Marisol Morello, la studentessa reggina vince il concorso di Cultura Mediterranea

Si chiama Marisol Morello la studentessa reggina che ha vinto il concorso della XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea con la scultura Cultura Mediterranea, tra tradizione calabrese e innovazione 3D

Il premio Cultura Mediterranea

Una barca d’argento che attraversa idealmente il Mediterraneo, portando con sé la memoria dei popoli, le trame della tradizione e la creatività delle nuove generazioni. È questa l’idea alla base di Cultura Mediterranea, l’opera con cui Marisol Morello, studentessa reggina del liceo “T. Campanella – M. Preti-Frangipane”, ha conquistato il concorso promosso dalla Fondazione Carical nell’ambito della XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea.

Un riconoscimento che premia il talento della giovane artista e valorizza il percorso formativo del Liceo artistico “Preti-Frangipane”, dove la conoscenza del patrimonio culturale incontra la sperimentazione tecnologica. A celebrare il risultato sono anche il Museo d’Arte “Alfonso Frangipane” e l’istituto scolastico, che hanno sottolineato il valore di un progetto capace di intrecciare identità, ricerca artistica e innovazione.

Una barca d’argento per raccontare il Mediterraneo

Ideata e realizzata nel 2026, Cultura Mediterranea è una scultura celebrativa che interpreta il mare come luogo d’incontro tra popoli, culture e civiltà. Al centro della composizione c’è una barca stilizzata in argento, simbolo di viaggio, scambio e condivisione.

Sulla sua superficie, le geometrie a rilievo richiamano la tradizione tessile calabrese e mediterranea, evocando anche un tessuto custodito presso il Museo d’Arte “Alfonso Frangipane”. Un riferimento alla memoria materiale del territorio, che nell’opera si trasforma in elemento di una narrazione contemporanea.

A completare la struttura è un’onda d’argento ispirata alle forme dell’arte greca e magnogreca. La sua linea avvolge la composizione e racchiude una profonda sfumatura azzurra, richiamo al mare che da millenni unisce territori e identità.

Non si tratta, dunque, soltanto di una scultura, ma di un racconto per immagini nel quale le radici culturali diventano materia creativa. La tradizione non resta sullo sfondo: prende forma, si rinnova e trova un nuovo linguaggio attraverso lo sguardo di una giovane artista.

Marisol Morello, classe V L dell’indirizzo Arti Figurative Plastico Scultoree lo scorso anno scolastico è stata guidata dalla prof.ssa Daniela Nava e dalla prof.ssa Loredana Scopazzo con il supporto dell’assistente tecnico Ines Cutellè.

La tradizione incontra la stampa 3D

L’opera è stata realizzata in PLA e polvere d’argento utilizzando una stampante 3D Creality K1 Max. La scelta dei materiali e delle tecniche restituisce il senso di una ricerca che mette in dialogo memoria storica e strumenti contemporanei, dimostrando come l’innovazione possa diventare un mezzo per reinterpretare il patrimonio culturale.

Il progetto ha preso vita nel FABLAB del Liceo artistico, laboratorio dedicato alla modellazione e alla stampa 3D, allestito per stimolare la creatività nella prototipazione digitale, favorire l’acquisizione di competenze trasversali e multidisciplinari e aprire nuove opportunità di collaborazione con il territorio.

Proprio Cultura Mediterranea rappresenta un esempio concreto di questo percorso: un’opera progettata e prototipata a scuola, capace di esprimere il potenziale di un ambiente formativo nel quale arte e tecnologia lavorano insieme.

Il FABLAB è stato realizzato nell’ambito del finanziamento PNRR “Scuola 4.0 – Next generation labs”, attraverso il progetto “FABLAB-ART”, identificato dal CUP J34D22003900006.

Il Premio Carical, vent’anni di cultura e dialogo

La vittoria di Marisol Morello si inserisce nel quadro della XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea, iniziativa promossa dalla Fondazione Carical per sostenere la diffusione del sapere, valorizzare il patrimonio culturale e favorire il dialogo tra le diverse espressioni della cultura.

L’edizione celebrativa ha riunito a Cosenza protagonisti della letteratura, della scienza, della traduzione e dell’impegno civile, confermando la vocazione del premio a mettere in relazione esperienze e sensibilità differenti. Tra i riconoscimenti assegnati figurano quelli a Nicolò Govoni per la Società civile, alla biologa molecolare Antonella Fioravanti per le Scienze dell’uomo, a Barbara Gallavotti per la Cultura dell’informazione e a Yasmina Mélaouah per la Traduzione.

Per la Narrativa è stata premiata Ayşegül Savaş con Gli antropologi (Gramma Feltrinelli), mentre la giuria scolastica, composta da oltre 300 studenti, ha scelto Malanima (Feltrinelli) di Rosita Manuguerra. Il premio speciale della Fondazione è andato a Marco Lavalle, scienziato lucano della Nasa.

La manifestazione ha dato spazio anche a testimonianze di forte intensità umana. Majd al-Assar, destinataria del premio speciale della giuria per Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza (traduzione di Simona Garavelli, Garzanti), è intervenuta con una testimonianza legata alla guerra e alla difficile condizione delle madri palestinesi. Da Parigi è arrivato anche il contributo dello scrittore Tahar Ben Jelloun, premiato nella prima edizione insieme ad Amos Oz, che ha richiamato l’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto degli altri.

Il tema dell’intelligenza artificiale ha attraversato la serata, mettendo al centro il rapporto tra tecnologia e umanità. Un filo conduttore che, pur in un contesto diverso, trova una corrispondenza anche nell’esperienza di Morello: la tecnologia diventa uno strumento al servizio dell’espressione artistica, senza cancellare la memoria, la sensibilità e l’identità da cui nasce l’opera.

Il talento di una giovane artista reggina

Per Marisol Morello, il premio rappresenta un traguardo significativo, che riconosce la qualità del lavoro svolto e il valore del percorso scolastico. Per il Liceo artistico “Preti-Frangipane”, è anche la conferma dell’importanza di una formazione capace di offrire agli studenti occasioni concrete per sperimentare, progettare e misurarsi con contesti culturali di rilievo.

Il risultato racconta una scuola in cui la tradizione non è una presenza immobile, ma una risorsa da interrogare e reinterpretare. Nella barca d’argento di Cultura Mediterranea convivono così i richiami all’arte greca e magnogreca, le trame della cultura tessile e le possibilità della fabbricazione digitale.

Un’opera che guarda al Mediterraneo come spazio condiviso e che, attraverso il talento di una studentessa reggina, restituisce alla cultura la sua capacità di unire passato e futuro.

Marisol Morello

Share via