Alessandro D’Avenia torna alla libreria Ave con “Dove finiscono gli anni”
Il 17 febbraio 2027 l’autore incontrerà i lettori nella più antica libreria della città. Al centro del nuovo romanzo, l’adolescenza, il tempo che passa e la sfida di crescere senza tradirsi
Alessandro D’Avenia torna a Reggio Calabria per incontrare i suoi lettori e presentare il nuovo romanzo Dove finiscono gli anni. L’appuntamento, annunciato dalla libreria Ave Ubik, è fissato per mercoledì 17 febbraio 2027, alle ore 15, nella storica libreria, da sempre punto di riferimento per la comunità letteraria cittadina.
Un ritorno atteso, come sottolinea la stessa libreria nell’annuncio dedicato all’iniziativa: «Finalmente torna a Reggio Calabria @alexdavenia per incontrare i suoi tantissimi lettori della nostra comunità letteraria».
Il nuovo libro, in uscita il 3 novembre, si rivolge agli adulti e ai ragazzi, invitando a riflettere sul rapporto tra generazioni, sul modo in cui i giovani guardano gli adulti e il mondo e su come, a loro volta, gli adulti guardano le nuove generazioni. Una storia che sollecita a cambiare prospettiva, a riconoscere il valore del proprio sguardo e ad accogliere il futuro con un intreccio di mistero, coraggio e filosofia.
L’incontro reggino si svolgerà nella libreria Ave Ubik, la più antica di Reggio Calabria, e sarà un’occasione per avvicinarsi al nuovo lavoro dello scrittore e condividere con lui le domande che attraversano le pagine del romanzo.
Un giallo che parte dai banchi di scuola e arriva alla vita adulta
Ambientato negli anni Novanta, Dove finiscono gli anni ha come protagonista Leone Pardi, diciassettenne alle prese con il quarto anno di liceo. È un periodo sospeso, lontano dall’entusiasmo delle novità del primo triennio e ancora distante dalla maturità, con la sua promessa di cambiamento e le sue responsabilità. Per Leone, alla noia scolastica si aggiunge la separazione forzata dal mare di Calimena, il suo elemento naturale.
A catturare la sua attenzione sono le scritte sui muri dei bagni maschili, che il ragazzo si diverte a catalogare con un rigoroso criterio filologico. In quelle parole, nelle passioni e negli affanni dei compagni, Leone riconosce una verità che gli sembra più autentica di quella impartita in classe da professori ormai prossimi alla pensione.
Finché una di quelle scritte lo costringe a mettersi sulle tracce di un mistero. Comincia così un’indagine che, indizio dopo indizio, lo porta a confrontarsi con un duplice enigma: scoprire che cosa è accaduto a una compagna di scuola e, nello stesso tempo, capire qualcosa di più su se stesso. La ricerca diventa un percorso di crescita e lo mette di fronte alla sua paura più grande: dover diventare adulto in un mondo popolato da persone deluse da se stesse e dalla vita.
Accanto a Leone c’è il gruppo dei Casi Umani, formato da amici molto diversi tra loro. Levimontalcini è la ragazza più intelligente della scuola; Mercurio è uno scapestrato con lo skateboard sempre sottobraccio; Spinoza, dall’aspetto dimesso, nasconde risorse sorprendenti. Il loro sostegno si rivela fondamentale mentre il protagonista cerca di orientarsi tra le incertezze dell’adolescenza.
In questo percorso, le parole assumono un ruolo centrale. Sono quelle lasciate sui muri della scuola, ma anche quelle incontrate nei libri, capaci di diventare uno specchio nel quale guardarsi fin dentro l’anima, proprio nell’età in cui lo specchio può trasformarsi nel peggior nemico. Leone ama inventare nuove espressioni, accostando vocaboli apparentemente lontani per dare forma a pensieri ed emozioni che altrimenti rischierebbero di rimanere inespressi.
E mentre nei corridoi scolastici scopre anche il primo amore, il ragazzo attraversa un anno destinato a cambiargli lo sguardo sul mondo. Una stagione di scoperte che sembra offrirgli gli strumenti necessari per vivere, ma che il tempo e il conformismo dell’età adulta finiranno per mettere alla prova.
Il romanzo accompagna così il lettore dall’esperienza imprevedibile e avventurosa dell’adolescenza fino all’età adulta, più stabile e ripetitiva solo in apparenza, perché attraversata da inquietudini che non scompaiono con il passare degli anni. Due stagioni della vita che sembrano lontane, anche per la distanza tra la fisicità del mondo analogico e l’incorporeità di quello digitale, ma che si ritrovano unite in una domanda fondamentale: come continuare a crescere senza perdere se stessi?
Una domanda che trova espressione nella riflessione posta al centro del libro: «La verità è una fedeltà in movimento, come il mare».
D’Avenia racconta la nascita del nuovo romanzo
È lo stesso Alessandro D’Avenia, in un post pubblicato su Facebook, a raccontare l’origine di Dove finiscono gli anni e del suo protagonista.
«Ormai prossimo ai 50 una voce è venuta a trovarmi, ed è diventata un personaggio che mi chiedeva: che ne è stato di tutto quell’amore eccessivo, caotico e puro che avevi per la vita?».
Da questa domanda prende forma Leone, un diciassettenne investigatore chiamato a risolvere un giallo che comincia con una scritta sui muri del bagno della scuola e si estende fino agli anni dell’età adulta. Perché, spiega l’autore, il mistero non riguarda soltanto un singolo episodio: «Il vero giallo è la vita tutta intera».
Da qui le domande che accompagnano il libro e ne riassumono il nucleo: è possibile sottrarsi al tempo? Esiste un modo per non tradire se stessi? E, soprattutto, dove finiscono gli anni?
Nel suo messaggio, D’Avenia anticipa anche una modalità di incontro con i lettori articolata in tre diverse formule, pensate per rispondere a preferenze differenti e raggiungere il pubblico in tutta Italia: a teatro, con un racconto ispirato al libro; nelle piccole librerie trasformate in salotti tra amici; oppure attraverso i firmacopie, per chi preferisce uno scambio diretto di sguardi e parole.
L’appuntamento alla libreria Ave Ubik di Reggio Calabria rientra in quest’ultima formula e offrirà ai lettori l’opportunità di incontrare personalmente lo scrittore.
La libreria Ave continua a investire negli incontri con gli autori
Il ritorno di Alessandro D’Avenia si inserisce nel percorso della libreria Ave, che continua a proporre appuntamenti dedicati alla letteratura e al dialogo tra scrittori e lettori. Una scelta che conferma il ruolo delle librerie indipendenti come luoghi di incontro, confronto e promozione culturale.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è il titolare di Ave, Fabio Saraceno: «La libreria Ave continua il suo percorso di promozione culturale attraverso incontri con autori di caratura nazionale, offrendo ai lettori occasioni di confronto diretto con chi, attraverso i libri, contribuisce ad alimentare il dibattito e la passione per la lettura».
L’incontro e il firmacopie con Alessandro D’Avenia rappresenta, dunque, un nuovo appuntamento per la comunità letteraria reggina e un’occasione per riportare al centro il valore dell’incontro tra chi scrive e chi legge.