Le parole fanno più male delle botte: papà Picchio da Libro Amico
Venerdì 17 ottobre alla libreria Libro Amico di Reggio Calabria Paolo Picchio presenta il libro “Le parole fanno più male delle botte”, dedicato a sua figlia Carolina, prima vittima di cyberbullismo in Italia
Carolina avrebbe potuto andarsene lanciando parole di condanna. E invece no.
Non parlava ai bulli come a dei mostri. Nelle sue parole non c’era odio, ma un invito al cambiamento, un appello alla sensibilità e alla consapevolezza.
Quel messaggio — semplice, potente, universale — è oggi il cuore del lavoro di suo padre, Paolo Picchio, che dopo la tragica scomparsa della figlia ha dedicato la sua vita alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, fondando nel 2018 la Fondazione Carolina e contribuendo all’approvazione della prima legge italiana a tutela dei minori sul web.
Da Libro Amico la testimonianza di Paolo Picchio
Venerdì 17 ottobre alle ore 18:30, la libreria Libro Amico di via Bruno Poggio ospiterà Paolo Picchio, conosciuto oggi da tutti come “papà Picchio”, per la presentazione del suo libro “Le parole fanno più male delle botte” (De Agostini), con la prefazione di Matteo Lancini.
L’incontro sarà un’occasione di riflessione collettiva e di dialogo su temi centrali per le nuove generazioni: la responsabilità online, la fragilità adolescenziale, il potere — a volte distruttivo — delle parole.
A dialogare con l’autore sarà il dottor Antonio Luciano Battaglia, esperto di analisi web, cybersecurity, cyberbullismo e cyber intelligence, che offrirà un punto di vista tecnico e umano sui rischi e le potenzialità della rete.
Un evento che unisce cultura e impegno civile
«Venerdì 17 ottobre avrò l’onore di ospitare in libreria Paolo Picchio, “papà Picchio”, come viene più comunemente conosciuto oggi, dopo aver fondato nel 2018 la Fondazione Carolina proprio in nome di sua figlia, prima vittima italiana di cyberbullismo, ed essersi battuto per l’approvazione della prima legge a tutela dei minori sul web. Presenteremo per la prima volta in esclusiva il suo libro “Le parole fanno più male delle botte”, tratto da una storia tragica e struggente come quella di Carolina, che ha cambiato per sempre il rapporto tra gli adolescenti e la rete» — dichiara Aurelio Arcano, titolare della Libreria Amico.
L’incontro, aperto al pubblico, vuole essere non solo un momento di promozione culturale, ma anche un appello alla responsabilità collettiva: quella di adulti, genitori, insegnanti e ragazzi, che ogni giorno abitano lo spazio fragile del web.
Parlarne è utile: il messaggio di speranza
«Vi aspetto numerosi — conclude Arcano — perché come dirà Paolo Picchio, parlarne è utile, poiché ci sono e ci saranno sempre ragazzi e ragazze che potranno essere salvati da una parte o dall’altra dello schermo. Questo metterà a nudo la parte più pericolosa del bullismo e del cyberbullismo, quella che passa inosservata e che può colpire tutti, non solo i più fragili».
E forse è proprio questo il messaggio che Carolina avrebbe voluto lasciare: non smettere mai di parlare, di ascoltare e di scegliere la gentilezza come forma di resistenza.