SofSof torna con «Ho visto le stelle di giorno»: la musica non ha età
La cantautrice di Bagnara Valentina Sofio, in arte SofSof, presenta «Ho visto le stelle di giorno», il singolo che anticipa l’album in uscita entro la fine dell’anno tra emozioni, pop elettronico e radici calabresi
Le stelle non si vedono solo di notte ma anche quando si impara a guardare il mondo da una prospettiva diversa. E certe canzoni nascono proprio da lì, dal punto in cui le emozioni incontrano il coraggio di cambiare, lasciando che il tempo faccia il suo lavoro. È da questa metafora che riparte SofSof, nome d’arte di Valentina Sofio, cantautrice, compositrice e polistrumentista di Bagnara Calabra. Con «Ho visto le stelle di giorno», il nuovo singolo disponibile dal 16 ottobre scorso su tutte le piattaforme, l’artista apre la strada a un album di otto tracce inedite che uscirà a fine anno e che intreccia pop elettronico, sensibilità cantautorale e il legame profondo con la propria terra.
«Ho visto le stelle di giorno», imparare a guardare le cose diversamente
Il percorso musicale di SofSof comincia nel 2011 con l’album d’esordio Ombra in Penombra. L’anno successivo arriva la semifinale di Sanremo Giovani con il singolo «Cosa Darei», pubblicato da Peermusic Italy e Sugar con la produzione artistica di Matteo Buzzanca. Nel 2014 esce l’EP Due, seguito nel 2017 dal singolo «Umano», prodotto da Silvio Hope Speranza. Nel suo percorso figurano anche la vittoria ad Arezzo Wave Calabria nel 2018, la finale di Musicultura nel 2020 con «La Vita Sognata» e la finale regionale di Sanremo Rock nel 2021.
Ora il nuovo singolo che nasce da una storia autobiografica e da un’immagine concreta: quei piccoli puntini luminosi che a volte compaiono davanti agli occhi dopo uno sforzo fisico. SofSof li trasforma in una metafora della consapevolezza, del momento in cui si riesce a vedere con maggiore chiarezza ciò che prima sembrava confuso.
La canzone parla della capacità di riconoscere quando una relazione non funziona più e di accettarlo, senza restare aggrappati a qualcosa soltanto perché si è investito molto tempo o sentimento. Non è una resa, ma un passaggio necessario per comprendere se stessi e aprirsi a nuove possibilità.
«Ho visto le stelle di giorno» inaugura così il racconto di un disco che attraversa sentimenti, crescita personale e rinascita, con uno sguardo rivolto tanto alla propria interiorità quanto al mondo che circonda l’artista.
Il nuovo album, tra pop elettronico e radici cantautorali
Il nuovo album raccoglie otto brani scritti e composti da SofSof, arrangiati, prodotti e mixati da Tommaso Luzzi. Il progetto grafico e la cura dei contenuti social sono affidati a Ornella Cosoleto, graphic designer che l’artista definisce anche la propria «manager emotiva personale». Le fotografie interne del disco sono invece firmate da Beatrice Ditto.
La cantautrice definisce il suo stile «romantic pop»: una dimensione musicale in cui la sensibilità della scrittura incontra sonorità elettroniche e arrangiamenti pop.
Un disco che richiama anche il legame con Bagnara Calabra, dove SofSof è tornata a vivere nel 2016 dopo anni trascorsi in Toscana. La casa affacciata sul mare in cui abita è diventata uno spazio importante per il progetto e per la sua scrittura, un luogo in cui ritrovare le proprie radici e osservare da una prospettiva diversa le esperienze vissute.
Il disco non si limita a raccontare emozioni, ma prova a trasformarle in canzoni capaci di accompagnare chi ascolta nei propri momenti di cambiamento. Il filo conduttore è la possibilità di accogliere le contraddizioni, riconoscere ciò che si è diventati e imparare, quando serve, a lasciare andare.
Il legame con Bagnara si riflette anche nella connessione che SofSof sente con Mia Martini, sua conterranea. Nell’artista riconosce un’affinità legata soprattutto all’empatia e all’autenticità: un rapporto ideale con una voce che appartiene alla stessa terra e che continua a rappresentarne una parte importante della memoria musicale.
Da «Colla» a «Siamo tutti bipolari», le prossime tappe del progetto
Dopo il singolo d’apertura, il percorso proseguirà con «Colla» e «Vista Mare», le cui uscite sono previste tra novembre e i primi giorni di dicembre.
«Colla» parte da un’immagine quotidiana spiega la Sofio: “la striscia adesiva della cartina di una sigaretta che non attacca più. Una metafora semplice, che diventa il simbolo di un legame che non riesce più a tenere insieme le cose. Insistere non sempre serve; a volte, riconoscere che qualcosa non funziona è il primo passo per andare avanti”.
«Vista Mare», invece, si lega in modo ancora più diretto alla memoria e al paesaggio di Bagnara. Nel brano trova spazio un monologo parlato in cui SofSof torna con il pensiero all’infanzia: gli scogli, le labbra viola per il freddo, le dita consumate e le persone osservate dalla spiaggia, sulle quali inventava storie e canzoni.
È un ricordo personale che si allarga fino a diventare un omaggio alle donne bagnarote, alla loro forza e alla capacità di affrontare il dolore senza rinunciare alla propria identità. «Sono una donna di Bagnara, sono nata a Bagnara e ho il cuore vista mare», racconta l’artista: una dichiarazione che riassume il legame profondo con la propria terra.
Tra le tracce del disco ci sarà anche «Siamo tutti bipolari», titolo utilizzato in chiave metaforica per raccontare, con ironia, le contraddizioni e gli sbalzi emotivi che possono emergere nelle relazioni. Il brano si inserisce nel percorso di un album che non cerca risposte definitive, ma osserva i sentimenti nelle loro sfumature, anche quando appaiono incoerenti.
Le belle canzoni non hanno età
Con questo nuovo album, SofSof apre un altro capitolo della propria storia musicale, anticipando un progetto nel quale il pop elettronico incontra la scrittura cantautorale e i sentimenti si intrecciano con i paesaggi di Bagnara Calabra. Si tratta di un vero e proprio percorso che mette al centro la libertà di cambiare, la capacità di accettare le trasformazioni e il valore di una musica che non rinuncia alla propria autenticità.
A seguire, l’artista si preparerà a portare il progetto dal vivo con un tour promozionale che inizierà nel 2027.
Resta, soprattutto, una convinzione che attraversa le canzoni e il modo in cui SofSof guarda al proprio futuro: non lasciare che le aspettative decidano il valore di un percorso e non confondere il successo con un unico traguardo possibile.
La sua frase-manifesto riassume questa filosofia con la semplicità di chi ha scelto di continuare a scrivere e a sognare: «No alle aspettative, sì all’entusiasmo. I cantautori non sono come i calciatori: a una certa età non smettono di giocare. Le belle canzoni non hanno età e restano per sempre».
E forse è proprio questo il senso dell’ultimo singolo e dell’intero album. Perché, in fondo, certe stelle non hanno bisogno della notte per brillare. Basta imparare a riconoscerle, anche in pieno giorno, e trovare il coraggio di trasformare ciò che siamo stati in una canzone che possa restare.