Cuori in campo, lo sport accende la speranza
Presentato oggi a Palazzo Alvaro “Cuori in campo – Insieme per Mario”: il 26 ottobre al Granillo una partita solidale per sostenere la ricerca sulla sindrome CHOPS
Lo sport come occasione di incontro, solidarietà e sostegno alla ricerca scientifica. È questo il significato di “Cuori in campo – Insieme per Mario”, iniziativa solidale presentata oggi, 22 ottobre, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Alvaro, a Reggio Calabria.
Il progetto culminerà lunedì 26 ottobre 2026 allo stadio Oreste Granillo, dove si disputerà una partita speciale tra la Nazionale Italiana Calcio Attori 1971 e la Nazionale Italiana Medici Calcio. Un appuntamento che mette insieme sport, spettacolo e impegno sociale con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle malattie rare e sostenere concretamente il lavoro della Fondazione CHOPS Malattie Rare ETS.
Al centro dell’iniziativa c’è il sostegno alla ricerca sulla sindrome CHOPS, una patologia rara per la quale la Fondazione promuove progetti medico-scientifici finalizzati a individuare possibili approcci terapeutici mirati.
La raccolta fondi rappresenta uno degli elementi principali della manifestazione. I proventi dei biglietti saranno destinati alle attività e alla missione della Fondazione, contribuendo al finanziamento della ricerca e alla diffusione della conoscenza sulle malattie rare.
L’iniziativa vuole trasformare una partita di calcio in un momento di partecipazione collettiva, capace di coinvolgere cittadini, sportivi e realtà del territorio attorno a un obiettivo condiviso: dare maggiore visibilità alle esigenze delle persone e delle famiglie che convivono con patologie poco conosciute.
L’appuntamento è fissato per il 26 ottobre allo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria. Il biglietto indicato sul sito della Fondazione ha un costo di 5 euro.
Con “Cuori in campo – Insieme per Mario”, il calcio diventa così un veicolo di sensibilizzazione e vicinanza: un’occasione per sostenere la ricerca e ricordare quanto la partecipazione della comunità possa contribuire a mantenere viva l’attenzione sulle malattie rare.