A Reggio la prevenzione scende in piazza: la sfida di Komen
Presentata oggi al MArRC la conferenza stampa dell'ultima tappa della campagna "La prevenzione è il nostro capolavoro" di Komen Italia. Annunciato il Villaggio della Salute del 6 e 7 novembre a Reggio Calabria - FOTO E VIDEO
La prevenzione incontra la cultura e diventa un progetto condiviso tra istituzioni, sanità e terzo settore. È il messaggio emerso dalla conferenza stampa presentata oggi, 3 novembre, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), per illustrare la tappa calabrese di «La prevenzione è il nostro capolavoro», la campagna nazionale di sensibilizzazione sui tumori del seno promossa da Komen Italia insieme al Ministero della Cultura e, da quest’anno, anche al Ministero della Salute, giunta alla sua settima edizione.
Ultima tappa a Reggio Calabria
L’iniziativa, che si conclude proprio a Reggio Calabria, rinnova il legame tra tutela della salute femminile e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Komen Italia è un’organizzazione non profit impegnata da oltre 25 anni nella lotta ai tumori del seno, attraverso progetti di prevenzione, sensibilizzazione, diagnosi precoce e sostegno alle donne.
I numeri spiegano l’importanza dell’impegno: in Italia si registrano circa 56mila nuove diagnosi di tumore del seno ogni anno. La prevenzione primaria, attraverso corretti stili di vita, può contribuire a evitare circa un terzo dei casi, mentre la diagnosi precoce consente di individuare la malattia nelle fasi iniziali, quando le possibilità di guarigione possono superare il 90%.
Il 6 e 7 novembre il Villaggio della Salute sarà protagonista in piazza Duomo, dalle 10 alle 18, con attività gratuite di prevenzione, sensibilizzazione e promozione di corretti stili di vita. La tappa reggina comprende anche la Walk for the Cure, la camminata solidale in programma sabato 7 novembre, e le attività della Carovana della Prevenzione, con unità mobili impegnate dal 3 al 5 novembre anche nella Casa circondariale Panzera, a Bagnara Calabra e alle Terme di Galatro.
Al centro dell’incontro, il percorso di collaborazione avviato in Calabria da Komen Italia per migliorare l’adesione allo screening mammografico, soprattutto nei territori più distanti dalle strutture sanitarie. Un’esperienza che, dopo il progetto pilota realizzato nel 2023 nell’Alto Cosentino, ha portato a un accordo biennale con l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, ormai in conclusione, con risultati positivi sul reclutamento delle donne nei programmi di screening.
Occhiuto: «La prevenzione è l’investimento più importante per la sanità»
In collegamento video è intervenuto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha espresso il riconoscimento dell’amministrazione regionale a Komen Italia per il contributo alle politiche di prevenzione, in particolare allo screening mammografico. Il governatore ha ricordato che l’iniziativa nasce da un confronto con l’organizzazione e che il percorso è stato seguito dalla vice capo di gabinetto Maria Cantarini, insieme all’assessore Eulalia Micheli.
Occhiuto ha richiamato il dato regionale di adesione allo screening, fermo intorno al 45%, definendolo «davvero molto basso» rispetto alla media nazionale. Un ritardo sul quale la Regione sta lavorando, ma che richiede un rafforzamento delle attività ordinarie delle aziende sanitarie attraverso nuove forme di collaborazione. Il presidente ha riconosciuto, in particolare, la sensibilità dimostrata dall’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, prima con l’impegno della dottoressa Di Furia e oggi con la nuova direzione.
«L’investimento in prevenzione è l’investimento più importante che si possa fare in sanità», ha sottolineato Occhiuto, spiegando che intervenire prima significa evitare che le patologie vengano trattate quando ormai è troppo tardi, ma anche contenere i costi del sistema sanitario. «Ogni euro investito in prevenzione è un euro investito per il futuro», ha affermato, assicurando la disponibilità della Regione a sostenere l’iniziativa e auspicando che possa ripetersi anche negli anni successivi.
Nel suo intervento il governatore ha allargato lo sguardo alle difficoltà strutturali della sanità calabrese. Ha ricordato i problemi accumulati negli anni, il lungo periodo di commissariamento e la necessità di ricostruire un sistema sanitario segnato da ritardi e criticità. Tra gli esempi citati, la situazione dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria, che non chiudeva i bilanci da dodici anni e che, ha riferito, è riuscita ora a chiuderli e a certificarli.
Secondo Occhiuto, la Calabria ha ripreso negli ultimi anni il governo della sanità regionale, uscendo dal commissariamento, ma i dati dimostrano che resta ancora molto lavoro da fare. Per questo ha indicato nella «sussidiarietà orizzontale», attraverso la collaborazione con organizzazioni come Komen, una possibile strada per recuperare più rapidamente i ritardi.
L’auspicio è che il rapporto non si esaurisca nella singola iniziativa, ma diventi «una virtuosa alleanza fra la Regione e un’organizzazione» che ha già dimostrato capacità operative e risultati. Una collaborazione strutturale, dunque, per portare le competenze di Komen anche negli altri territori calabresi.
Komen: un modello che parte dai territori
A ricostruire le tappe del progetto è stato il professor Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia, che ha ricordato il valore del lavoro svolto insieme alle realtà sanitarie locali. «Dopo due anni di collaborazione siamo riusciti a raggiungere livelli di reclutamento adeguati ai criteri di controllo del Ministero della Salute». Un risultato dal quale, secondo Masetti, deve partire una nuova fase di collaborazione, capace di coinvolgere l’intera regione.
La presidente di Komen Italia, Alba Di Leone, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le professionalità sanitarie calabresi e con le strutture territoriali. Il progetto ha consentito di portare le unità mobili nei comuni del Pollino e nelle aree più lontane dagli ospedali, favorendo l’accesso agli screening e, contemporaneamente, contribuendo ad accelerare l’apertura delle agende dei mammografi fissi già disponibili sul territorio.
«È stata una bellissima avventura, durante la quale abbiamo conosciuto le eccellenze del territorio calabrese, sia per capacità organizzativa sia per professionalità», ha dichiarato Di Leone, evidenziando il valore della collaborazione con i radiologi locali, definiti altamente preparati e dotati di una grande capacità diagnostica.
La presidente ha quindi annunciato il nuovo percorso regionale, che partirà da Reggio Calabria e coinvolgerà progressivamente le altre province, per concludersi ad aprile a Cosenza. L’obiettivo è consolidare un modello di prevenzione fondato sulla sinergia tra società civile, terzo settore e istituzioni, raggiungendo il maggior numero possibile di donne nella fascia interessata dallo screening.
Tra gli obiettivi indicati anche l’ampliamento della fascia di accesso ai controlli mammografici, con il coinvolgimento delle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni, e il rafforzamento della prevenzione primaria attraverso l’attività sportiva e i progetti di fitwalking, anche con il contributo del dottor Certomà.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Caritas di Reggio Calabria, coinvolta attraverso il progetto nazionale di Komen e i referenti diocesani. Le unità mobili hanno affiancato le attività rivolte alle persone in condizioni di fragilità, inserendosi, ha spiegato Di Leone, in «un processo virtuoso che dura tutto l’anno», e non in un intervento isolato.
Il nuovo progetto regionale si inserisce nel programma biennale «Calabria in Salute – La prevenzione si fa strada», pensato per contrastare le disuguaglianze nell’accesso agli screening. Sono previste 13 tappe della Carovana della Prevenzione nelle cinque province calabresi, con esami diagnostici gratuiti, attività di sensibilizzazione e cinque corsi di formazione ECM rivolti agli operatori sanitari.
Sindaco Cannizzaro: «La prevenzione deve diventare cultura»
Il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ha accolto con soddisfazione l’arrivo della manifestazione, definendolo motivo di orgoglio per l’intera comunità. Rivolgendosi a Masetti e alla struttura nazionale di Komen, ha parlato di un privilegio e di una responsabilità: «Voi rappresentate un punto di riferimento nazionale sulla prevenzione».
Il primo cittadino ha richiamato la necessità di superare i pregiudizi sulla sanità calabrese, riconoscendo i ritardi accumulati ma anche le professionalità di alto livello espresse dalla regione. La riorganizzazione del sistema sanitario, ha osservato, deve procedere insieme a un cambiamento culturale, restituendo ai cittadini fiducia nella qualità dei servizi.
Cannizzaro ha inoltre manifestato la disponibilità della Città metropolitana a sviluppare ulteriori iniziative con Komen, proponendosi di trasformare la collaborazione in progetti concreti. Le giornate del 6 e 7 novembre, sostenute dal Comune anche attraverso il supporto logistico, rappresentano, nelle sue parole, «l’inizio di un percorso» tra l’associazione e la comunità reggina.
Il sindaco ha richiamato anche il dato regionale di partecipazione allo screening, indicato intorno al 45%: una percentuale che considera ancora insufficiente. «Le istituzioni devono impegnarsi per garantire in maniera stabile, e non occasionale, la possibilità alle donne di effettuare gratuitamente lo screening», ha affermato, ricordando soprattutto chi non può permettersi di rivolgersi alla sanità privata.
Assessora Micheli: «Prendersi cura di sé significa continuare a esserci»
Per la Regione Calabria è intervenuta Eulalia Micheli, assessore con deleghe all’Istruzione, allo Sport e alle Politiche per i giovani, che ha evidenziato il valore della collaborazione con Komen e del coinvolgimento delle realtà educative e sportive.
La scelta del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria come luogo dell’iniziativa, ha spiegato, assume un significato particolare anche per la presenza dei Bronzi di Riace, testimonianza del valore attribuito alla cura della persona fin dall’antichità.
Micheli ha richiamato il divario tra Nord e Sud nei livelli di adesione allo screening mammografico, sottolineando come la Calabria si attesti intorno al 45%. Dietro questi numeri, ha osservato, ci sono anche difficoltà quotidiane e rinunce personali: «Molte donne, tra il lavoro e la famiglia, finiscono per mettere da parte la cura di sé». Da qui il messaggio rivolto alle cittadine: prendersi cura della propria salute significa scegliere di esserci anche per le persone che si amano.
L’assessore ha ringraziato medici, volontari, associazioni, CONI, federazioni sportive e scuole coinvolte nelle iniziative, citando FIDAP, FIDAL e FTP. Lo sport, ha sottolineato, può trasmettere fin dall’infanzia una cultura del benessere e della prevenzione.
Rispondendo anche alle osservazioni sulla natura privata dell’iniziativa, Micheli ha precisato che il progetto non sostituisce l’attività pubblica, ma la rafforza, avvicinando i servizi sanitari alle persone che, per ragioni logistiche o sociali, faticano ad accedervi. «È una collaborazione di potenziamento di un’attività che il governo regionale e le aziende sanitarie stanno già portando avanti», ha spiegato.
Il Museo si tinge di rosa: percorsi tra arte, storia e salute
Anche il direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano, ha illustrato il contributo dell’istituzione culturale alle giornate della prevenzione.
Il 6 e 7 novembre saranno proposti percorsi tematici dedicati al rapporto tra medicina, salute e civiltà antica. Le visite saranno accompagnate da un approfondimento sulle divinità legate alla cura e al benessere: Apollo, Igea, Asclepio e Panacea. Gli appuntamenti partiranno alle 17.30, con una breve lezione e una discussione nella sala conferenze, per poi proseguire nelle sale del museo alla scoperta dei reperti.
La scelta di Apollo assume un significato particolare per Reggio Calabria, essendo la divinità tutelare della città e una presenza importante nelle collezioni museali.
Previsto anche, nella mattinata del 6 novembre, il laboratorio di arte contemporanea «Tracce di storia, tracce di stretto», dedicato alle opere di Piero Pizzicannella, presenti a Reggio Calabria e Messina.
Il museo aderirà inoltre alla campagna «Tutti i cuori della cultura», promossa dal Ministero della Cultura, illuminando di rosa alcuni ambienti e spazi espositivi. In particolare, saranno coinvolte piazza Paolo Orsi e la sala dei Bronzi di Riace, che offriranno una suggestiva illuminazione a sostegno della campagna.
Sudano ha annunciato anche un’iniziativa a sostegno di Komen: chi si presenterà in biglietteria con la ricevuta della donazione all’associazione potrà accedere al museo. Un’occasione per visitare le collezioni e la mostra sulla civiltà greca in Italia, inaugurata il 21 ottobre.
Il direttore ha sottolineato come il museo non sia più soltanto un luogo di conservazione e fruizione dei reperti, ma un’istituzione aperta alla comunità, capace di promuovere anche temi legati allo sport, alla salute e al benessere. «La sensibilizzazione è parte integrante della nostra missione», ha ricordato, evidenziando il valore della collaborazione tra luoghi della cultura e organizzazioni impegnate nella prevenzione.
Masetti: «L’unione di forze può fare la differenza»
A chiudere la conferenza stampa è stato Riccardo Masetti, che ha voluto chiarire la natura e la finalità dell’attività di Komen: «Non siamo un’organizzazione privata: siamo un’associazione non profit che lavora gratuitamente. Tutto quello che facciamo lo facciamo gratuitamente».
Il fondatore ha ribadito che la collaborazione tra istituzioni e terzo settore può produrre risultati concreti, soprattutto in una fase in cui le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale sono sempre più limitate. Da qui la necessità di mettere in rete competenze, strumenti e opportunità per rendere più efficaci gli interventi.
Masetti ha ringraziato il sindaco Cannizzaro per la disponibilità a sviluppare nuovi progetti e ha definito l’esperienza calabrese particolarmente significativa, anche per la possibilità che diventi un modello replicabile in altre regioni.
Con la tappa reggina si chiude una fase del percorso e se ne apre un’altra, che coinvolgerà tutte le province calabresi: Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Cosenza. L’obiettivo è costruire una partnership stabile tra istituzioni e terzo settore, capace di migliorare l’accesso alla prevenzione e di raggiungere soprattutto le donne che incontrano maggiori difficoltà.
Un progetto che guarda oltre le due giornate di novembre: la sfida, come emerso dalla conferenza stampa, è trasformare la prevenzione da iniziativa occasionale in una pratica diffusa, accessibile e condivisa.