Shaka, l’estate suona sul mare: la grande musica torna a Punta Pellaro

La rassegna musicale dello Shaka 2026 porta a Punta Pellaro rockabilly, world music, reggae, rap e sonorità internazionali con artisti come Zinharua, Fabjustfab, Kento e Pipirasta - GALLERY

Shaka

Il mare di Punta Pellaro torna a essere il palcoscenico naturale di un’estate fatta di musica, energia e incontri. Lo Shaka presenta la nuova rassegna musicale 2026, un percorso tra generi e culture diverse che mette al centro il live, la qualità artistica e la voglia di condividere emozioni davanti al Mediterraneo. Un vero e proprio viaggio sonoro capace di attraversare rockabilly, rock’n’roll, folk, reggae, world music, rap, afrobeat e ritmi mediterranei. Ogni serata con una propria identità e artisti provenienti dal territorio, dall’Italia e dall’estero.

«Ci vediamo al tramonto, dove la musica incontra il mare», è il filo conduttore della rassegna, nata con l’obiettivo di riportare la musica dal vivo al centro dell’estate dello Shaka, con appuntamenti ad ingresso libero.

Alessio Laganà: «Vogliamo portare progetti originali e identitari»

La direzione artistica della rassegna è affidata ad Alessio Laganà, che spiega a CULT la filosofia alla base del progetto: «Questa è la quarta edizione di una rassegna voluta dallo Shaka con l’obiettivo di caratterizzare sempre di più la propria proposta. Il locale non vuole offrire soltanto intrattenimento, ma creare un’identità legata alla musica e al territorio».

Due gli elementi distintivi secondo Laganà «Da una parte c’è il legame con il mondo del kitesurf, che a Punta Pellaro rappresenta una realtà conosciuta a livello internazionale; dall’altra c’è la volontà di proporre un intrattenimento musicale di qualità, diverso rispetto all’offerta più tradizionale».

La scelta degli artisti segue una linea precisa: «La rassegna si muove su direttrici parallele: presentare alcuni progetti internazionali e valorizzare artisti del nostro territorio che abbiano un percorso originale. Per me la parola chiave è proprio “progetti”: non band che ripropongono repertori già esistenti, ma musicisti che hanno qualcosa da raccontare attraverso brani propri, una ricerca personale e una precisa identità artistica».

Dal rockabilly alla world music sino all’energia balkan

L’apertura della rassegna è stata affidata agli Strike Band, protagonisti il 10 luglio. Nati nel febbraio del 2008, la band ha conquistato il pubblico grazie a un sound travolgente che unisce rockabilly, rock’n’roll, country e blues. La formazione siciliana, originaria di Ragusa, è conosciuta anche fuori dai confini nazionali grazie a numerosi tour europei che hanno portato i quattro musicisti in Francia, Svizzera, Germania, Ungheria e Belgio.

«È una band molto conosciuta nel circuito rockabilly europeo – racconta Laganà –. Questa data ha fatto parte di un tour che toccherà diverse città italiane e anche tappe del Centro e Nord Europa, dove il rock’n’roll e il rockabilly hanno una comunità molto forte. È una musica che porta con sé anche una cultura fatta di festival, auto d’epoca, abiti vintage e ballo».

Il 17 luglio è stata invece la volta dei QuartAumentata, formazione nata a Locri nel 1998 e diventata uno dei riferimenti della world music italiana. Il nome richiama l’intervallo musicale della quarta aumentata, elemento presente nella tradizione mediterranea e simbolo del loro stile. La band ha saputo fondere musica pop, funk e tradizione calabrese, creando un linguaggio originale tra modernità e radici. «I QuartAumentata hanno creato un connubio straordinario tra la nostra tradizione e le sonorità contemporanee – sottolinea Laganà –. Nel loro percorso hanno coinvolto musicisti importanti del territorio e sono diventati una formazione di riferimento nella world music nazionale».

Il 31 luglio arriveranno gli Zinharua, formazione pugliese nata dall’evoluzione del progetto precedentemente conosciuto come Zingarua.

La band ha scelto di modificare il proprio nome dopo un percorso di riflessione nato anche dal confronto con l’attivista della comunità Rom Rasid Nikolic, per approfondire il significato del termine “zingaro” e il suo peso storico e culturale. «Cambiare nome per noi significa rispetto, responsabilità e identità. Zinharua rappresenta un nuovo inizio, ma con lo stesso cuore», ha spiegato la band.

Il trio è composto da Emanuele Calvosa alla tromba, Gino Semeraro alla chitarra e Antonio Dema alla batteria. Il loro sound unisce groove elettronico, ritmi balkan, influenze world e radici mediterranee.

Dopo la nascita del progetto nel 2023, il gruppo ha conquistato rapidamente attenzione grazie a brani come Girai girai (remix ufficiale dei Sud Sound System), Cinghiali in giardino e La birra, realizzato insieme a Tonino Carotone ed Enzo Petrachi.

Nel loro percorso hanno superato quota cento concerti tra Italia ed Europa, partecipato a festival e club e aperto i concerti di artisti come Manu Chao, Sud Sound System e Tonino Carotone. Nel 2025 hanno pubblicato l’album Serotonina, arrivato al 37° posto nella Trans Global World Music Chart.

«Quello degli Zinharua è un gradito ritorno allo Shaka – racconta Laganà – perchè sono una band molto estiva, coinvolgente, con una grande energia sul palco e un’identità sonora particolare».

Agosto: rap, reggae e contaminazioni internazionali

La programmazione di agosto si apre il 6 agosto con Fabjustfab, artista canadese di origine italiana, nata e cresciuta a Montréal.

Rapper, beatboxer e producer, Fabjustfab porta sul palco un progetto che mescola hip hop, funk, R&B, afrolatin e cumbia elettronica. Sarà accompagnata da basso, sax e percussioni.

Ha calcato palchi in cinque continenti e ha partecipato a festival internazionali come Iceland Airwaves, SXSW, Osheaga, Montreal International Jazz Festival e Ypsigrock.

È stata inoltre co-fondatrice del gruppo hip hop alternative Random Recipe, con cui ha realizzato quattro album e collaborato con artisti internazionali. Oggi porta avanti il suo percorso solista con gli album With Love e NECTA.

«È uno degli ospiti più particolari della rassegna – spiega Laganà –. È un’artista con una presenza scenica incredibile, capace di unire generi diversi e proporre qualcosa che non si ascolta facilmente».

Il 12 agosto spazio alle Pacha Sistas, progetto siciliano nato dall’incontro tra Alice Ferrara ed Elisa Messina.

Alice Ferrara è la voce degli Ipercussonici e degli Anzikitanza, mentre Elisa Messina è chitarrista dei Babil On Suite e delle Sikelia.

Accompagnate dalla batteria, propongono un live che attraversa reggae, soul, blues e musica tradizionale siciliana, con brani anche in dialetto.

«È un progetto molto estivo, gioioso e pieno di energia – racconta Laganà –. Due artiste con esperienze importanti che hanno costruito uno spettacolo originale».

Il finale tra impegno e reggae

Il 17 agosto sarà protagonista Kento & Friends, con Kento e Matt Simon.

Kento, artista reggino conosciuto a livello nazionale, unisce rap, scrittura e impegno sociale. Dopo l’esperienza con i Kalafro, porta avanti un percorso musicale legato alla cultura hip hop e al racconto civile.

Sul palco insieme a lui ci sarà Matt Simon, rapper reggino trasferitosi a Milano. I due artisti hanno condiviso il percorso nei Kalafro e presenteranno brani originali nati dalle loro esperienze artistiche.

«È un progetto che rappresenta bene il rapporto tra musica e territorio – evidenzia Laganà –. Kento è un artista che usa il rap come strumento di racconto, denuncia e partecipazione».

Gran finale il 21 agosto con la reunion dei Pipirasta, storica band reggina nata nel giugno del 2004.

Dopo circa dieci anni di pausa, il gruppo torna insieme per un unico concerto dedicato alla musica reggae e al messaggio di Bob Marley.

Il repertorio attraverserà il reggae internazionale, con omaggi anche ad artisti come Alpha Blondy, attraverso arrangiamenti caratterizzati dalla presenza di strumenti come flauto e sax.

«I Pipirasta sono una band iconica per Reggio Calabria – racconta Laganà –. Molte persone li ricordano ancora oggi. La reunion nasce proprio per celebrare quella storia e riportare sul palco una musica che ha lasciato un segno».

Una festa lunga un’estate con probabili sorprese

La rassegna dello Shaka potrebbe non fermarsi ad agosto. Laganà annuncia, infatti, qualche sorpresa finale, con possibili appuntamenti dedicati alla musica e altre proposte artistiche.

Intanto, accanto ai concerti saranno presenti anche selezioni musicali curate da diversi DJ della città, tra cui Lubrano, per accompagnare le serate con sonorità differenti.

A Punta Pellaro, nel frattempo, l’estate 2026 è entrata nel vivo con la sua colonna sonora fatta di contaminazioni, incontri e storie, seguendo il ritmo delle onde e dei tramonti.

 

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
Share via