Via Popilia-Annia, la strada che univa Roma a Reggio

Alla Biblioteca De Nava oggi pomeriggio una lezione dell'Anassilaos sulla Via Popilia-Annia tra Calabria e Basilicata: storia, fonti e tecnologie per ricostruire la viabilità romana

via Popilia

“La cosiddetta Via Popilia-Annia: osservazioni sulla viabilità romana tra Calabria e Basilicata” sarà il tema della lezione che il Prof. Marco Sfacteria, Ricercatore di Topografica antica presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina terrà oggi pomeriggio, giovedì 12 febbraio alle ore 17,00 presso la Sala Gioffrè della Biblioteca De Nava nell’ambito degli incontri sul tema “La percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità” promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos con la stessa Biblioteca.

La viabilità come chiave di lettura del paesaggio antico

La viabilità costituisce un elemento fondamentale per la comprensione di un paesaggio. Le vie di comunicazione hanno sempre costituito un vettore di uomini, idee e merci ed è per questo che ricostruirne gli andamenti, le direzioni e le trasformazioni attraverso i secoli rappresenta una condizione essenziale per analizzare nella loro complessità gli insediamenti e le economie antiche.

Le strade dell’antichità tra Calabria e Sicilia

Il giovane studioso punta a tracciare un quadro il più possibile esaustivo delle principali vie dell’antichità, con particolare attenzione all’organizzazione della rete viaria in età romana nelle regioni della Calabria e della Sicilia. In un precedente incontro l’esame era stato riservato alle strade della Sicilia antica mentre la relazione prossima riguarderà la più importante via di comunicazione che collegava Roma (da Capua) e l’antica Reggio, il cui inizio si fa risalire al 132 a.C., giungendo ad fretum ad statuam (o ad columnam) (Catona) e a Rhegium con un tracciato di cui restano ancora delle vestigia pregevoli e che nel corso dei secoli è stato ampiamente utilizzato quale base per i collegamenti che sono stati realizzati quasi fino ai nostri giorni prefigurando la stessa autostrada del sole.

Fonti e tecnologie per la ricostruzione del tracciato

Lo studioso analizzerà le fonti letterarie, epigrafiche, itinerarie, cartografiche e archeologiche, e con il supporto delle più recenti tecnologie applicate alla ricerca topografica e alla ricostruzione dei paesaggi antichi (come il telerilevamento, il GIS e le indagini sul terreno) con una particolare attenzione rivolta alla celebre Lapis Polae, una iscrizione ritrovata a Polla (Salerno) nella quale sono indicati i centri principali attraversati dalla Via fino a Reggio.

Saluti istituzionali e introduzione

All’incontro porterà i saluti la Dott.ssa Daniela Neri, Responsabile della Biblioteca “Pietro De Nava”. Introdurrà Simone Calabrò, Presidente Sezione Giovanile dell’Associazione Culturale Anassilaos.

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