Finestre sullo Jonio, l’arte di Tania Azzar al Medinblu

Al Medinblu di Reggio Calabria, ieri pomeriggio l'appuntamento con il Contenitore di Idee ha intrecciato letteratura e pittura: il libro di Attilio Fusco e la mostra di Tania Azzar, visitabile fino al 30 novembre

Tela mostra Tania Azzar Finestre sullo Ionio di Tania Azzar (particolare)

Il mare che non si limita a mostrarsi, ma che viene attraversato, osservato e persino ascoltato. Cambia colore,  si increspa, si placa, restituendo a chi lo guarda qualcosa che va oltre la linea dell’orizzonte. È questa la sensazione che prende forma ammirando le tele di “Finestre sullo Jonio”, la mostra personale della pittrice Tania Azzar inaugurata ieri, venerdì 30 ottobre, negli spazi del Medinblu di Reggio Calabria, nell’ambito di un nuovo appuntamento del Contenitore di Idee, il progetto culturale ideato e diretto da Simona Treccosti.

Un pomeriggio dedicato alla contaminazione tra linguaggi artistici differenti, in cui la parola scritta e l’immagine hanno trovato un punto d’incontro nel racconto del territorio, delle sue contraddizioni e delle emozioni che il paesaggio sa suscitare. Accanto alla presentazione del libro Senza reti nel mare di Attilio Fusco, l’esposizione di Tania Azzar ha offerto al pubblico l’occasione di soffermarsi su una ricerca pittorica che assume lo Jonio come riferimento visivo e, insieme, come spazio di riflessione personale, un intreccio tra natura e interiorità.

Tania Azzar e il mare racchiuso in una finestra

Finestre sullo Jonio nasce da un’esigenza precisa: recuperare il rapporto con il mare attraverso uno sguardo nuovo, capace di coglierne la forza anche in uno spazio raccolto. Le opere esposte al Medinblu appartengono a una serie che l’artista italo-francese ha iniziato nel 2020, durante il periodo della pandemia, quando la distanza dalla natura e la necessità di ritrovare un contatto con essa hanno assunto un significato particolare.

«Mi ero resa conto di non aver mai dipinto lo Ionio, nonostante lavorassi da un paio d’anni in riva al mare», racconta Tania Azzar, spiegando l’origine del progetto. Da quella consapevolezza è nata la scelta di concentrarsi su piccoli formati, quasi miniature capaci di racchiudere un paesaggio vasto e mutevole.

«Mi sembrava di dover incapsulare in piccoli formati delle miniature marine», spiega l’artista. Una scelta che non risponde soltanto a un’esigenza compositiva, ma riflette anche il desiderio di recuperare una vicinanza con la natura che, nel tempo, si è attenuata.

Le opere diventano così finestre aperte sul paesaggio ionico, frammenti di mare che conservano, pur nelle dimensioni contenute, la ricchezza dei suoi colori e la potenza delle sue trasformazioni. Il mare non viene restituito come una presenza immobile, ma come una realtà in continuo movimento, capace di mutare con la luce e di evocare stati d’animo differenti.

Il legno recuperato diventa parte del paesaggio

Uno degli elementi più interessanti della ricerca di Tania Azzar è il rapporto tra la pittura e i materiali. Alla componente cromatica si affianca infatti un lavoro artigianale sulle cornici, realizzate attraverso il recupero e la reinterpretazione del legno.

«Mi piace lavorare il legno», spiega la pittrice, che ha scelto di accostare il dipinto materico a materiali provenienti da precedenti lavorazioni. Tavole da carpenteria e legno di recupero acquistano così una nuova funzione, diventando parte integrante dell’opera.

Non si tratta di semplici supporti decorativi. Il materiale conserva la propria consistenza e la propria storia, trasformandosi in una cornice che dialoga con la superficie dipinta. Azzar individua proprio in questo rapporto tra materia e paesaggio uno degli aspetti più significativi della serie. «Materiali di risulta, tavole da carpenteria, ridiventano contenitori di una forza maestosa, quella del mare», osserva.

La forza del paesaggio, dunque, non è soltanto rappresentata sulla tela: trova una corrispondenza nella materia che la circonda. Il legno recuperato accoglie l’immagine marina, mentre la pittura restituisce alla materia una nuova funzione espressiva. Ne nasce un dialogo in cui il paesaggio non è separato dall’oggetto che lo contiene, ma ne diventa parte.

Dal paesaggio esterno alle mareggiate dell’anima

Il significato di Finestre sullo Jonio va oltre la rappresentazione del mare. «È una finestra sull’esterno, ma molto di più sull’interno», sottolinea la Azzar. Una frase che restituisce con immediatezza il senso della sua ricerca: guardare il mare significa anche confrontarsi con i propri stati d’animo, con le loro oscillazioni e con quella continua alternanza tra quiete e inquietudine che appartiene alla vita interiore.

Il movimento delle acque diventa così una metafora delle emozioni: «I nostri moti d’animo cambiano rapidamente e spesso somigliano alle mareggiate del nostro Jonio», afferma l’artista.

È in questa corrispondenza tra paesaggio e interiorità che le opere trovano una dimensione universale. Pur partendo da un luogo specifico, profondamente legato al nostro territorio, la mostra invita chi osserva a ritrovare nelle immagini una propria esperienza personale del mare: un momento di quiete o una tempesta ancora da attraversare.

A rendere ancora più accessibile il progetto anche un QR code dedicato che permette di sfogliare la mostra Finestre sullo Ionio.

Simona Treccosti: «Una combinazione tra letteratura e arte»

La mostra di Tania Azzar si inserisce in una proposta culturale che punta a mettere in relazione espressioni artistiche differenti, creando occasioni di incontro tra autori, artisti e pubblico.

«Siamo qui per presentare il libro di Attilio Fusco, Senza reti nel mare», ha spiegato Simona Treccosti, sottolineando il valore del dialogo tra l’autore e il giornalista Giusva Branca, che ha guidato la conversazione e sollecitato riflessioni sulle motivazioni e sulle dinamiche alla base della scrittura.

Il libro, ha raccontato Treccosti, affronta questioni legate alla realtà territoriale, ancora presenti nella vita della comunità. Al centro della narrazione c’è un ragazzo che desidera allontanarsi da quel contesto per cercare fortuna altrove, ma che si confronta anche con una dimensione familiare che continua a far parte della sua storia.

Un racconto che, nelle parole della direttrice artistica, parla di dinamiche che «ci appartengono e continuano purtroppo ad appartenerci». Temi che hanno offerto al pubblico un’occasione di confronto con la realtà locale, attraverso lo sguardo della letteratura.

Accanto al libro, Treccosti ha voluto valorizzare la presenza di Tania Azzar, richiamando l’attenzione sulla capacità delle sue opere di restituire la ricchezza cromatica del paesaggio marino. «È una bellissima raccolta di opere, realizzate anche attraverso il riciclo creativo, con il recupero di legno antico riadattato a una veste nuova», ha osservato, infatti.

Una ricerca che, secondo la direttrice artistica di Contenitore di Idee, incontra la meraviglia suscitata dalle acque dello Stretto e dalle loro sfumature, trasformando la visione del paesaggio in un’esperienza emotiva.

Mostra fino al 30 novembre e a dicembre spazio al Liceo artistico

Finestre sullo Jonio resterà visitabile gratuitamente al Medinblu di Reggio Calabria fino al 30 novembre, tutti i giorni della settimana, dalle 10 alle 22. Il programma del Contenitore di Idee proseguirà poi a dicembre con una nuova collaborazione annunciata da Simona Treccosti con il Liceo artistico e con il contributo del professore Palmieri.

Il progetto coinvolgerà giovani talenti che, come ha spiegato la direttrice artistica, hanno maturato una visione personale e anche politica della realtà e desiderano esprimerla attraverso le proprie opere.

«La mostra, nata per essere ospitata al Castello di Scilla, dove è attualmente in corso, sarà trasferita anche negli spazi del Medinblu, che la accoglieranno per tutto il mese di dicembre» ha concluso Simona Treccosti.

Intanto, al Medinblu, le finestre dipinte da Tania Azzar restano aperte sullo Jonio, per ricordarci che il mare non è soltanto qualcosa da guardare, ma anche un luogo interiore, capace di sorprenderci sempre e di restituirci ogni volta una parte di ciò che siamo.

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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