.

Ad accompagnare musicalmente la giornata è stato il maestro Franco Donato.

Ospite dell’iniziativa anche il presidente onorario del “Concorso nazionale Poesia per la Pace”, il dottor Francesco Malara.

La direzione artistica dell’evento è stata curata da Orsola Toscano.

Una città che torna a parlare a sé stessa

Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai numerosi poeti presenti, che hanno scelto di non declamare i propri testi per lasciare spazio alle voci dei ragazzi, offrendo un esempio concreto di partecipazione e sensibilità civile.

“La città che parla a sé stessa e al mondo, senza palco distante e senza barriere. Solo voci, gradini e mare”: nelle parole di Giovanni Suraci c’è forse il senso più autentico della giornata vissuta oggi sulla Scalinata dei Poeti.

E se, come ha detto ancora Suraci, “la pace smette di essere un tema da convegno e diventa un’abitudine, un modo di stare insieme”, allora quei versi affacciati sullo Stretto non sono stati soltanto poesia. “Sono stati necessari”.

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