Sant’Agata del Bianco e Camini, l’anima della Calabria “fuori rotta” su Vanity Fair

Oggi Vanity Fair dedica uno speciale ai borghi “fuori rotta” della Calabria: tra questi Sant’Agata del Bianco e Camini. Le parole del sindaco Stranieri e la poesia dei luoghi che resistono

Sant'Agata del Bianco

Due borghi della provincia di Reggio Calabria, Sant’Agata del Bianco e Camini, sono protagonisti dello speciale di Vanity Fair firmato da Domenico Marcella dal titolo “Calabria fuori rotta: 6 piccoli borghi che non vogliono essere dimenticati”. 
Un viaggio “a ritmo lento fra gli antichi saperi, le feste popolari, i paesaggi silenziosi e le resistenze culturali di sei paesi della costa ionica che sono un simbolo di resistenza. Lontani ormai dalle fluorescenze estive, pervasa da una luminosità più tenue, i borghi in Calabria sono la meta di un viaggio fuori stagione e fuori tempo, alla ricerca della loro più intima essenza. Tutto rallenta, ma non finisce: si rigenera.” Così inizia il racconto di Marcella, che restituisce la forza e la grazia dei luoghi calabresi che resistono allo spopolamento, reinventandosi attraverso la cultura, l’arte e la memoria.

Camini, il borgo dell’accoglienza

Nel suo reportage, Vanity Fair dedica ampio spazio a Camini, piccolo centro della Città Metropolitana di Reggio Calabria, “che – scosso dallo spopolamento – ha avviato un esperimento di integrazione sociale, trasformando l’abbandono in opportunità”. Il progetto Jungi Mundu (“Unisci il mondo”) ha reso Camini “una strepitosa factory creativa da immortalare e sfoggiare su Instagram”.
Nel borgo “le opere urbane non cozzano con la sobria eleganza della Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo” e “Camini è rimasta piccola, discreta ed essenziale; ma ha saputo aprirsi al mondo e diventare grande con l’immensa dote dell’umanità”.

Sant’Agata del Bianco, arte e memoria letteraria

Per Marcella, poi, “qualsiasi itinerario deve necessariamente includere Sant’Agata del Bianco”.
Questo borgo collinare dell’Aspromonte, scrive, “ha dato i natali allo scrittore Saverio Strati” e, proprio dalla sua eredità, “l’amministrazione comunale ha ideato un percorso artistico-letterario che ha ridefinito il paesaggio e l’assetto urbano”.

“I muri sono permeati da una vigorosa creatività ispirata non soltanto ai testi dell’illustre cittadino, ma anche a una serie di iconiche suggestioni come la ragazza afghana della foto di Steve McCurry, o ‘La gran potenza d’antico amor’ di Dante per Beatrice.” 
Un paese “che è un’intuizione condivisa, un atto culturale; un luogo dove le idee vengono messe in circolo per generare bellezza, mai disarmonia”.

Le parole del sindaco Domenico Stranieri

Sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Sant’Agata del Bianco, Domenico Stranieri, ha commentato con orgoglio la pubblicazione: “Oggi Vanity Fair Italia dedica un articolo (a firma del bravissimo Domenico Marcella) ai luoghi ‘fuori rotta’ della Calabria che non vogliono essere dimenticati. Tra questi c’è anche Sant’Agata del Bianco: un riconoscimento che parla di noi e della nostra visione del tempo e dello spazio urbano.
Un risultato che appartiene a cittadini, artisti e amici di altri paesi che, con impegno e passione, contribuiscono ogni giorno a rendere Sant’Agata del Bianco un laboratorio di identità, accoglienza e bellezza.”

I borghi che non vogliono essere dimenticati

L’articolo di Vanity Fair è un omaggio ai luoghi che, pur lontani dai riflettori, custodiscono l’anima autentica della Calabria: borghi che resistono, accolgono e si reinventano.

Un invito alla cura e alla memoria che richiama anche le parole del poeta e “paesologo” Franco Arminio, da sempre voce dei piccoli borghi italiani: “I paesi non muoiono mai.”

Arminio, che recentemente a Reggio Calabria ha definito la città “l’inizio dell’Italia”, invita a guardare questi luoghi “come le radici dei grandi alberi, la radice dell’Italia”. 
Una visione poetica e piena di speranza che trova in Sant’Agata del Bianco e Camini due esempi concreti di resistenza culturale e rinascita comunitaria.

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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