Via Crucis senza varette: tradizione e spiritualità nel Venerdì Santo
Oggi nel Venerdì Santo la tradizionale Via Crucis cittadina guidata dall’arcivescovo Morrone si è svolta senza varette, tra spiritualità e ispirazione francescana - FOTO E VIDEO
Nel raccoglimento del Venerdì Santo si è svolta la tradizionale Via Crucis cittadina, presieduta dall’arcivescovo metropolita Fortunato Morrone. Un appuntamento profondamente sentito dalla comunità, che anche quest’anno ha accompagnato i fedeli nel cammino spirituale verso la Pasqua di resurrezione.
L’edizione 2026 si è distinta per un’assenza significativa: le storiche “varette” della congrega di Gesù e Maria non hanno preso parte alla processione. La loro esclusione è stata determinata da un divieto imposto dalla Soprintendenza alle Belle Arti.
Nonostante ciò, la celebrazione non ha perso la propria intensità. Il silenzio, la preghiera e la partecipazione dei fedeli hanno mantenuto intatto il valore sacro del rito, confermandone il profondo significato religioso e comunitario.
A rendere ancora più suggestivo il percorso, la scelta di ispirare le meditazioni agli scritti di San Francesco d’Assisi, che hanno accompagnato i partecipanti in una riflessione intensa sulla sofferenza, l’umiltà e la speranza. Un richiamo essenziale alla spiritualità francescana, capace di restituire al rito una dimensione ancora più intima e universale.