Un palco per la città: al via la nuova stagione del Cineteatro Metropolitano
Presentata al DLF di Reggio Calabria la seconda rassegna 2026 del Cineteatro Metropolitano: nove appuntamenti tra teatro, musica e recital, con una scuola di teatro e nuovi progetti culturali per il 2027 - FOTO
Un palcoscenico non si misura soltanto in posti a sedere, ma nella capacità di dare voce a una città, custodirne la memoria e aprire nuove strade alla creatività. È questa l’idea che accompagna Un palco per la città, la seconda rassegna 2026 del Cineteatro Metropolitano di Reggio Calabria, presentata nella mattinata di oggi, giovedì 22 ottobre al salone del Dopolavoro ferroviario (DLF), in via Caprera 2.
Dopo il percorso della prima edizione, i «pazzi dell’Amaca» e i loro amici tornano in scena con una nuova proposta culturale, sostenuta dal DLF di Reggio Calabria. Nove appuntamenti, tra recital, concerti, spettacoli teatrali e commedie, accompagneranno il pubblico fino a dicembre, con una seconda parte della stagione prevista nel 2027.
A promuovere l’iniziativa sono il DLF, presieduto dal dottor Nino Malara, e il direttore artistico del Cineteatro Metropolitano, Antonio Calabrò. Alla conferenza stampa erano presenti anche Sergio Nicolaci e Ivana Antic, fondatori dell’associazione culturale Itaca e docenti della scuola di teatro Itaca, progetto che si affianca alla stagione teatrale.
Malara: «Una rassegna ricca, costruita con serietà»
Ad aprire gli interventi è stato Nino Malara, che ha ringraziato Antonio Calabrò per il lavoro svolto nella costruzione del cartellone e ha sottolineato il valore della collaborazione tra direzione artistica e Dopolavoro ferroviario.
«Ringrazio soprattutto il nostro direttore artistico, che ha messo in piedi questo cartellone. Più che di una semplice stagione teatrale, parliamo di tante iniziative messe insieme, di un progetto che vuole offrire un palco alla città. Già leggendo il programma si vede una rassegna ricca, costruita con serietà e con persone di spessore culturale».
Malara ha ricordato che il lavoro del DLF prosegue su più fronti, grazie alla sinergia tra le attività cinematografiche, culturali e teatrali. Accanto alla rassegna diretta da Calabrò, l’associazione sta preparando un ulteriore cartellone, denominato Stagione culturale, che sarà presentato nei prossimi giorni.
Il programma comprenderà sei compagnie teatrali, con una particolare attenzione alle formazioni dialettali calabresi, per valorizzare le radici e la tradizione del territorio. Sono inoltre previste quattro presentazioni di libri e il tredicesimo concorso nazionale di poesia intitolato a Italo Falcomatà, oltre alle iniziative solidali e agli appuntamenti dedicati ai più piccoli. Tra cui, il pranzo della solidarietà alla Stazione centrale, in collaborazione con la Caritas diocesana; la tradizionale Befana DLF, aperta quest’anno anche ai figli di non ferrovieri e ai bambini appartenenti alle fasce più fragili.
«Vogliamo continuare su questa strada percorsa insieme al nostro direttore artistico – ha spiegato Malara – perché crediamo nel valore delle iniziative culturali e teatrali per la città. L’appoggio dell’associazione nazionale è per noi motivo di orgoglio: in Giunta, il presidente nazionale ha riconosciuto al Dopolavoro ferroviario di Reggio Calabria un ruolo di primo piano per le attività culturali e teatrali».
Il presidente ha infine ringraziato Sergio Nicolaci per il lavoro legato alla scuola di teatro, auspicando un coinvolgimento sempre maggiore di nuovi iscritti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Antonio Calabrò: «Da quando è direttore artistico del nostro cineteatro, possiamo contare su una persona preparata, colta e seria. Quando ci sono preparazione, cultura e serietà, c’è tutto».
Malara ha inoltre annunciato di aver ricevuto dall’associazione nazionale l’incarico di organizzare un festival dedicato a gruppi teatrali provenienti dai Dopolavoro ferroviari italiani. Il progetto, ancora in fase di definizione, potrebbe coinvolgere almeno una decina di realtà, tra cui compagnie di Campobasso, Livorno e Genova. L’obiettivo è realizzarlo nella primavera del 2027, indicativamente tra maggio e giugno, con la possibilità di ospitarlo a Reggio Calabria, ipotesi sulla quale saranno avviati ulteriori confronti con il presidente nazionale e con lo stesso Calabrò.
Itaca e la scuola di teatro: imparare a costruire uno spettacolo
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sulla scuola di teatro promossa dal DLF in collaborazione con l’associazione culturale Itaca. Sergio Nicolaci, intervenuto insieme a Ivana Antic, ha ricordato che il percorso è nato con un primo corso sperimentale nella prima metà del 2026 e che da ottobre è entrato nella fase del vero e proprio anno accademico, destinato a concludersi tra la fine di maggio e giugno 2027.
«Siamo già più che raddoppiati rispetto al primo corso sperimentale e speriamo di crescere ancora», ha detto Nicolaci.
La scuola, ha spiegato, non vuole limitarsi all’insegnamento della recitazione, ma offrire una formazione più ampia sul linguaggio e sulla costruzione teatrale. «Per noi è importante parlare di scuola di teatro, e non semplicemente di scuola di recitazione. Vogliamo insegnare non soltanto l’arte recitativa, ma anche far capire che cos’è il teatro, come si costruisce uno spettacolo e come lo si può utilizzare per esprimere idee, raccontare storie e affrontare temi che ci stanno a cuore».
I corsi comprendono, oltre alla recitazione, elementi di drammaturgia, costruzione scenica e costumi. L’obiettivo finale è consentire ai partecipanti di ideare e realizzare autonomamente uno spettacolo, che potrà trovare spazio nel prossimo cartellone.
«Il teatro è libertà: ognuno può utilizzarlo per parlare di ciò che vuole, dai temi più leggeri a quelli socialmente impegnati. Siamo profondamente grati al Dopolavoro ferroviario per averci offerto questa opportunità, che ci permette di portare il nostro lavoro a Reggio Calabria e di coinvolgere anche persone provenienti dai centri vicini», ha aggiunto Nicolaci, esprimendo fiducia per il percorso avviato e per i progetti futuri.
Calabrò: «Il piccolo teatro diventa il palcoscenico della città»
Il cuore della presentazione è stato l’intervento del direttore artistico Antonio Calabrò, che ha ripercorso il cammino compiuto in questi anni e illustrato le scelte alla base della nuova rassegna. Calabrò ha ringraziato il DLF, il presidente Nino Malara e Pino Tuscano, ricordando in particolare il contributo di quest’ultimo nel percorso culturale condiviso.
«Negli ultimi dieci anni abbiamo realizzato 67 spettacoli, tutti diversi, repliche escluse. Quello di sabato sarà il sessantottesimo spettacolo di questo percorso, mentre per me comincia il quarto anno da direttore artistico».
Il direttore ha sottolineato il valore di lavorare in un teatro di 96 posti, mantenendo indipendenza e libertà progettuale. «Lavorare in un piccolo teatro senza parentele politiche e senza collegamenti di alcun tipo, nella massima libertà garantita anche dal consiglio del Dopolavoro ferroviario, è stata una grande soddisfazione e un’importante occasione di approfondimento culturale».
La rassegna, ha spiegato, non punta al successo facile o immediato, ma alla ricerca di un’identità culturale e territoriale. «Abbiamo sempre cercato di dare un senso alle nostre proposte: il senso della ricerca interiore e della ricerca dell’identità del territorio. Per questo abbiamo insistito sul titolo Un palco per la città. L’idea condivisa con Nino Malara è che il piccolo teatro del Dopolavoro ferroviario possa diventare il palcoscenico di Reggio e della sua provincia».
Calabrò ha richiamato l’attenzione sulla carenza di infrastrutture culturali in città, sottolineando come uno spazio raccolto e curato possa rappresentare un’opportunità concreta per artisti e associazioni. «Un teatro di 96 posti, tenuto come una bomboniera, può diventare un luogo prezioso per chi si esibisce e per chi viene ad ascoltare».
Tra gli elementi centrali del cartellone c’è la valorizzazione del dialetto calabrese, affidata alla competenza del dottor Arturo Cafarelli, indicato da Calabrò come uno dei massimi esperti del linguaggio dialettale calabrese. Con lui sono previste due serate dedicate ai grandi poeti dialettali della storia reggina.
«Il dialetto va trattato in modo raffinato. Non è soltanto quello della battuta facile o dell’espressione più immediata: è un moto autentico dell’anima dei calabresi e dei reggini, capace di raccontare le contraddizioni della nostra storia. È una parte di noi che dobbiamo custodire».
Spazio anche alla musica, con i Triggitani, trio di professori del Conservatorio capitanato da Enzo Baldessarro, protagonisti di una serata dedicata a Django Reinhardt. Il concerto Di necessità virtù. La chitarra di Django ripercorrerà la vicenda del chitarrista, che dopo aver perso l’uso di due dita di una mano in seguito all’incendio del suo accampamento sviluppò una tecnica esecutiva personale.
Il programma comprende inoltre lo show L’estate sta finendo, con la Velvet Noise Band, previsto venerdì 13 novembre e presentato da Benvenuto Marra insieme ai «soliti mattocchi dell’Amaca»; il recital dedicato a Lucio Dalla, ideato da Roberto Modafferi e accompagnato dal quartetto d’archi Velada; le Letture ad alta voce della compagnia Maldiscena, legate all’opera di Stefano Benni; e Passo a due per i monologhi della vagina, con Adriana Eloise Cuzzocrea e Robert Piazzolla, in programma il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Il 4 dicembre sarà invece la volta di O.S. UFO!, proposta comica di Metropolis e L’Amaca, che immagina lo sbarco degli alieni a Reggio Calabria. Nella costruzione del cartellone, ha spiegato Calabrò, l’intenzione è stata quella di ampliare ulteriormente lo spazio riservato alle realtà artistiche locali, mettendo in relazione linguaggi e generi differenti.
«Quando ci si occupa di cultura in una situazione difficile come quella reggina, l’unità d’intenti e la volontà di andare avanti rendono le cose più facili», ha concluso il direttore artistico.
Biglietti accessibili e una seconda parte nel 2027
Una scelta importante riguarda il costo degli ingressi, mantenuto contenuto nonostante le spese di gestione di un teatro. Per gli appuntamenti della rassegna, il contributo previsto è di 10 euro, con una tariffa ridotta di 5 euro per i soci del Dopolavoro ferroviario e dell’Auser.
Calabrò ha ricordato che l’obiettivo è rendere gli spettacoli accessibili al maggior numero possibile di persone. Malara ha confermato la collaborazione con l’Auser, rappresentata dalla presidente Teresa Fotia, assente alla conferenza per un impegno a Lamezia e presente idealmente attraverso il proprio saluto. Tra le realtà che hanno collaborato al progetto figurano anche L’Amaca e Cartoline Club.
La rassegna proseguirà nel 2027 con una seconda parte, che sarà definita nei prossimi mesi. Nel frattempo, il DLF continuerà a lavorare al proprio calendario culturale e al progetto nazionale dedicato alle compagnie teatrali dei Dopolavoro ferroviari.
Nel suo intervento conclusivo, Calabrò ha richiamato anche il ruolo storico delle Ferrovie per la Calabria: «Siamo figli della ferrovia e cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo». Un richiamo che restituisce il senso di un’iniziativa nella quale il teatro non è soltanto spettacolo, ma anche presidio culturale, spazio condiviso e occasione per costruire legami.
Il programma parte sabato con il dialetto
Il programma parte sabato 24 ottobre alle 18:30 con il recital Ieu scrivu comu nasciunu i palori, dedicato ai grandi poeti dialettali della storia reggina, a cura di Arturo Cafarelli, con Enzo Schiavone e lo stesso Antonio Calabrò.
Presenta Rita Nocera. Momenti musicali a cura di Antonia Tripodi (fisarmonica) e Antonio Rasconà (chitarra).
Nove gli appuntamenti in tutto: da venerdì 30 ottobre con il concerto “Di necessità virtù” dei Triggitani, allo spettacolo teatrale del 3 dicembre SOS Ufo! di Metropolis e L’Amaca. Per chiudere il 18 dicembre con la replica del recital a cura di Arturo Cafarelli.
La rassegna è ideata, promossa e realizzata dal Dopolavoro ferroviario di Reggio Calabria in collaborazione con il quotidiano Cult and social, Radio Touring e L’Amaca.
Per informazioni è possibile contattare il DLF di Reggio Calabria al numero 338 347 7894 oppure scrivere a dlfreggiocalabria@dlf.it