La tromba tra il pubblico, il jazz nel cuore: gli High Five Quintet infiammano l’Odeon

Seconda serata di Reggio in Jazz, gli High Five Quintet conquistano il Cine Teatro Odeon con Fabrizio Bosso, Daniele Scannapieco e un finale a sorpresa. Il commovente omaggio a Elisa Gambello - FOTO E VIDEO

Il jazz che attraversa il tempo, ritrova vecchi compagni di viaggio e trasforma ogni nota in un dialogo. Al Cine Teatro Odeon di Reggio Calabria, ieri sera gli High Five Quintet hanno regalato al pubblico una serata di grande musica, energia e complicità, riportando insieme sul palco cinque protagonisti del jazz italiano. Una reunion attesa, nel segno dell’hard bop e di un’intesa artistica che non sembra conoscere il passare degli anni. E un concerto che ha saputo emozionare anche oltre la musica, con un omaggio speciale a Elisa Gambello e un bis finale destinato a restare nella memoria degli spettatori.

Gli High Five Quintet per la seconda serata di Reggio in Jazz

La seconda serata della XVI edizione del Festival «Reggio in Jazz», ideato e realizzato dall’associazione culturale Naima, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Città Metropolitana e il contributo della Fondazione Carical, ha visto protagonista una formazione di assoluto rilievo: Fabrizio Bosso alla tromba, Daniele Scannapieco al sax, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Cinque musicisti legati da una storia comune, capaci di ritrovarsi sul palco e ritrovare immediatamente quella sintonia che ha caratterizzato il loro percorso. Nati alla fine degli anni Novanta, gli High Five hanno costruito un linguaggio che affonda le radici nell’hard bop americano degli anni Cinquanta e Sessanta, guardando a maestri come Art Blakey e Horace Silver. Una formazione conosciuta anche per aver accompagnato Mario Biondi nel celebre album Handful of Soul.

A introdurre la serata è stato Peppe Tuffo, direttore artistico del festival, che ha ricordato il percorso di questa sedicesima edizione, articolata in cinque appuntamenti, ringraziando il pubblico e i sostenitori della manifestazione. «Il gruppo High Five forse qualcuno lo ricorderà come quello che accompagnava Mario Biondi. La loro musica è caratterizzata da un interplay straordinario e si rifà all’hard bop», ha raccontato, lasciando poi spazio ai protagonisti.

Un concerto nel segno della musica e del ricordo

Dopo i saluti di Daniele Scannapieco, che ha presentato i componenti della formazione, il concerto è entrato subito nel vivo. Il primo brano, Resolution di John Coltrane, ha aperto una serata costruita sull’improvvisazione, sul dialogo tra gli strumenti e sulla libertà espressiva.

Ma prima di proseguire, Scannapieco ha voluto condividere con il pubblico un pensiero particolare. Sullo schermo alle spalle dei musicisti compariva il nome di Elisa Gambello, l’amata docente e sindacalista reggina scomparsa nei giorni scorsi, alla quale il quintetto ha dedicato l’intero concerto.

«Volevamo veramente dedicare questa serata a Elisa, che ci ha lasciato qualche giorno fa. Quando siamo stati qui a Reggio Calabria abbiamo sempre condiviso serate meravigliose con lei. Era una donna piena di forza e di energia. Le dedichiamo tutto il nostro concerto», ha dichiarato il sassofonista.

Un momento di raccoglimento e affetto che ha dato alla serata una dimensione ancora più intima.

Il repertorio è proseguito tra le sonorità della tradizione jazzistica, con un omaggio a Donald Byrd e le composizioni che hanno permesso ai cinque musicisti di esprimere tutta la loro personalità. Sul palco non sono mancati ironia, sorrisi e complicità, soprattutto nei momenti di presentazione dei componenti della band.

Fabrizio Bosso ha raccontato la gioia di ritrovarsi dopo tanti anni: «Basta ritrovarsi sul palco e scatta subito quella voglia di condividere, di stare insieme, di sentire suonare bene il proprio compagno di viaggio». Un’intesa che, come ha sottolineato il trombettista, non ha bisogno di troppe parole: le proposte musicali sono arrivate spontaneamente, con il desiderio comune di ritrovare l’energia che il quintetto ha portato in giro per il mondo.

Il siparietto della giacca, il compleanno e l’intesa ritrovata

Non è mancato un simpatico siparietto dedicato a Tommaso Scannapieco, che, dopo aver smarrito lo zaino durante il viaggio, ha dovuto acquistare una giacca nuova appena arrivato a Reggio Calabria. Bosso lo ha presentato scherzosamente al pubblico, facendo notare il nuovo look del contrabbassista e strappando sorrisi alla platea.

Anche Lorenzo Tucci ha raccontato il valore di questa ritrovata intesa: «C’è un background comune fra di noi. A volte basta uno sguardo per sapere già dove si sta andando. Questo è il bello del jazz».

Il batterista ha poi spiegato la filosofia musicale del gruppo, improntata alla spontaneità e all’autenticità: «Vogliamo arrivare al pubblico in modo diretto e chiaro, senza fare tanti giochi d’artificio. La musica deve essere onesta, senza bluffare». Un rapporto di reciprocità, quello con gli spettatori, nel quale «dobbiamo essere sempre noi i primi a dare».

Per Tommaso Scannapieco, tornare a condividere il palco con questi musicisti è ogni volta un’emozione nuova: «Per me è sempre come se fosse la prima volta. Sono fortunato a far parte di questa bellissima band».

Daniele Scannapieco ha invece descritto il quintetto come una famiglia musicale: «È come uno che studia fuori sede all’università e poi torna a casa. Ritrovarsi è come stare in famiglia». E sulla possibilità di tornare in studio per realizzare nuovi progetti discografici, il sassofonista ha lasciato aperta ogni prospettiva: «Non abbiamo alcuna forma di impedimento. Se verrà anche quella cosa saremo felici di farla».

Particolarmente emozionato anche Julian Oliver Mazzariello, che proprio ieri sera festeggiava il compleanno. Il pianista, presente nella prima formazione del gruppo nel 2000, ha ricordato gli inizi: «Avevo 21 o 22 anni, oggi ne ho 48. È stato un bellissimo modo di ritrovarci e festeggiare la musica e anche personalmente il compleanno». Una coincidenza resa ancora più speciale dalla possibilità di condividere il palco con gli amici di sempre.

E quando è stato chiesto che cosa continui a spingerli a suonare, a rispondere è stato Fabrizio Bosso con parole che raccontano il rapporto profondo con la musica: «Quando faccio musica forse è il momento in cui sono più in pace con me stesso. Quando salirò sul palco senza essere felice di esserci, vorrà dire che sarà il momento di fermarsi. Per adesso vince ancora la musica su tutto».

Il bis di Miles Davis e la tromba in mezzo alla platea

La serata si è conclusa con un omaggio a Miles Davis e alla sua Milestones, scelto anche in occasione del centenario della nascita del grande trombettista, che ricorre nel 2026 insieme a quello di John Coltrane, già celebrato in apertura con Resolution.

«Volevamo chiudere con un omaggio a Miles», ha spiegato Daniele Scannapieco, prima di lanciare il brano.

Ma il finale ha riservato una sorpresa speciale. Durante il bis, Fabrizio Bosso ha lasciato il palco e, continuando a suonare la tromba, ha attraversato tutta la platea passando in mezzo agli spettatori. Poi si è fermato, sedendosi tra il pubblico, prima di fare ritorno sul palco. Un gesto di grande libertà espressiva, che ha abbattuto ogni distanza tra musicisti e spettatori, trasformando il teatro in un unico spazio di condivisione.

«Viva il Sud, sempre!», ha esclamato Scannapieco, in un momento di affettuoso campanilismo, prima di salutare il pubblico.

Il prossimo appuntamento con Reggio in Jazz

Grande la soddisfazione del direttore artistico per una serata top sotto ogni aspetto: «Sono molto contento del concerto di stasera, è stato entusiasmante dal punto di vista tecnico, musicale, in generale da tutti i punti di vista».

Il festival tornerà sabato 14 novembre, sempre al Cine Teatro Odeon, con il terzo appuntamento della rassegna: Giovanna Famulari 4et in «Women». Accanto alla violoncellista, saliranno sul palco Gabriele Mirabassi al clarinetto, Nando Di Modugno alla chitarra classica e Aldo Di Caterino al flauto.

Un viaggio musicale e letterario dedicato alle grandi figure femminili della musica, tra jazz, musica classica, contaminazioni e composizioni originali.

Dopo una serata in cui cinque musicisti hanno dimostrato che il tempo può passare senza scalfire l’intesa, Reggio in Jazz prosegue così il suo percorso, confermando il valore della musica dal vivo come occasione di incontro, emozione e condivisione. Perché, come ha ben ricordato Bosso, finché a vincere sarà la musica, ci sarà sempre un buon motivo per ritrovarsi. 

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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