Rosarno Film Festival, si parte da Cutro 94 … and more
Al via il 5 novembre alla Chiesa Valdese di Reggio Calabria la quinta edizione del Rosarno Film Festival Fuori dal Ghetto con Cutro 94...And more
Si apre giovedì 5 novembre, alle 19.15, alla Chiesa Valdese di Reggio Calabria, la quinta edizione del Rosarno Film Festival Fuori dal Ghetto. A inaugurare la rassegna sarà Cutro 94…And more, il film che dà voce ai sopravvissuti al naufragio di Cutro, ai soccorritori e alla comunità locale, riportando al centro le responsabilità istituzionali e il valore della dignità di ogni vita umana.
L’appuntamento è in via Possidonea 2. Saranno presenti il regista Angelo Resta, Bruno Palermo, giornalista e coautore, e Gaetano Rossi, volontario della Protezione civile. Scritto da Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo, Angelo Resta e Francesco Pupa, con la regia di Angelo Resta, il film è realizzato con il patrocinio di Amnesty International Italia.
Una scelta significativa per aprire un festival che, attraverso il cinema e le testimonianze, invita a guardare oltre le barriere fisiche e culturali, mettendo in relazione le storie individuali con le grandi questioni sociali del nostro tempo.
Il cinema per uscire dal ghetto
Il Rosarno Film Festival Fuori dal Ghetto è una rassegna cinematografica dedicata ai temi del lavoro, dello sfruttamento e dei diritti, con particolare attenzione alla condizione dei braccianti agricoli e dei lavoratori migranti. Il suo territorio di riferimento è la Piana di Gioia Tauro, tra Rosarno, San Ferdinando e Palmi, un’area in cui la questione dello sfruttamento del lavoro agricolo si intreccia con quella dell’accoglienza, delle condizioni abitative e dell’inclusione sociale.
L’idea alla base del festival è rompere il ghetto non soltanto come luogo fisico, ma anche come sistema di esclusione e come insieme di stereotipi attraverso cui vengono raccontate le persone che lo abitano. Il cinema diventa così uno strumento di indagine, denuncia e partecipazione, capace di sostenere percorsi di cambiamento e di costruire nuove consapevolezze.
La caratteristica distintiva della manifestazione è la giuria del concorso di cortometraggi, composta da lavoratori braccianti e studenti e studentesse delle scuole coinvolte. Sono quindi le persone che vivono direttamente, o che studiano, le questioni affrontate dalle opere a contribuire alla loro valutazione. Una scelta che restituisce protagonismo a chi troppo spesso rimane ai margini del racconto pubblico.
Anche i riconoscimenti riflettono il legame con il territorio: non sono previsti premi in denaro e i vincitori ricevono prodotti agricoli della cooperativa Mani e Terra di Rosarno. Le opere selezionate potranno inoltre circolare negli spazi che aderiranno alle iniziative Fuori dal Ghetto.
La mission del festival è costruire processi che mettano in relazione cultura e pratiche sociali, promuovendo i diritti dei lavoratori. Un percorso di riscatto che non riguarda soltanto i braccianti, ma l’intera comunità.
Scuole, laboratori e storie di riscatto
Tra le iniziative della quinta edizione c’è SUPER UMANI, il laboratorio di disegno collettivo ideato da Lorenzo Terranera e Francesco Piobbichi.
Attraverso il disegno, la narrazione e l’immaginazione, ragazze e ragazzi saranno invitati a riflettere sulle grandi sfide contemporanee: disuguaglianze, razzismo, discriminazioni, crisi climatica, violenza contro le donne, guerre e migrazioni. L’obiettivo è trasformare paure e problemi collettivi in possibilità, desideri e azioni, immaginando un’umanità capace di affrontare il presente attraverso poteri positivi e inclusivi.
Il laboratorio coinvolgerà diverse scuole del territorio: il 9 novembre a Palmi, all’Istituto San Francesco, plesso T. Minniti, e all’Istituto comprensivo Zagari Milone; il 10 novembre a Cinquefrondi e a Camini, nell’ambito del progetto Jungi mundi, con un laboratorio dedicato ai disegni di frontiera; l’11 novembre a San Ferdinando, alla scuola media Vizzone.
Il programma proseguirà con gli incontri dedicati al concorso Corti Fuori dal Ghetto Rosarno Film Festival. Il 18 novembre, al liceo scientifico Raffaele Piria di Rosarno, gli studenti parteciperanno a un incontro per la giuria dei cortometraggi, con Racconti dalla frontiera, a cura di Francesco Piobbichi. Il 20 novembre, all’Istituto comprensivo Marvasi Vizzone, in piazza Duomo a Rosarno, è prevista la presentazione delle opere in concorso.
I cortometraggi, legati al contest narrativo Oltre il Ghetto, affrontano il caporalato e le condizioni dei lavoratori agricoli, raccontando anche percorsi di autonomia e riscatto. Il progetto si inserisce nel programma di contrasto al caporalato Su.Pr.Eme. 2, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027 nell’ambito degli interventi per l’inclusione e la lotta alla povertà.
Tra le opere in programma, La quadratura del cerchio racconta l’esperienza della cooperativa Mani e Terra, nata dopo la campagna SOS Rosarno e la rivolta del gennaio 2010; Dalla stessa parte segue il percorso di Moisés e Yancouba verso contratti regolari e alloggi dignitosi; Il doppio viaggio. La storia di Yerro racconta il passaggio dallo sfruttamento agricolo a un lavoro regolare e a una nuova stabilità abitativa.
Il valore della cura. Filmon e l’azienda apicola Nahla presenta l’esperienza imprenditoriale di Filmon, che dall’Eritrea è arrivato in Calabria e ha fondato un’azienda apicola biologica. L’architettura di un sogno. Fatima e il progetto Digital Company racconta invece la storia di Fatima, mediatrice e fondatrice di una startup tecnologica contro lo spreco alimentare.
Accanto a queste esperienze trovano spazio storie che mettono in luce le vulnerabilità e le contraddizioni dei percorsi migratori. In Le note di Khaled, di Massimo Pellegrinotti, un minore migrante non accompagnato di dodici anni lavora in nero in un autolavaggio, aspettando di essere trasferito nei campi. Fiori dal mondo, diretto da Giancarlo Santone e Dario Fatello, racconta le storie di Sakina, Roman e Alina, tre rifugiati che cercano una nuova vita a Roma. Ruggine, di Filippo Tamburini, affronta invece lo sfruttamento agricolo attraverso la storia di Gas, un contadino coinvolto in affari illeciti, e della misteriosa scomparsa di Idrissa, un giovane lavoratore.
I vincitori del concorso, primo e secondo classificato, riceveranno un cesto di prodotti agricoli della cooperativa Mani e Terra. Le opere saranno inoltre proiettate negli spazi che organizzeranno iniziative aderendo al progetto Fuori dal Ghetto.
Dalla Palestina a Pasolini, gli appuntamenti fino a dicembre
Il calendario del festival proseguirà con proiezioni, spettacoli e incontri con autori e autrici.
Il 27 novembre, alle 18, alla Casa del Popolo Giuseppe Valarioti di Rosarno, sarà proiettato Palestina 36, diretto e sceneggiato da Anne-Marie Jasir. Ambientato nella Palestina del 1936, sotto il dominio coloniale britannico, il film racconta un periodo di profonde trasformazioni attraverso la storia di Yusuf, interpretato da Karim Daoud Anaya.
Il 3 dicembre, alle 11, nell’ambito della collaborazione con il Comune di Oppido, il Teatro per le Scuole ospiterà Franca Viola, con Aurora Miriam Scala, produzione Sciara Progetti. Rivolto agli studenti dell’I.I.S. Gemelli Careri di Oppido Mamertina e Taurianova e dell’Istituto comprensivo Oppido-Molochio-Varapodio, lo spettacolo ripercorre la vicenda della giovane siciliana che nel 1965 rifiutò il cosiddetto matrimonio riparatore dopo essere stata rapita da Filippo Melodia. La denuncia sostenuta dal padre Bernardo e la successiva condanna del responsabile contribuirono a segnare un passaggio importante nella coscienza civile italiana. Il delitto d’onore e il matrimonio riparatore furono aboliti nel 1981.
Il 4 dicembre, alle 18, alla Biblioteca comunale di Cinquefrondi, sarà presentato Mafia caporale di Leonardo Palmisano, pubblicato da Fandango. L’incontro, organizzato in collaborazione con il Comune di Cinquefrondi e l’impresa sociale Sankara, vedrà l’autore dialogare con Roberta Gallo, assessore alla Cultura. Il libro indaga le reti dello sfruttamento illecito del lavoro, dall’agricoltura ai servizi fino alla piccola industria, e il sistema di intermediazione illegale che alimenta il fenomeno.
Il 7 dicembre, alle 18, a San Ferdinando, in collaborazione con il Patto territoriale Dambe So, sarà presentato Niente casa ai braccianti di Salvatore Lucente, pubblicato da Altreconomia. Il volume raccoglie reportage scritti e fotografici realizzati tra il 2025 e il 2026, da Borgo Mezzanone a Saluzzo, e affronta il tema delle condizioni abitative dei lavoratori agricoli. La serata proseguirà con una cena multietnica e la musica dei Café Toubab.
La chiusura del programma è prevista il 17 dicembre, alle 18, alla Casa della Cultura di Palmi, in collaborazione con il Comune e la libreria Mondadori Point. Sarà proiettato un estratto di dieci minuti da Cutro Calabria Italia di Mimmo Calopresti, dedicato al naufragio del 26 febbraio 2023, costato la vita a 94 persone e collegato nel documentario alla poesia Profezia di Pier Paolo Pasolini.
Seguirà l’incontro con Ascanio Celestini, che presenterà il libro Pasolini. Una vita, anzi due, pubblicato da Laterza. L’autore dialogherà con Mimma Sprizzi e Gianluca Carmosino, in un confronto sulla figura di Pasolini e sulla sua capacità di interrogare il proprio tempo e il presente.
Un’altra prospettiva sul territorio
La quinta edizione del Rosarno Film Festival Fuori dal Ghetto si sviluppa così attraverso linguaggi e iniziative differenti, dal cinema alla scuola, dal teatro alla letteratura, mantenendo al centro il tema della dignità umana.
Dalla tragedia di Cutro alle condizioni dei braccianti, dalle storie di sfruttamento ai percorsi di autonomia, il festival invita a superare le rappresentazioni stereotipate e a riconoscere le persone come protagoniste del cambiamento. Non soltanto una rassegna cinematografica, dunque, ma uno spazio di incontro tra cultura, diritti e partecipazione, con l’obiettivo di contribuire a costruire una comunità più consapevole e inclusiva.
Si comincia il 5 novembre a Reggio Calabria, con Cutro 94…And more: un’apertura che richiama fin da subito il senso del festival, dare voce alle storie lasciate ai margini e provare, attraverso la cultura, a immaginare un futuro fuori da ogni ghetto.