La bellezza entra in corsia: l’arte degli studenti diventa un gesto di cura
Dall’Accademia di Belle Arti ai reparti ospedalieri, la creatività diventa uno strumento di vicinanza e inclusione. Al centro dell’iniziativa il paesaggio dello Stretto e la collaborazione tra istituzioni culturali e sanitarie
Portare la bellezza nei luoghi della sofferenza, trasformando le immagini in occasioni di incontro, conforto e relazione. È questo il significato di “L’Arte come Cura tra le Sponde”, l’iniziativa che mette in dialogo l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e l’Azienda Sanitaria Provinciale per rendere più accoglienti gli ambienti ospedalieri attraverso le opere realizzate dagli studenti.
Protagoniste del progetto sono le creazioni di studentesse e studenti dell’Accademia, nate durante un workshop dedicato alla stampa d’arte. Le opere saranno riprodotte in grandi pannelli su tela e destinate agli ospedali di Reggio Calabria e provincia, con l’obiettivo di portare negli spazi di cura un segno concreto di bellezza, creatività e identità territoriale.
Non una semplice donazione, dunque, ma un percorso che attribuisce all’arte una funzione sociale: contribuire a migliorare la qualità degli ambienti frequentati quotidianamente da pazienti, familiari e personale sanitario, favorendo una dimensione più umana dell’assistenza.
L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto “Due Sponde, Mille Racconti” e coordinata da Dorotea Cosio, è organizzata dall’Accademia di Belle Arti e si inserisce nell’accordo quadro triennale con l’Asp di Reggio Calabria, volto a sviluppare attività culturali e artistiche a sostegno della salute, della prevenzione e dell’inclusione sociale.
«Con questa donazione le competenze dei nostri studenti si mettono al servizio della collettività: le loro opere lasciano i laboratori per entrare in luoghi dove la bellezza può fare la differenza – sottolinea il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Giuseppe Stracuzza. L’arte non sostituisce le cure, ma può rendere gli spazi più accoglienti e rafforzare il legame tra le istituzioni culturali e il territorio».
Lo Stretto come ponte tra arte e cura
Il filo conduttore delle opere è lo Stretto, raccontato attraverso paesaggi, suggestioni e riferimenti a un patrimonio culturale condiviso. Un territorio che, con le sue due sponde, diventa simbolo di dialogo e connessione, capace di superare distanze geografiche e culturali.
È proprio questa dimensione a caratterizzare il progetto, che punta a trasferire nei luoghi di cura una narrazione visiva legata alla memoria e all’identità del territorio.
«Le due sponde diventano uno spazio simbolico di incontro e scambio – spiega Dorotea Cosio, coordinatrice del progetto “Due Sponde, Mille Racconti” -. Vogliamo che queste immagini accompagnino pazienti, familiari e operatori sanitari nella quotidianità, offrendo occasioni di riflessione, bellezza e relazione».
L’arte si trasforma così in un linguaggio accessibile, capace di parlare a persone diverse e di offrire, anche attraverso una semplice immagine, uno stimolo alla contemplazione e al benessere.
Berardi: «L’arte ha effetti sul benessere della persona»
Il valore della collaborazione è stato evidenziato anche dalla direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Maddalena Berardi, che ha accolto favorevolmente la proposta di mettere in relazione il mondo della formazione artistica con quello della sanità.
«L’arte può rappresentare una risorsa importante anche in contesti tradizionalmente lontani dalla produzione culturale. In realtà, l’arte cura, perché tutto ciò che è produzione artistica, che può essere un quadro, un film o qualunque altra opera, ha effetti sul benessere della persona» – ha dichiarato Berardi.
La direttrice generale ha richiamato, in particolare, il contributo che le attività artistiche possono offrire al benessere delle persone, anche in presenza di patologie come l’Alzheimer, sottolineando l’importanza di affiancare alla dimensione strettamente sanitaria ulteriori occasioni di stimolo e partecipazione.
La collaborazione rappresenta inoltre un’opportunità di crescita per gli studenti, chiamati a confrontarsi con un contesto diverso da quello accademico e a comprendere come le proprie competenze possano tradursi in un contributo concreto per la comunità.
Sacchetti: «L’Accademia vuole essere presente nella vita della città»
Per il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Piero Sacchetti, il progetto si inserisce in un percorso già avviato negli anni, con precedenti esperienze artistiche realizzate in ambito ospedaliero, anche nel reparto di pediatria.
«L’Accademia non è nuova a queste iniziative. Già tanti anni fa abbiamo fatto esperienze di questo tipo con l’ospedale, intervenendo proprio su alcuni reparti» – ha ricordato Sacchetti.
Una scelta che riflette la volontà dell’istituzione di andare oltre i propri spazi, mettendo le competenze artistiche a disposizione della città e dei luoghi in cui la dimensione umana assume un’importanza particolare.
«L’Accademia ha a cuore la città e alcuni luoghi particolari della città. Per noi questo è un modo per essere presenti e per rendere gli spazi sempre più vivibili» – ha aggiunto il direttore, ribadendo il valore di iniziative capaci di rendere gli ambienti ospedalieri meno impersonali e più vicini alle esigenze delle persone.
“Due Sponde, Mille Racconti”, una rete culturale che unisce i territori
L’iniziativa si sviluppa all’interno di “Due Sponde, Mille Racconti”, progetto promosso da Adexo APS, ente capofila, che mette in rete istituzioni, scuole, biblioteche e associazioni delle due sponde dello Stretto.
Il progetto è stato selezionato e finanziato dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura nell’ambito del bando nazionale “Ad alta voce 2024 – Progetti nazionali”. Tra i partner figurano, oltre all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, il Comune di Reggio Calabria, la Biblioteca De Nava, l’associazione Nike APS, la Libreria Colapesce e l’associazione Itaca, insieme a istituti scolastici e altre realtà culturali e associative del territorio.
Una rete che trova nell’incontro tra arte e sanità una nuova occasione per ampliare il proprio raggio d’azione e raggiungere luoghi e comunità differenti.
Dal segno alla stampa, la creatività diventa impegno sociale
Alla base delle opere c’è il percorso laboratoriale “Dal Segno alla Stampa”, dedicato alle tecniche incisorie e alla rappresentazione artistica del paesaggio dello Stretto. Il workshop, guidato dal professor Marcello Francolini, ha coinvolto gli studenti in un’esperienza di ricerca e sperimentazione, trasformando il lavoro svolto nei laboratori in un progetto destinato alla collettività.
Il risultato è un’iniziativa nella quale formazione, cultura e responsabilità sociale si incontrano. Le opere non resteranno soltanto testimonianze di un’esperienza didattica, ma diventeranno presenze visive negli ospedali, contribuendo a costruire ambienti più accoglienti e a mantenere vivo il legame tra le istituzioni e il territorio.
Perché la cura passa innanzitutto dalla competenza dei professionisti sanitari, ma può essere accompagnata anche da ciò che aiuta le persone a sentirsi accolte. E la bellezza, quando incontra i luoghi della fragilità, può diventare un modo concreto per ricordare che al centro di ogni percorso di assistenza c’è sempre la persona.