Fabrizio Bosso: «Finché vince la musica». A Locri il jazz incontra Pino Daniele
Fabrizio Bosso racconta il progetto «Il cielo è pieno di stelle», nato dall'amore per Pino Daniele. Stasera a Locri, con Julian Oliver Mazzariello, il concerto per Zefiro in Jazz - FOTO
«Quando faccio musica è forse il momento in cui sono più in pace con me stesso». Nelle parole di Fabrizio Bosso c’è il senso più profondo di una vita dedicata al jazz: la passione che resiste al tempo, la voglia di condividere il palco e la capacità di ritrovare, ogni volta, emozioni nuove. È da questa autentica necessità di fare musica che nasce anche il progetto dedicato a Pino Daniele, protagonista questa sera a Locri di un appuntamento che intreccia due linguaggi solo apparentemente lontani: il jazz e la grande canzone d’autore italiana.
Alle 18.30, il Palazzo della Cultura di Locri ospiterà Fabrizio Bosso alla tromba e Julian Oliver Mazzariello al pianoforte con Il cielo è pieno di stelle – Omaggio a Pino Daniele, il concerto che inaugura la rassegna Zefiro in Jazz 2026.
Un progetto nato dalla passione condivisa dei due musicisti per il cantautore napoletano e cresciuto nel tempo fino a diventare uno spettacolo portato sui palcoscenici italiani e internazionali, oltre che un album pubblicato nel 2024 da Warner Music.
Fabrizio Bosso: «Ci siamo illuminati quando abbiamo letto il nome di Pino»
A raccontare la genesi del progetto è lo stesso Bosso, che ricorda come tutto sia cominciato da una suggestione del giornalista e critico musicale Ernesto Assante, scomparso nel 2024.
«È partito tutto da un’idea di Ernesto Assante, un grande giornalista di Repubblica, che organizzò una serie di concerti al MAXXI di Roma, chiedendo ad alcuni musicisti di costruire un progetto dedicato a un cantante. Tra i nomi suggeriti c’era anche Pino Daniele. Quando lo abbiamo letto, io e Julian ci siamo illuminati: siamo entrambi appassionatissimi della sua musica».
Da quella prima intuizione, nata nel 2022, è scaturito un percorso artistico che ha superato le aspettative iniziali. «È nato un po’ per gioco, poi abbiamo fatto il primo concerto, che ha avuto una risposta incredibile. Da lì hanno cominciato a richiederlo in agenzia».
Il progetto ha preso progressivamente una dimensione internazionale: «Sono ormai due anni e mezzo, tre che giriamo. Abbiamo registrato un disco e lo abbiamo portato anche all’estero, in Spagna, a Belgrado e a Praga. Siamo molto felici».
Il segreto di questa continuità è nella ricchezza della musica di Pino Daniele, che offre sempre nuove possibilità interpretative. «Non ci stanchiamo mai di suonare quella musica, talmente immensa e bella che ogni volta ti emoziona, anche soltanto alle prime tre note».
Il cielo è pieno di stelle non è, infatti, una semplice riproposizione dei successi del cantautore, ma una rilettura affidata al dialogo tra tromba e pianoforte. Il repertorio attraversa alcune delle sue composizioni più amate, da Napule è a Je so’ pazzo, da Quanno chiove a Quando, fino a Allora sì e Sicily. Un viaggio tra blues, rock, funk e jazz, alla ricerca delle molteplici anime della scrittura musicale di Pino Daniele.
L’album, pubblicato il 21 giugno 2024, è stato registrato a Napoli e contiene anche una traccia legata proprio alla prima esecuzione del progetto al MAXXI, Se mi vuoi, in omaggio all’intuizione di Assante.
La musica come luogo di pace: il pensiero di Bosso
Nel corso dell’intervista, Bosso si è soffermato anche su ciò che, dopo tanti anni di carriera, continua a dargli entusiasmo e desiderio di salire sul palco. La risposta è particolarmente significativa per comprendere il suo rapporto con la musica.
«Quando faccio musica è forse il momento in cui sono più in pace con me stesso, anche quando non suono come vorrei».
Il trombettista non nasconde il confronto con i propri limiti, ma individua proprio in questo rapporto con lo strumento e con se stesso una ragione per continuare: «Quando inizierò a salire sul palco con l’idea di non essere felice di essere lì, perché sto combattendo troppo con la musica e con me stesso, vorrà dire che sarà il momento di fermarsi. Per adesso vince ancora la musica su tutto».
Parole che raccontano una passione rimasta intatta e che accompagnano idealmente il concerto di questa sera, nel quale Bosso e Mazzariello torneranno a confrontarsi con un repertorio capace di parlare a pubblici e generazioni differenti.
Zefiro in Jazz, tre appuntamenti a Locri
Dopo l’apertura affidata a Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, la rassegna proseguirà domenica 15 novembre alle 18.30 con Equilibrismi, protagonisti Petra Magoni alla voce e Finaz alla chitarra. Un percorso tra musica, poesia e avanguardie del Novecento, con riferimenti a Palazzeschi, John Cage, Marinetti e Lennon-McCartney.
Ultimo appuntamento domenica 22 novembre alle 18.30 con Alamar, progetto della violoncellista e cantante Ana Carla Maza, accompagnata da Manu Contrera al pianoforte e alle tastiere e Jay Kalo alla batteria e alle percussioni.
Tre concerti e tre differenti percorsi sonori per una rassegna che porta a Locri interpreti e linguaggi musicali diversi, mantenendo il jazz come punto d’incontro e di contaminazione.
La rassegna è promossa dall’Associazione Zefiro, in collaborazione con l’Accademia Senocrito di Locri, finanziata dalla Regione Calabria sull’AVVISO PUBBLICO Sostegno e promozione turistica e culturale POC 2014/2020 Azione 6.8.3, con il Patrocinio del Comune di Locri.
E questa sera, tra le note di una tromba e quelle di un pianoforte, le canzoni di Pino Daniele torneranno a vivere in una veste nuova, senza perdere la loro anima. Perché, come ricorda Bosso, quando la musica continua a essere il luogo in cui ritrovarsi e sentirsi in pace con se stessi, non c’è motivo di smettere di suonare.
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