Legittima vendetta
Legittima difesa o legittima vendetta? Una riflessione sul clima sociale, sull'odio alimentato dai social, sulla paura e sul rispetto dello Stato di diritto
È una fase storica complessa, difficile stabilire se sia soltanto un momento o un presupposto per momenti ancora più difficili e poco comprensibili. Sembra evidente che ormai sia tutto sdoganato, tutto possibile, tutto fattibile, nel male, intendo. Non so se i social abbiano contribuito a far emergere la nostra vera natura o se, invece, abbiano cambiato il nostro modo di agire e di pensare. La conoscenza di fatti di cronaca, analizzati fino allo sfinimento da trasmissioni pregne di opinionisti, tuttologi e criminologi, ha condotto all’esasperazione ognuno di noi. Siamo tutti dentro la notizia, chi più chi meno, non riusciamo a distaccarci dal fatto appena successo se non un secondo dopo il succedersi di un nuovo evento che oscura quello precedente e ci induce a cambiare argomento.
Ma lo scontro, perché di questo si tratta, ha come sfondo le nostre convinzioni politiche, perché ormai la politica questo è diventata: una partita per cui tifare. I fatti recenti hanno però condotto la natura umana, qualora fosse possibile, ancora più in basso di quanto sembrava essere giunta. La pietà per le vittime scompare per lasciare il posto al nostro convincimento ed esporlo, più o meno elegantemente, nel proscenio social. Nulla che sia preceduto da una disamina personale delle proprie miserie, della propria infelice esistenza, qualcosa, insomma, che, nel giudicare o, meglio, analizzare i fatti, lasci intendere che si sta solo ragionando, niente di più e niente di meno. No, il nostro giudizio è perentorio, assolutistico, non prevede il dubbio, non prevede, appunto, la pietà per la miseria umana che connota le nostre esistenze. Bianco o nero, senza vie di mezzo, senza dubbi. C’è da dire che, purtroppo, ma sarà solamente un caso, quasi sempre è il nero che ci rimette.
Come vogliamo mantenere un patto sociale di civile convivenza se chi deve tutelarci, invece, accresce le nostre difficoltà?
Come vogliamo darci una speranza se chi subisce una rapina, accecato dalla paura evidente e dalla rabbia per il sopruso subito, esce sulla pubblica via e spara alle spalle dei rapinatori ormai in fuga e, soprattutto, dichiara di averlo fatto per legittima difesa, con il rischio di colpire passanti innocenti? Ma se dico questo, è mai possibile che le mie parole debbano essere intese come quelle di un cretino che sta dalla parte dei rapinatori? Se dico che, secondo me, il tentare di immobilizzare un individuo che dà in escandescenze con modalità in stile americano può condurre, così come avvenuto, alla morte di un essere umano? Ma dire questo, secondo voi, significa essere contro le forze dell’ordine? Ma, e continuo con le domande, vi sembra normale che sotto i post relativi all’accaduto vi siano migliaia di commenti in stile: «Uno in meno», «Se l’è cercata», «Se non si comportava male non gli succedeva», «Se fosse rimasto al suo Paese non gli sarebbe accaduto»?
È questo che siamo diventati o lo eravamo ma avevamo paura di esporci? Forse l’avere indegni rappresentanti politici ha contribuito a far sì che ognuno di noi si senta legittimato a dare il peggio di sé, non ho altre spiegazioni. Il punto è che dovremmo capire che le nostre insicurezze, la nostra paura di camminare per strada o andare in metro perché sono infestate da ladri, spacciatori, stupratori e assassini, non legittimano da parte nostra alcuna vendetta, così come non legittimano l’uso della forza se non per difendersi da un pericolo attuale e concreto.
Io, per primo, farei di tutto per difendere la mia famiglia e me stesso in caso di pericolo, ma sicuramente non andrei a inseguire i rapinatori per finirli, perché di questo si tratta. Non rimetto in pericolo me e i miei cari per il mio istinto. E se, per caso, dovessi farlo, ne prenderei atto e me ne assumerei le responsabilità.
Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la giustizia, ha a che fare solo con i nostri istinti, che dobbiamo essere in grado di gestire, a qualunque livello, sia se siamo gioiellieri o rapinatori, sia se siamo poliziotti o poveri cristi, e soprattutto vale per chi, coperto da una tastiera, vomita vendetta e odio contro tutti.
Ricordiamocelo, perché sia a beneficio di tutti: legittima difesa sì, legittima vendetta no!