Calabria, dodici musei verso il futuro: il patrimonio si apre a tutti
Presentati oggi nel salone Leone di Palazzo Arnone gli interventi PNRR nei 12 siti della Direzione regionale Musei nazionali Calabria. Accessibilità, sostenibilità e nuove mostre, dal ritorno di Eremburga a Mileto ai tesori della Galleria Borghese - FOTO E VIDEO
Al centro del confronto, un investimento di circa dieci milioni di euro destinato a migliorare la fruizione dei luoghi della cultura, ridurre i consumi energetici e superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive. Ma anche un programma di iniziative espositive e collaborazioni che guarda ai prossimi mesi e, in particolare, al 2027, anno dedicato ai Normanni.
Fabrizio Sudano: «Un museo contemporaneo, accessibile e sostenibile»
A delineare il significato degli interventi è stato Fabrizio Sudano, direttore delegato per i Musei nazionali della Calabria e direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, che ha sottolineato il valore strategico del percorso intrapreso.
«Siamo molto contenti perché andiamo verso una visione di museo contemporaneo, più accessibile e fruibile da tutte le categorie di visitatori. Era un risultato necessario per il pubblico e, allo stesso tempo, in linea con le indicazioni del Ministero della Cultura, che promuove un modello museale fondato sull’accessibilità e sulla sostenibilità».
Due le direttrici principali del programma: da una parte, il superamento delle barriere fisiche, cognitive, sensoriali e culturali; dall’altra, l’efficientamento energetico degli edifici.
«Lavoriamo per abbattere le barriere che ancora limitano la possibilità di vivere pienamente i nostri musei. Parallelamente, interveniamo sulla sostenibilità e sull’efficientamento energetico. I consumi legati alle utenze rappresentano ancora una voce significativa di spesa: ridurli significa poter destinare maggiori risorse ad attività diverse, rafforzando la capacità dei musei di investire nella propria offerta culturale» ha confermato Sudano.
Il direttore ha quindi richiamato l’importanza della rete, intesa non soltanto come coordinamento amministrativo, ma come strumento per ampliare la conoscenza del patrimonio regionale.
«Grazie a questi interventi, per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro, i nostri siti si presentano in una veste rinnovata e possono offrire condizioni di visita migliori. La Calabria può essere letta e attraversata come un grande racconto: un viaggio nel tempo lungo 700mila anni, che in una manciata di chilometri conduce dalla preistoria al contemporaneo, passando dall’anima magnogreca a quella bizantina e normanna».
Un racconto che, nelle intenzioni della Direzione regionale, dovrà essere sostenuto anche da una programmazione espositiva capace di rinnovare l’interesse per le collezioni e favorire nuove occasioni di visita.
Accessibilità come diritto, non soltanto come intervento tecnico
Il superamento delle barriere è stato uno dei temi centrali della conferenza. A illustrarne la portata è stata l’architetto Simona Bruni, funzionario architetto della DRMN, direttrice del Museo archeologico Lametino e del Museo archeologico di Mètauros e responsabile unico del progetto PNRR 1.2 dedicato all’abbattimento delle barriere.
«Sono onorata di rappresentare il lavoro svolto nell’ambito dei dodici interventi per l’accessibilità. Non parliamo soltanto di barriere fisiche: abbiamo affrontato anche quelle cognitive e linguistiche, con l’obiettivo di rendere l’esperienza culturale accessibile a 360 gradi».
Nel suo ruolo di responsabile unico del progetto, Bruni ha seguito interventi realizzati in contesti profondamente diversi, accomunati dalla necessità di coniugare rispetto delle scadenze, qualità esecutiva e attenzione alle esigenze dei visitatori.
«Il lavoro non racconta soltanto una vicenda finanziaria, fatta di procedure, tempi e responsabilità. Racconta soprattutto una visione strategica e culturale. L’accessibilità significa ripensare gli spazi dei musei, dei parchi archeologici e delle aree culturali, affinché il diritto alla cultura possa essere esercitato concretamente da tutti».
Gli interventi hanno riguardato soluzioni differenziate, dai percorsi podotattili per le persone ipovedenti alle mappe e alle tabelle tattili, fino ai bastoni elettronici e alle golf car a basso impatto ambientale.
Per Bruni, il PNRR non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un processo destinato a proseguire nel tempo.
«Questa è soltanto una partenza. I progetti di abbattimento delle barriere sono stati sviluppati anche attraverso i PEBA, i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, con una prospettiva di lungo periodo. Il lavoro dovrà essere implementato e aggiornato attraverso ulteriori interventi. Per la Direzione regionale Musei nazionali Calabria, il PNRR costituisce un incipit: l’obiettivo è rendere sempre più fruibili i nostri musei, i parchi archeologici e tutti gli spazi culturali come luoghi aperti alla comunità» ha concluso.
Efficienza energetica, comfort e tutela delle collezioni
Accanto all’accessibilità, l’altra grande linea di intervento riguarda la sostenibilità energetica. Un lavoro articolato, seguito per i diversi lotti dai responsabili dei progetti e dai tecnici della Direzione regionale, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni degli edifici e le condizioni di conservazione del patrimonio.
Rossana Baccari, funzionario architetto della DRMN, direttrice della Galleria nazionale di Cosenza e responsabile unico del progetto PNRR 1.3 per l’efficientamento energetico del lotto A, ha spiegato le ragioni della scelta di Palazzo Arnone come sede dell’incontro e ha ricordato la distinzione tra le due macroaree di finanziamento: efficientamento energetico e accessibilità. Per la prima, i lavori hanno interessato gli edifici attraverso la sostituzione degli infissi con soluzioni ad alte prestazioni e a taglio termico, la coibentazione, l’ammodernamento degli impianti di illuminazione con sistemi a basso consumo e l’installazione di dispositivi intelligenti per il monitoraggio e la gestione dell’energia.
«Si tratta di interventi che migliorano le prestazioni degli edifici e consentono una gestione più razionale dei consumi, con benefici per la sostenibilità dei nostri luoghi della cultura».
Sul lotto B è intervenuta Elena Trunfio, funzionario architetto della Direzione regionale, responsabile unico del progetto PNRR 1.3 per l’efficientamento energetico e direttrice del Museo e Parco archeologico nazionale di Locri.
«Gli interventi sugli impianti di condizionamento migliorano gli standard di visita e il comfort interno, ma permettono anche di tutelare meglio le collezioni esposte. L’obiettivo è ridurre il dispendio energetico e proiettare i nostri musei verso un modello sempre più sostenibile, con prestazioni che tendano all’energia zero».
Trunfio ha seguito in particolare gli interventi nei siti della Calabria meridionale, tra cui i musei e parchi archeologici di Locri e Monasterace, insieme al Museo archeologico nazionale di Vibo Valentia, al Museo nazionale di Mileto, al Museo archeologico di Mètauros a Gioia Tauro e alla chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace.
Un lavoro che, oltre al miglioramento delle singole strutture, rafforza il coordinamento tra i siti.
«La Direzione regionale è già organizzata come una rete di musei che lavora con obiettivi e modalità comuni. Questi progetti rafforzano ulteriormente il senso di collaborazione, che si estende anche ad altre realtà museali. Pensiamo, per esempio, ai percorsi integrati realizzati recentemente con il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’obiettivo è costruire un’offerta condivisa che coinvolga tutti i siti calabresi».
Vincenzo Dornetti: «Un punto di partenza per una gestione più contemporanea»
A seguire la dimensione tecnica dei cantieri è stato l’architetto Vincenzo Dornetti, funzionario architetto della Direzione regionale Musei nazionali Calabria e direttore dei lavori dei cantieri PNRR 1.3 per l’efficientamento energetico.
Il suo contributo ha riguardato la realizzazione degli interventi, in un percorso che ha richiesto coordinamento operativo, attenzione alle caratteristiche dei diversi edifici e rispetto delle tempistiche previste.
Dornetti ha sintetizzato il significato del lavoro svolto sottolineando che «questi cantieri non rappresentano la conclusione di un percorso, ma un punto di partenza verso un modo più contemporaneo di concepire e gestire i luoghi della cultura. È stato un lavoro faticoso, di squadra, ma insieme abbiamo conseguito importanti risultati».
Una prospettiva che lega le opere materiali alla trasformazione del ruolo dei musei: spazi in cui la tutela del patrimonio deve procedere insieme alla qualità dell’accoglienza, alla sostenibilità e alla possibilità di raggiungere pubblici sempre più ampi.
Mileto si prepara al ritorno di Eremburga
Tra gli annunci più attesi della giornata, il ritorno a Mileto del sarcofago in marmo di Eremburga di Mortain, seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla, oggi conservato al Museo archeologico nazionale di Napoli.
Il 23 ottobre 2026 il reperto sarà ricondotto al suo contesto di provenienza e presentato al Museo nazionale di Mileto, nell’ambito della mostra Il ritorno di Eremburga. Un appuntamento che si inserisce nel percorso di avvicinamento al 2027, anno dedicato ai Normanni, e che punta a rafforzare il ruolo della cittadina vibonese nella storia medievale della Calabria.
A illustrare il significato dell’iniziativa è stata Maria Maddalena Sica, direttrice del Museo nazionale di Mileto e curatrice della mostra.
«L’arrivo del sarcofago di Eremburga sarà l’occasione per avviare una nuova strategia di sviluppo e far conoscere meglio una realtà come quella di Mileto. Il nostro museo custodisce un patrimonio archeologico e architettonico medievale di grande rilievo nel panorama regionale. Il ritorno del sarcofago permette di ricollocare un elemento significativo della storia della città nel suo contesto originario e, allo stesso tempo, di dare avvio alle attività in vista del 2027».
La sezione normanna del museo è stata rinnovata per accogliere il reperto. Sica ha precisato che l’allestimento e il rinnovamento della sezione sono stati realizzati attraverso fondi ministeriali per la valorizzazione, distinti dai finanziamenti PNRR, utilizzati invece per migliorare l’accessibilità e l’efficienza energetica della struttura.
«Grazie agli interventi PNRR, oggi il museo è pienamente fruibile, sia dal punto di vista dell’accessibilità fisica sia sotto il profilo dell’efficientamento. La mostra arriva in un momento importante e rappresenta un’occasione per restituire visibilità a un patrimonio che merita di essere conosciuto».
Resta inoltre aperta la prospettiva di un possibile ritorno del sarcofago di Ruggero. Un’eventualità che, come ha chiarito la direttrice, dipende dalle valutazioni dei restauratori e dalla possibilità di movimentare l’opera in condizioni di sicurezza.
«Potrebbe essere il completamento del progetto, ma dobbiamo attendere le indicazioni dei restauratori. Saranno loro a stabilire se esistono le condizioni per procedere».
Anche il sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, presente alla conferenza, ha sottolineato il valore dell’iniziativa per la città.
«Sono qui per onorare l’ingresso di Mileto in questo circuito culturale, importante per tutta la Calabria e per la nostra comunità. Con il ritorno del sarcofago di Eremburga il Museo nazionale di Mileto viene valorizzato ulteriormente. Ci auguriamo che possa rientrare anche il sarcofago di Ruggero, così da rendere il museo un punto di riferimento per la cultura regionale».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato le iniziative che il Comune sta preparando in vista del 2027, anche alla luce dei contatti avviati in Normandia.
«Stiamo lavorando come amministrazione comunale a diverse attività per l’Anno dei Normanni. Il ritorno di Eremburga si inserisce perfettamente in questo percorso e apre un’annualità nella quale Mileto potrà svolgere un ruolo importante».
Galleria nazionale di Cosenza, una rete che guarda oltre i confini regionali
La conferenza è stata anche l’occasione per anticipare le iniziative della Galleria nazionale di Cosenza, che punta a consolidare collaborazioni con importanti istituzioni culturali italiane e internazionali.
Rossana Baccari ha annunciato che alcuni disegni appartenenti alla collezione di Umberto Boccioni saranno destinati prossimamente a una collaborazione espositiva con il Musée National Picasso di Parigi. L’Immacolata concezione di Carlo Maratti sarà invece esposta tra Ancona e Ascoli Piceno.
Tra i progetti in preparazione figura la terza tappa della mostra itinerante Tesori nascosti della Galleria Borghese, che porterà a Cosenza una selezione di opere, molte delle quali raramente accessibili al pubblico.
«Stiamo lavorando a una collaborazione particolarmente complessa con la Galleria Borghese. Il progetto nasce dalla volontà di portare le opere nei territori, rendendo accessibili al pubblico lavori che normalmente non sono esposti. La Galleria nazionale di Cosenza è una sede adatta anche per la corrispondenza tra le collezioni: custodiamo opere che vanno dal Quattrocento al Settecento e che dialogano con il patrimonio della Galleria Borghese».
Baccari ha inoltre anticipato una futura mostra dedicata al fotografo Martin Parr e le giornate di studio in programma il 15 e il 17 novembre, realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università della Calabria.
L’iniziativa, dal titolo Mattia Preti e oltre. La Galleria nazionale di Cosenza e la pittura in Calabria, sarà dedicata alla pittura calabrese, napoletana e romana presente nelle collezioni, con uno sguardo anche al moderno e al contemporaneo.
Tanti i tesori della galleria, con collezioni, ha aggiunto la Baccari, «articolate e che attraversano secoli di storia, dalla fine del Quattrocento fino al contemporaneo». L’obiettivo è ampliare ulteriormente questa prospettiva, anche attraverso nuove collaborazioni nel campo della fotografia. La Galleria sta infatti lavorando con Calabria Fotografia per portare a Cosenza una mostra fotografica di rilievo.
Dodici luoghi, un patrimonio comune
Nel corso della conferenza è stato presentato anche il video istituzionale 12 siti, una nuova visione, realizzato da Fine Art Produzioni e dedicato agli interventi di riqualificazione, efficientamento energetico e accessibilità realizzati nei dodici luoghi della cultura della DRMN Calabria.
La rete comprende il Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium, in provincia di Catanzaro; il Museo e Parco archeologico di Bova Marina; la Galleria nazionale di Cosenza; la chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace; il Museo e Parco archeologico nazionale di Locri; il Museo nazionale di Mileto; il Museo e Parco archeologico dell’antica Kaulonìa a Monasterace; il Museo e Parco archeologico di Medma a Rosarno; la Cattolica di Stilo; il Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia; il Museo archeologico Lametino di Lamezia Terme e il Museo archeologico di Mètauros a Gioia Tauro.
Per gli ultimi due siti sono già state indicate le date di riapertura al pubblico: il 24 ottobre per il Museo archeologico Lametino e il 27 ottobre per il Museo archeologico di Mètauros.
A concludere la conferenza, il direttore Fabrizio Sudano che ha ringraziato tutti quanti hanno contribuito alla realizzazione degli interventi e alla costruzione del progetto condiviso.
Dall’efficientamento degli edifici all’abbattimento delle barriere, dal ritorno di Eremburga alle nuove collaborazioni espositive, la giornata di Palazzo Arnone ha restituito l’immagine di una rete che vuole rafforzarsi senza perdere le peculiarità dei singoli luoghi. Musei grandi e piccoli, collezioni archeologiche e artistiche, monumenti e parchi diventano così parti di un unico racconto, nel quale la tutela del passato si accompagna alla capacità di accogliere il presente e preparare il futuro.