Via Popilia-Annia: la strada che univa Roma a Reggio nell’incontro Anassilaos

Il 12 marzo alla Biblioteca De Nava di Reggio Calabria il prof. Marco Sfacteria terrà una lezione sulla Via Popilia-Annia e sulla viabilità romana tra Calabria e Basilicata

Via Popilia

Un’antica strada che attraversa i secoli e racconta la storia dei territori del Sud Italia. Sarà questo il filo conduttore dell’incontro in programma giovedì 12 marzo 2026 alle ore 17.00 nella Sala Giuffrè della Biblioteca “Pietro De Nava” di Reggio Calabria, dedicato al tema “La cosiddetta Via Popilia-Annia: osservazioni sulla viabilità romana tra Calabria e Basilicata”.

La lezione sarà tenuta dal professor Marco Sfacteria, ricercatore di Topografia antica presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina, nell’ambito del ciclo di incontri “La percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità”, promosso dall’Associazione culturale Anassilaos in collaborazione con la Biblioteca De Nava.

All’inizio dell’incontro porterà i saluti la responsabile della Biblioteca, Daniela Neri, mentre l’introduzione e la conduzione saranno affidate a Simone Calabrò, presidente della sezione giovanile dell’associazione.

La Via Popilia-Annia, arteria dell’Italia romana

La viabilità rappresenta una chiave fondamentale per comprendere il paesaggio storico. Le strade non erano soltanto percorsi fisici, ma vere e proprie reti di collegamento attraverso cui circolavano persone, merci e idee. Studiare il loro tracciato significa ricostruire gli equilibri economici e gli insediamenti delle civiltà antiche.

Al centro della lezione vi sarà la Via Popilia-Annia, una delle principali arterie dell’Italia romana. L’infrastruttura collegava Roma, a partire da Capua, con l’antica Rhegium, l’attuale Reggio Calabria. La sua realizzazione viene fatta risalire al 132 a.C., quando la strada attraversava l’Italia meridionale fino a raggiungere ad fretum ad statuam – l’odierna Catona – per poi concludersi a Rhegium.

Tracce antiche che arrivano fino ai giorni nostri

Nonostante il passare dei secoli, numerose vestigia della strada sono ancora visibili lungo il suo tracciato. Proprio questa antica infrastruttura ha spesso costituito la base per i collegamenti successivi, influenzando la rete viaria fino all’età contemporanea e anticipando in parte le direttrici delle moderne infrastrutture, come l’autostrada del Sole.

Durante l’incontro il professor Sfacteria proporrà una ricostruzione della rete stradale antica attraverso un’analisi integrata di fonti letterarie, epigrafiche, cartografiche, itinerarie e archeologiche, affiancata dall’utilizzo delle più recenti tecnologie di ricerca topografica. Tra queste, il telerilevamento, i sistemi GIS e le indagini sul terreno, strumenti oggi indispensabili per ricostruire i paesaggi del passato.

Il mistero della Lapis Polae

Particolare attenzione sarà dedicata alla Lapis Polae, la celebre iscrizione rinvenuta a Polla, in provincia di Salerno. Questo documento epigrafico rappresenta una delle testimonianze più importanti per la ricostruzione del percorso della Via Popilia-Annia, poiché riporta l’elenco dei principali centri attraversati dalla strada fino a Reggio.

Un reperto che, ancora oggi, consente agli studiosi di comprendere meglio l’organizzazione del territorio nell’Italia romana e il ruolo strategico delle grandi vie di comunicazione.

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