Eco-Teatro: il Castello Aragonese palcoscenico dell’arte sostenibile

Inaugurata ieri a Reggio Calabria la mostra Eco-Teatro: opere, scenografie riciclate, performance teatrali e realtà virtuale per unire arte, giovani e sostenibilità

Eco-Teatro al Castello Aragonese Foto Antonello Diano

Quando il teatro incontra l’arte, la tecnologia si intreccia con la memoria e i materiali di recupero si trasformano in scenografie, un luogo storico diventa un laboratorio di nuove possibilità. È questa l’idea che anima Eco-Teatro, la mostra inaugurata ieri, 27 ottobre, al Castello Aragonese di Reggio Calabria, dove la creatività degli studenti, le esperienze teatrali e la sensibilità ambientale si incontrano in un percorso espositivo che invita a guardare il riuso come una risorsa artistica e culturale.

Visitabile fino al 30 ottobre 2026 (salvo probabili proroghe), l’iniziativa propone un dialogo tra teatro classico e contemporaneo, arti figurative, scenografia e nuove tecnologie. Un itinerario tra installazioni, costumi, maschere, videoproiezioni, suggestioni sonore ed esperienze immersive, anche attraverso visori di realtà virtuale, nato dalla collaborazione tra Calabria dietro le quinte, l’associazione Adexo APS e il polo liceale “T. Campanella – M. Preti – A. Frangipane”.

Il progetto è inserito nel programma dell’XI edizione del Festival nazionale del cabaret “Facce da Bronzi” e coinvolge diverse realtà impegnate nella promozione dell’arte, dell’educazione ambientale e della partecipazione giovanile. A emergere è soprattutto il valore del lavoro condiviso: un’esperienza nella quale la formazione scolastica si apre al territorio e diventa occasione concreta per sperimentare linguaggi, competenze e professionalità.

Mazzacuva: «Il riuso può diventare scenografia»

La mostra, ha spiegato il presidente di Calabria dietro le Quinte, Giuseppe Mazzacuva, nasce dalla sinergia con il liceo artistico Preti-Frangipane e l’associazione Adexo. Il filo conduttore è una rilettura contemporanea del mondo teatrale, a partire dai grandi classici del mito greco e attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali e dei materiali di recupero.

Tra questi, un ruolo significativo è affidato alla cartapesta, impiegata nelle scenografie realizzate dagli studenti. Il riuso di materiali di uso quotidiano diventa così uno strumento per costruire elementi scenici e, allo stesso tempo, trasmettere un messaggio sul rispetto dell’ambiente.

«È importante dare ai ragazzi un messaggio sulla tutela ambientale», ha evidenziato Mazzacuva, sottolineando anche la possibilità di coinvolgere il pubblico in una mostra interattiva, arricchita da spettacoli, performance e laboratori di riciclo dedicati, tra gli altri, ai bambini.

L’iniziativa si inserisce nel programma più ampio del Festival nazionale “Facce da Bronzi”, con l’intento di coniugare la promozione culturale con occasioni di partecipazione e formazione.

Dalle scene teatrali al riuso creativo

Ad accompagnare il pubblico nella scoperta della mostra sono state anche le performance di Adexo Arti creative, che hanno introdotto il dialogo tra le opere degli studenti del liceo artistico e le installazioni legate agli spettacoli teatrali dell’associazione.

Un rapporto, quello tra teatro e sostenibilità, che per Adexo parte da una precisa attenzione alle scelte produttive. «La nostra associazione ha un codice etico importante, orientato anche all’ecologia e al riciclo», ha spiegato Katia Colica. «Per quanto possibile, cerchiamo di utilizzare materiali di recupero o acquistati di seconda mano. Siamo grandi clienti di Vinted e frequentatori dei mercatini dell’usato».

Una sensibilità che si traduce in un percorso espositivo nel quale gli elementi scenici non sono soltanto testimonianze di produzioni teatrali, ma diventano parte di una narrazione più ampia, capace di mettere in relazione storie, immagini, suoni e materiali.

Nella sala immersiva trova spazio la “gabbia” dello spettacolo Ismene per sempre, con drammaturgia della stessa Colica, musiche di Aprile, regia di Matteo Tarasco e sound design di Antonella Bellocchio. L’installazione restituisce simbolicamente la prigionia di Ismene e Antigone, le due figure al centro della rappresentazione.

Il percorso comprende inoltre installazioni e materiali scenografici riconducibili a spettacoli dedicati a Persefone, Maiali Rosa Volanti, di e con Giulia Carrara, Basi da favola, Le voci delle donne di Omero, Morgana acque libere, Cassandra Global Warner ed Ecuba il sogno, con Daniela D’Agostino in scena e la regia di Basilio Musolino.

Un percorso immersivo tra suoni, immagini e nuove tecnologie

Per Antonio Aprile, di Adexo, la collaborazione con Calabria dietro le quinte nasce da una conoscenza consolidata e dalla stima per il lavoro svolto dall’associazione sul territorio, approfondita anche attraverso precedenti esperienze progettuali.

«Ci siamo trovati bene a lavorare su questo terreno», ha spiegato, ricordando il proprio interesse per l’ambiente e per la mappatura sonora dei luoghi. Da qui l’idea di portare nella mostra anche i suoni del territorio, rielaborati elettronicamente e integrati con le musiche, per costruire un ambiente sonoro capace di accompagnare il visitatore.

«Il teatro è un insieme di arti, di linguaggi e di obiettivi comuni», ha sottolineato Aprile. La componente sonora, dunque, non è un semplice accompagnamento, ma contribuisce a creare un’esperienza nella quale le diverse forme espressive si completano a vicenda.

La tecnologia amplia ulteriormente questo dialogo. Come ha spiegato Mazzacuva, i visitatori possono vivere un’esperienza immersiva attraverso visori di realtà virtuale, che consentono di fruire di video dedicati a esperienze di danza e teatro.

L’obiettivo è far dialogare i linguaggi digitali con quelli della scena, senza perdere il legame con la materia e con la dimensione concreta del lavoro artistico.

Per Katia Colica il valore dell’esperienza sta nella capacità dell’arte di mettere in relazione realtà differenti. «L’arte non è a compartimenti stagni: è qualcosa di fluido che avvolge», ha osservato. Un principio che trova espressione proprio nell’incontro tra le opere artistiche, le narrazioni teatrali, i suoni e le installazioni immersive.

«È un percorso artistico», ha aggiunto, definendo la collaborazione un esperimento nel quale si intrecciano diverse istanze e che dimostra come la rete territoriale possa dare vita a proposte più ampie. La possibilità di coinvolgere i giovani e costruire collaborazioni tra associazioni, scuola e istituzioni, ha ribadito, rappresenta un elemento fondamentale.

La scuola protagonista: il lavoro condiviso tra liceo classico e artistico

Uno dei nuclei centrali di Eco-Teatro è il contributo del polo liceale “T. Campanella – M. Preti – A. Frangipane”, con gli studenti coinvolti nella progettazione e nella realizzazione di scenografie, costumi, maschere e installazioni.

A coordinare la parte scenografica del progetto è stata Loredana Scopazzo, docente del liceo artistico, che ha illustrato il percorso formativo da cui nasce una parte importante dei materiali esposti.

La collaborazione con Calabria dietro le quinte, ha spiegato, permette da tempo alla scuola di proporre agli studenti nuove esperienze formative ed espositive. Il lavoro ha coinvolto sia il liceo classico, per la recitazione e la messa in scena, sia il liceo artistico, per le scenografie e i costumi.

«Siamo riusciti a unire le due anime del polo liceale», ha raccontato Scopazzo, sottolineando come l’esperienza abbia permesso agli studenti di sperimentare la necessità di superare le barriere tra le discipline e di fondere i diversi linguaggi artistici in proposte contemporanee.

Il progetto ha rappresentato un autentico compito di realtà: i ragazzi hanno potuto misurarsi con le dinamiche di un laboratorio scenografico, comprendendo come le diverse professionalità debbano collaborare all’interno di un’équipe per portare a termine una produzione.

«I nostri studenti sono stati protagonisti di una nuova forma di fare arte, che li ha valorizzati», ha evidenziato la docente.

«La dirigente scolastica, l’avvocato Lucia Zavettieri, dopo l’accorpamento, ha inoltre stimolato il lavoro in rete e la collaborazione tra i due indirizzi, con l’obiettivo di costruire esperienze capaci di mettere in comune competenze e percorsi. La scenografia – ha osservato Scopazzo – è soltanto uno degli esempi di questa collaborazione, nella quale l’arte diventa il terreno comune per la crescita degli studenti».

Dall’“Elena” di Euripide alla scenografia premiata

Alla base di una parte del lavoro esposto c’è la messa in scena dell’Elena di Euripide, esperienza nella quale il liceo classico e quello artistico hanno collaborato in modo interdisciplinare.

La comunità scolastica ha simulato l’organizzazione di una produzione teatrale professionale, affrontando la ricerca, la progettazione, la costruzione delle strutture e la decorazione. Il risultato scenografico ha ottenuto una menzione speciale al Concorso teatrale nazionale Amenanos Neos – Festival internazionale del teatro classico dei giovani.

Il percorso è partito dalla richiesta di collaborazione dei docenti referenti del laboratorio di recitazione teatrale: la professoressa Gabriella Marino, la professoressa Paola Spina e il professor Pietro Rossetti. Dopo aver coinvolto gli studenti del classico e dell’artistico nella messa in scena, i docenti hanno chiesto a Scopazzo di costituire e coordinare un gruppo di lavoro multidisciplinare, con la partecipazione di numerosi insegnanti e ragazzi dell’istituto.

La prima fase, dedicata alla ricerca storico-artistica e alla definizione del concept, ha coinvolto Andrea Pellicanò, Riccardo Primerano Rianò e Lucia Wang, della classe III M dell’indirizzo Arti figurative plastico-scultoreo. Sotto la guida della docente di storia dell’arte, la professoressa Tiziana Gemi, gli studenti hanno realizzato la ricerca storico-artistica; la professoressa Marzia Misitano li ha poi accompagnati nella realizzazione dei bozzetti grafici e nello sviluppo del concept. Successivamente, con il coordinamento di Scopazzo, i bozzetti sono stati tradotti in modellini plastici volumetrici. La fase esecutiva ha coinvolto altri indirizzi e competenze. La professoressa Anna Rita Muscolino ha guidato la classe 4L dell’indirizzo Architettura e ambiente nella progettazione strutturale. La realizzazione materiale è stata affidata alle studentesse Angela Biondo e Alessandra Maxim e agli studenti Carmelo Pirruccio e Rebecca Strati, della classe 3L dell’indirizzo Design dell’arredamento e del legno, con la guida della professoressa Maria Pia Turiano.

La decorazione pittorica finale è stata curata dalla professoressa Irene Sitibondo e realizzata dalla classe 5N dell’indirizzo Arti figurative grafico-pittorico.

Scopazzo, supportata dalle professoresse Melissa Creaco e Mary Turiano, ha inoltre guidato Alessio Paviglianiti, della classe II H; Marta Nocera, Marica Modafferi, Vaniglia Richichi e Francesca Catalano, della classe II I; la classe II L; Maria Carmela Modafferi, della classe III H dell’indirizzo Grafica; e gli studenti della classe III M dell’indirizzo Arti figurative plastico-scultoreo.

Al lavoro hanno contribuito anche Paolo Pezzarossa, assistente tecnico del laboratorio di Architettura e ambiente e Design dell’arredamento e del legno, Ines Cutellè, assistente tecnico dell’indirizzo Arti figurative plastico-scultoreo, e il collaboratore scolastico Consolato Mallamaci.

Le maschere e il patrimonio del mondo classico

Accanto alle scenografie, la mostra presenta una raccolta di maschere realizzate attraverso tecniche di assemblaggio e modellazione: sagome in cartone, cartapesta applicata a strutture di cartone e cartapesta modellata su calco.

I soggetti spaziano dai reperti archeologici custoditi al Museo archeologico di Reggio Calabria ai personaggi della commedia e della tragedia greca, fino alle sagome di animali.

Le opere sono state realizzate dagli studenti del biennio durante le ore curriculari di discipline plastiche e dagli studenti del triennio dell’indirizzo Arti figurative plastico-scultoreo.

L’elenco degli studenti partecipanti comprende: Aroi Lucia, Battaglia Giulia, Campolo Carmelo Maria, Capizzi Alessio, Carbone Martina, Citroni Alessia, Coliandro Sofia, Coviello Antonio, Demaria Angela Sofia, Di Prima Laura, Di Stefano Ginevra, Enache Delia Andrea, Fusaro Roberta, Giannilivigni Stella, Giunta Gabriel, Iacopino Barbara, Ivaneichyk Vera, Liconti Demetrio, Marcianò Anna Michelle, Mayaud Selene Yvonne, Mento Ilenia, Montevisio Letizia, Morabito Domenico, Morello Marisol, Negro Irene, Pedà Jasmine Zeneb, Pellicanò Andrea, Pennestrì Clarissa, Plutino Gaia, Porcelli Giorgia, Primerano Rianò Riccardo, Purpura Cristian, Quattrone Asia, Raffa Federica, Ritondale Martina, Rogolino Rachele, Santafemia Louise Maria, Spina Ilaria, Uzzolino Maria Giovanna, Wang Lucia e Zarà Antonietta, oltre alla classe V E.

Ha collaborato alla mostra anche Gabriel Giunta, artista ed ex studente del liceo artistico, che ha contribuito con le proprie sculture.

Il sostegno delle istituzioni e il valore del Castello Aragonese

A sottolineare il ruolo dell’iniziativa nel panorama culturale cittadino è stata anche l’architetto Daniela Neri, funzionario di elevata qualificazione del settore Cultura del Comune di Reggio Calabria che oltre al patrocinio ha attivato un partenariato con l’iniziativa.

«Il nostro meraviglioso Castello non apre le sue porte solo come custode della storia e dell’identità reggina, ma si trasforma in un laboratorio vivo di futuro», ha dichiarato nel suo intervento la Neri, evidenziando la possibilità di far dialogare arte, teatro, sostenibilità e innovazione tecnologica in uno spazio legato alla memoria della città.

Neri ha rivolto un ringraziamento all’associazione Calabria dietro le quinte, al Comune e alla Città metropolitana di Reggio Calabria e alla Regione Calabria, riconoscendo soprattutto il contributo degli studenti del polo liceale. Grazie alla loro creatività e alla guida di Adexo APS, ha sottolineato, i materiali di recupero acquistano una nuova vita: «Il riciclo può farsi arte e il rispetto per l’ambiente è la forma più alta di bellezza».

L’invito rivolto ai visitatori è quello di lasciarsi coinvolgere dalle scenografie, dalle videoproiezioni e dalle esperienze di realtà virtuale, senza trascurare gli appuntamenti collaterali previsti durante i giorni della mostra.

Gli appuntamenti fino al 30 ottobre

Eco-Teatro prosegue al Castello Aragonese di Reggio Calabria fino al 30 ottobre 2026. Il programma prevede, per giovedì 29 ottobre, alle 16.30, un laboratorio eco-creativo per bambini a cura di Fare Eco e, alle 18, un incontro di sensibilizzazione sul riuso e il riciclo dei materiali.

L’iniziativa si completa con le esperienze immersive, le installazioni e le performance che mettono in relazione la dimensione teatrale con la sperimentazione artistica e tecnologica.

Il risultato è un percorso che non si limita a esporre opere, ma racconta un modo diverso di concepire la creazione culturale: un processo collettivo nel quale la scuola dialoga con le associazioni, il teatro incontra le arti visive e i materiali destinati al riuso trovano una nuova funzione.  Tra le sale del Castello Aragonese, la sostenibilità diventa così una pratica concreta, affidata alla creatività e alla capacità di lavorare insieme.

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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