Le Muse al MArRC: l’arte greca che ispira l’Italia
Domenica 1° novembre, Le Muse visitano al MArRC la mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, tra capolavori e dialogo mediterraneo
L’associazione culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria, giunta al suo 27° anno di attività, prosegue la programmazione per il biennio 2026-2028 con un nuovo appuntamento settimanale dedicato all’arte e alla cultura.
Il presidente dell’associazione, prof. Giuseppe Livoti, ricorda che domenica 1° novembre, alle ore 18, i soci visiteranno il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (MArRC) in occasione della prestigiosa mostra internazionale “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”.
Il percorso espositivo, approdato a Reggio Calabria dopo una tappa al Museo dell’Acropoli di Atene, celebra lo straordinario legame storico e artistico tra la Grecia e l’Italia attraverso capolavori di assoluto rilievo. Tra questi figurano la Kore 670, celebre scultura votiva femminile proveniente dall’Acropoli di Atene e risalente al VI secolo a.C., che conserva ancora visibili tracce di policromia; il Trono Ludovisi, opera dell’età severa, con il celebre rilievo raffigurante la nascita di Afrodite; la Fanciulla di Anzio, statua in marmo bianco databile al III secolo a.C.; e le Teste di Porticello, insieme ai rari e affascinanti frammenti bronzei recuperati dall’omonimo relitto nelle acque del mare reggino.
Livoti sottolinea come la mostra rappresenti un’importante opportunità per la città e per i turisti, offrendo la possibilità di ammirare 38 capolavori provenienti da musei italiani ed esplorare il legame tra l’arte greca e la sua trasformazione nel contesto italiano. L’esposizione è curata da Alfonsina Russo, Nikolaos Stampolidis, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Fabrizio Sudano.
L’iniziativa riveste anche un significativo valore didattico, soprattutto per le nuove generazioni e per il mondo della scuola. La visita sarà inoltre l’occasione per il presidente e il direttivo dell’associazione Le Muse di consegnare al direttore del Museo, dott. Fabrizio Sudano, il gagliardetto ufficiale dell’associazione, disegnato da Regina Schrecker, icona della moda e modella legata al mondo della Pop Art.
Il percorso espositivo ricolloca ogni oggetto nel proprio orizzonte storico, mostrando come le opere abbiano continuato a produrre significati anche dopo essere state allontanate dai luoghi d’origine. Gli oggetti diventano così documenti «parlanti», capaci di raccontare storie di circolazione, scelte, riusi e trasformazioni culturali che, nel corso dei secoli, hanno legato le due sponde del Mediterraneo.
Sono vere e proprie biografie di oggetti che, attraverso il linguaggio iconografico e formale, raccontano i valori di un’arte fondativa per l’identità occidentale e per la cultura europea contemporanea.
La mostra assume, pertanto, un importante valore strategico e culturale: il patrimonio archeologico si configura come uno strumento di dialogo internazionale, cooperazione scientifica e costruzione di una comune coscienza mediterranea. Si conferma così il ruolo della cultura quale elemento centrale delle politiche internazionali promosse dal Ministero della Cultura italiano.
Il percorso accompagna il visitatore dalle prime forme di presenza dell’arte greca nella Penisola italiana, anteriori alla conquista romana, fino alla nascita del collezionismo moderno e della moderna storia dell’arte antica.
Dalla circolazione degli oggetti greci come strumenti di prestigio e veicoli di modelli culturali si passa ai fenomeni di appropriazione e trasferimento delle opere, fino ai processi di reinterpretazione e riuso che ne hanno accompagnato la fortuna in età romana, moderna e contemporanea.
La mostra si conclude con una riflessione sulla ricezione dell’arte greca tra il XVIII e il XX secolo. Particolare attenzione è dedicata ad Antonio Canova e al suo rapporto con i marmi del Partenone, al contributo degli studiosi italiani alla storia dell’arte greca e ai fratelli De Chirico, interpreti dell’eredità culturale ellenica nell’Europa del Novecento.