Vitaly Pisarenko, il pianoforte che dialoga con l’anima
Intervista al pianista internazionale ieri sera protagonista di un recital musicale tra Schubert e Liszt al teatro Cilea di Reggio Calabria, per il progetto DiStretto d’Emozioni
Serata di emozioni ieri 31 gennaio al teatro Cilea con Vitaly Pisarenko, pianista di fama internazionale protagonista di un recital pianistico di grande intensità, interamente dedicato a Schubert e Liszt. Il concerto, uno degli appuntamenti musicali più attesi del progetto DiStretto d’Emozioni – dove il passato sfida il futuro, si è articolato in due momenti: nella prima parte i Quattro Impromptus op. 142 di Schubert, nella seconda la Réminiscence de Norma di Liszt, ispirata all’opera di Vincenzo Bellini, seguita da un bis accolto con entusiasmo dal pubblico. Vincitore del Primo Premio all’8° Concorso Pianistico Internazionale Franz Liszt di Utrecht e del Terzo Premio al Leeds International Piano Competition, il giovane Pisarenko è riconosciuto a livello internazionale per la profondità interpretativa e il virtuosismo tecnico. Nato in Ucraina, formatosi a Mosca e a Londra, dal 2023 è Professore di pianoforte al Royal College of Music di Londra.
Al termine del concerto, mentre il pubblico lasciava la sala ancora rapito dalle emozioni della serata, abbiamo incontrato il maestro Vitaly Pisarenko per un’intervista.
Is it the first time you are in Reggio Calabria?
«It’s my second time in Calabria. The first time I’ve been in Cosenza before. For my first time in Reggio Calabria, yes».
(È la prima volta che vieni a Reggio Calabria?
«È la mia seconda volta in Calabria: la prima volta sono stato a Cosenza. A Reggio Calabria invece è la mia prima volta, sì».)
What emotions did you feel performing in this ancient theatre?
«It’s a beautiful venue. I love Italian opera theatres, they are very special architecturally. They create a special atmosphere because of the shape and the height as well which gives a very special feeling when you perform.
Acoustically it’s not always easy, because they are not designed mainly for solo piano concerts but for orchestras, so you really have to give more».
(Quali emozioni hai provato nel suonare in questo antico teatro?
«È una sala bellissima. Amo questo tipo di teatri d’opera: quelli italiani sono davvero speciali dal punto di vista architettonico. Creano un’atmosfera particolare grazie alla forma e all’altezza della sala. Tutti i teatri d’opera in Italia hanno questa sensazione speciale quando si suona.
Dal punto di vista acustico a volte non è facile, perché non sono progettati principalmente per concerti di pianoforte solo, ma per l’orchestra. Bisogna quindi dare di più, spingere di più, affinché il pianoforte abbia abbastanza suono».)
You are very young but just famous worldwide, and also you’re a piano teacher in the Royal College of Music. Tell us about your career.
«I started teaching a few years ago. First at the Purcell School, where I still teach. Then I became assistant to my teacher at the Royal College of Music, Dmitry Alexeev, who played in Italy a lot, it’s a very big name.
I’ve been his assistant for two years and then three years ago I got my professorship, quite early, as in at an early age, so it’s a big privilege. I love teaching and I have some amazing students. I love equally playing and teaching even if combining them is not always easy».
(Sei molto giovane, ma già famoso in tutto il mondo e docente di piano al Royal College of Music. Raccontaci il tuo percorso.
«Ho iniziato a insegnare alcuni anni fa. Il primo incarico è stato alla Purcell School, dove insegno ancora oggi. È una scuola specializzata per giovani musicisti fino ai 18 anni.
Sei anni fa ho iniziato lì, poi cinque anni fa sono diventato assistente del mio insegnante al Royal College of Music, il pianista Dmitry Alexeev, che ha suonato moltissimo anche in Italia. Sono stato suo assistente per due anni e poi, tre anni fa, ho ottenuto la cattedra. È successo abbastanza presto ed è un grande privilegio. Amo insegnare e amo allo stesso modo suonare ma conciliarli non è sempre facile».)
Concert is dedicated to Schubert and Liszt, two giants of Romanticism in music. It’s the kind of music do you appreciate the most?
«Not necessarily. I like many composers. You create a program that works together and has an idea. This is my main program this season. Those are some of one of the two of the composers that i like very much but I also play classical and 20th-century music».
(Stasera hai dedicato il concerto a Schubert e Liszt, due giganti del Romanticismo musicale: è la musica che ami di più?
«Non necessariamente. Mi piacciono molti compositori. Si crea un programma che funzioni insieme e che abbia un’idea. Questo è il mio programma principale di questa stagione. Sono due dei compositori che amo di più ma suono anche musica classica e del Novecento».)
What do you think about young people and classical music?
«I hope young people like classical music. In Asia it’s more popular than in Europe, maybe you need to get more mature to understand it. A lot of young people nowadays are surrounded with such a terrible noise, which I can’t call music. I hope younger generation will not find classical music boring and will come more to concerts. I would be very happy».
(I giovani e la musica classica: cosa ne pensi?
«Spero che i giovani si avvicinino alla musica classica. In Asia è più popolare che in Europa. Forse serve una certa maturità per comprenderla.
Oggi molti giovani sono circondati da un rumore terribile, che faccio fatica a chiamare musica. Sarebbe bello vedere più giovani ai concerti: mi rende sempre felice».)
What are your plans for the next future?
«Tomorrow i’m staying actually the whole day i’m spending here in Reggio Calabria then i’m going back to London for five days and then next sunday i’m playing in Belgium a new program completely different for the first time. Then, I have a concert in Cambridge and in Mexico in the end of march. And then I’m playing in Italy again in Livorno in the end of April and then I’m going to China.
This year is busy, I just got back from Cyprus yesterday and before that I was three weeks in Singapore, in Malaysia. Now I’m very happy to be here and see a bit more of Calabria».
(Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro?
«Domani resterò tutto il giorno a Reggio Calabria, poi tornerò a Londra. Suonerò in Belgio, poi a Cambridge, andrò in Messico a fine marzo, poi di nuovo in Italia a Livorno e successivamente in Cina.
È un periodo molto intenso, sono tornato ieri da Cipro e prima sono stato tre settimane in Singapore, in Malesia. Ora sono felice di essere qui e di poter vedere un po’ di più la Calabria».)
Il recital di Vitaly Pisarenko al Teatro Cilea ha confermato come la grande musica sappia ancora coinvolgere e dialogare con il pubblico e parlare al presente. Un appuntamento che ha unito eccellenza artistica e accessibilità culturale, nel segno di una Reggio Calabria sempre più protagonista nel panorama culturale contemporaneo.