Il diavolo nel palazzo, il fascino oscuro del noir storico di Maurizi
Ieri alla libreria Ave Ubik di Reggio Calabria Alessandro Maurizi ha presentato “Il diavolo nel palazzo”: un viaggio tra noir storico, Italia post-unitaria e misteri di potere dialogando con la giornalista Cristina Marra - GALLERY E VIDEO
Una Verona cupa e inquieta, attraversata da tensioni politiche, segreti di palazzo e delitti irrisolti, ha preso vita ieri sera alla libreria Ave Ubik di Reggio Calabria. Ospite dell’incontro lo scrittore Alessandro Maurizi, che ha presentato il suo nuovo romanzo “Il diavolo nel palazzo”, pubblicato da Mondadori, dialogando con la giornalista culturale Cristina Marra davanti a un pubblico attento e partecipe. Un evento che è andato oltre la semplice presentazione di un libro, rappresentando anche un’occasione di riflessione su un periodo spesso poco raccontato della storia italiana: gli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia.
Il romanzo: potere, delitti e verità nascoste
“Il diavolo nel palazzo” è un giallo storico ambientato nella Verona del 1880. Tutto comincia con il ritrovamento del corpo di una donna nei dintorni della città, mentre quasi contemporaneamente un aristocratico viene assassinato in circostanze misteriose. Due omicidi apparentemente scollegati finiranno per intrecciarsi in una trama fatta di potere, violenza e verità nascoste.
A indagare sono ancora una volta gli “invisibili di San Zeno”: il procuratore Federico Giorio, l’appuntato Venier, la giovane aspirante medico Ginevra, Emilia e il ragazzo di strada Bacchetto. Una squadra fuori dagli schemi che si muove tra tensioni sociali, intrighi politici e atmosfere oscure fino a un intenso finale ambientato nel giorno di Natale.
Alessandro Maurizi: “Racconto gli anni dimenticati dell’Italia”
Alessandro Maurizi, ex ispettore della Polizia di Stato, direttore dell’Ombre Festival di Viterbo e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, con “Il diavolo nel palazzo”, dopo il successo de “Gli invisibili di San Zeno”, è tornato a raccontare le indagini del procuratore Federico Giorio, personaggio realmente esistito nella Verona di fine Ottocento.
Durante l’incontro l’autore ha raccontato il forte legame con il protagonista dei suoi romanzi e il desiderio di riportare alla luce una pagina storica spesso trascurata.
“Sono orgoglioso di questo romanzo e anche emozionato perché è la prima volta che vengo a Reggio Calabria”, ha dichiarato ai microfoni di CULT. “È un territorio che non avevo mai conosciuto e sono felice di iniziare qui questa nuova tappa del tour”.
Parlando del libro, Maurizi ha spiegato come il noir diventi uno strumento per raccontare le contraddizioni dell’Italia post-unitaria: “È un giallo storico ambientato subito dopo l’Unità d’Italia, ma in realtà l’Italia non era ancora davvero unita. C’erano tensioni fortissime tra monarchici, repubblicani e Chiesa dopo la fine del potere temporale. Io cerco di raccontare proprio quel periodo che i libri di storia spesso saltano: gli anni tra la Breccia di Porta Pia e la Prima guerra mondiale”.
L’autore ha poi approfondito il tema dell’emigrazione e delle fratture sociali dell’epoca: “Sono stati anni drammatici. Milioni di italiani partirono per il Sudamerica inseguendo il sogno dell’Eldorado. Era un’emigrazione che, in parte, serviva anche a ridurre le tensioni sociali interne”.
Fondamentale nel romanzo è la figura del procuratore Federico Giorio, realmente esistito: “L’ho trasformato in un personaggio letterario perché denunciava le fragilità di un’Italia appena nata e gli abusi delle forze dell’ordine dell’epoca. Era un uomo coraggioso”.
Maurizi ha anche ricordato la sua lunga esperienza nella Polizia di Stato: “Ho vissuto per anni certi ambienti e conosco bene determinate dinamiche. Mi fa piacere raccontare un collega del passato che ha avuto il coraggio di denunciare quello che non funzionava. Oggi il concetto di polizia è molto diverso: esserci per la gente è una conquista moderna”.
E sul futuro della saga non nasconde l’entusiasmo: “Spero che questa serie continui a lungo. ‘Gli invisibili di San Zeno’ è andato molto bene e tengo particolarmente a questo personaggio”.
Cristina Marra: “A Reggio cresce il salotto in giallo”
A dialogare con Maurizi è stata Cristina Marra, giornalista da anni impegnata nella promozione culturale e letteraria in città.
“Io continuo a credere nella cultura che si apre alle città e avvicina le persone ai libri e ai diversi generi letterari”, ha affermato. “Sono particolarmente contenta perché finalmente anche a Reggio Calabria arrivano sempre più autori di noir, thriller e gialli”.
La giornalista ha sottolineato l’originalità del romanzo di Maurizi: “Questo è un giallo storico molto particolare. Alessandro Maurizi, grazie anche alla sua esperienza nella Digos, ha riportato alla luce una figura poco conosciuta come Federico Giorio, trasformandola nel protagonista di una serialità avvincente”.
E lancia anche un’idea per il futuro: “Mi piace pensare a questi incontri come a un vero e proprio ‘salotto in giallo’. Potrebbe diventare una nuova rassegna culturale per la città”.
Fabio Saraceno: “Chiudiamo la stagione invernale e apriamo l’estate culturale”
Soddisfatto anche Fabio Saraceno, titolare della libreria Ave Ubik, che ha annunciato la conclusione della programmazione invernale e l’avvio degli appuntamenti estivi.
“Chiudiamo questi incontri invernali con Alessandro Maurizi e apriamo ufficialmente l’estate reggina 2026”, ha spiegato. “Già dal prossimo mese, ospiteremo tanti autori nazionali che presenteremo presto anche sui nostri social: da Serena Bortone a Mario Giordano, passando per Sara Rattaro e molti altri”.
Saraceno ha evidenziato la volontà di alternare grandi nomi della narrativa italiana anche agli autori del territorio: “Ci saranno appuntamenti per tutta l’estate e spazio anche agli scrittori locali”.
Infine ha sottolineato il valore dell’incontro con Maurizi: “Parliamo di un autore Mondadori importante e di un noir ambientato a Verona che sta ottenendo grande attenzione in tutta Italia”.
Un noir storico che guarda al presente
Tra letteratura, storia e memoria civile, l’incontro alla Ave Ubik ha accompagnato il pubblico reggino dentro un’Italia lontana ma sorprendentemente attuale. Attraverso il mistero e l’indagine, Alessandro Maurizi racconta infatti le fragilità di un Paese appena nato, le tensioni sociali e le ombre del potere.
E mentre il tour del romanzo prosegue tra Calabria e Sicilia, “Il diavolo nel palazzo” continua a confermare il fascino del noir storico come strumento capace di interrogare il passato per comprendere meglio il presente.